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Legge regionale 16 aprile 2003, n. 5


Provvedimenti per favorire lo sviluppo della cooperazione.
(B.U.R. n. 37 del 24.04.2003)

Art. 1

(Finalità)

1. La Regione, in attuazione dell'articolo 45 della Costituzione, dell'articolo 6, commi 7 e 8, dello Statuto e in armonia con gli obiettivi della programmazione economica e della pianificazione territoriale, promuove lo sviluppo e il rafforzamento della cooperazione; sostiene l'innovazione delle imprese cooperative e ne valorizza le potenzialità per la salvaguardia, il sostegno e lo sviluppo dell'occupazione e per la valorizzazione di aree del territorio regionale che soffrono di particolari condizioni di svantaggio.

2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione attua interventi a favore delle cooperative, delle piccole società cooperative di cui all'articolo 21 della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Interventi urgenti per l'economia) e dei loro consorzi, iscritti all'Albo nazionale degli enti cooperativi previsto dall'articolo 7 della legge 3 aprile 2001, n. 142 (Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore).

3. La Giunta regionale coordina le politiche regionali per la valorizzazione e la diffusione dell'esperienza cooperativa in tutti i settori economici e sociali della realtà marchigiana e promuove la concertazione, la cooperazione istituzionale e il confronto tecnico-operativo tra le strutture competenti.

Art. 2

(Capitalizzazione delle cooperative e loro consorzi)

1.-La Regione favorisce la capitalizzazione delle imprese cooperative e loro consorzi mediante la concessione di un finanziamento senza interessi a fronte del capitale sociale versato.

2. Per le cooperative o loro consorzi costituiti entro i dodici mesi antecedenti la data di pubblicazione del quadro attuativo di cui all'articolo 9, il finanziamento è pari a tre volte l'ammontare del capitale sociale versato; per le cooperative o loro consorzi già costituiti, il finanziamento è pari a due volte l'incremento del capitale sociale versato dai soci a partire dall'anno solare precedente la richiesta di finanziamento.

3. L'erogazione del finanziamento è subordinata alla sottoscrizione di apposita convenzione redatta secondo lo schema approvato con il quadro attuativo di cui all'articolo 9 e alla presentazione di idonea fideiussione a favore della Regione a garanzia della restituzione del finanziamento.

4. Il finanziamento è restituito in sei rate semestrali in scadenza al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno, a partire dal secondo anno solare a quello di erogazione.

Art. 3

(Sostegno alla capitalizzazione

per la salvaguardia e lo sviluppo dell'occupazione)

1.-La Regione sostiene progetti di salvaguardia e sviluppo dell'occupazione rivolti alle piccole e medie imprese, mediante la concessione di contributi annuali a società finanziarie per la capitalizzazione delle cooperative e dei loro consorzi.

2. Le società finanziarie di cui al comma 1 devono:

a) essere partecipate da almeno cento cooperative con sede legale nella regione e distribuite sull'intero territorio;

b) possedere i requisiti di cui all'articolo 17, comma 4, della legge 27 febbraio 1985, n. 49 (Provvedimenti per il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei livelli di occupazione) e successive modificazioni, non incompatibili con il requisito di cui alla lettera a).

3. I contributi di cui al comma 1 sono destinati:

a) per almeno l'85 per cento delle risorse disponibili, alla concessione di un finanziamento senza interessi per progetti di capitalizzazione proposti ed approvati sulla base di un programma annuale di attività;

b) per un ammontare non superiore al 10 per cento delle risorse disponibili, all'integrazione del fondo rischi per un importo proporzionale al valore patrimoniale delle società stesse e delle cooperative partecipate alla data della domanda. L'importo del contributo non può essere superiore al 50 per cento del contributo privato al fondo della società;

c) per un ammontare non superiore al 5 per cento delle risorse disponibili, alla copertura di una quota pari ad un massimo del 30 per cento delle spese di gestione, quale contributo a fondo perduto determinato proporzionalmente al numero dei progetti approvati annualmente ed in relazione al numero delle società finanziarie richiedenti.

4. Con le risorse apportate ai sensi del comma 3, le società finanziarie assumono partecipazioni temporanee e di minoranza al capitale sociale di cooperative e loro consorzi, secondo le modalità previste per i soci persone giuridiche, per i soci sovventori o per i sottoscrittori di azioni di partecipazione cooperativa, prevedendo in caso di utili una remunerazione obbligatoria delle quote o azioni ai sensi della legge 31 gennaio 1992, n. 59 (Nuove norme in materia di società cooperative), al fine di garantire l'economicità delle iniziative. Alle dismissioni delle partecipazioni da parte delle società finanziarie si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6 del decreto del Ministro dell'industria, commercio e artigianato del 4 aprile 2001.

5. Il quadro attuativo di cui all'articolo 9 individua le priorità degli interventi, le modalità di riparto delle risorse e i criteri di valutazione dei progetti. Una quota delle risorse può essere riservata all'attuazione di progetti volti a sostenere lo sviluppo di cooperative di recente costituzione o riguardanti aree a svantaggio territoriale.

6. Le società finanziarie beneficiarie dei contributi si attengono a criteri di efficacia ed economicità, valutano i requisiti formali, la fattibilità del progetto di impresa e l'utilizzo dei finanziamenti in base alla normativa comunitaria, assicurano il controllo dell'iniziativa tramite rilevazioni semestrali e l'erogazione dei servizi di sostegno, stipulando apposita convenzione con le cooperative partecipate che preveda altresì la remunerazione delle prestazioni da parte di quest'ultime.

7. I contributi di cui al comma 3, lettera a), sono restituiti alla Regione dalle società finanziarie beneficiarie entro il decimo anno solare successivo a quello di erogazione. La convenzione tra Regione e società finanziarie definisce le modalità ed i criteri di restituzione.

Art. 4

(Contributi in favore degli investimenti)

1-La Regione concede alle imprese cooperative e loro consorzi un contributo una tantum corrispondente al valore attuale del concorso sugli interessi, nella misura massima del 70 per cento del tasso ufficiale di riferimento relativamente a contratti di mutuo e di locazione finanziaria di durata non superiore a dieci anni, effettuati per investimenti in beni materiali ed immateriali.

2. La Regione concede contributi in conto capitale in relazione ad investimenti innovativi relativi a:

a)-acquisto di macchinari e di attrezzature di tipo innovativo;

b) costi per la ricerca e sviluppo;

c) concessioni, acquisizione di brevetti o licenze e creazione o acquisizione di marchi;

d) certificazione dei sistemi di qualità aziendale e marcatura CE dei prodotti;

e) certificazione dei sistemi di gestione ambientale;

f) trasferimento di tecnologie relative ai materiali, ai processi produttivi e di servizio e ai prodotti.

Ulteriori tipologie di investimenti innovativi possono essere individuate annualmente con il quadro attuativo di cui all'articolo 9.

3. Nel quadro attuativo di cui all'articolo 9 sono stabilite le modalità di concessione dei contributi di cui al comma 2 e i criteri prioritari per la selezione degli interventi tra i quali:

a)creazione di nuova occupazione stabile, con particolare riferimento alla qualità professionale e alla composizione di genere;

b) validità sociale dell'iniziativa;

c) compatibilità e valorizzazione della risorsa ambientale.

Art. 5

(Sostegno alla nascita di nuove cooperative)

1-La Regione concede alle imprese cooperative costituite dal 1o gennaio dell'anno antecedente la data di pubblicazione del quadro attuativo di cui all'articolo 9:

a)un contributo a fondo perduto per gli investimenti effettuati, proporzionale al numero dei soci lavoratori e dei dipendenti impiegati;

b) un contributo a fondo perduto per le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività, con esclusione di quelle riferite al costo del lavoro;

c) un contributo a fondo perduto per l'assistenza tecnica attraverso un tutor in fase di avvio dell'attività, per un periodo comunque non superiore ad un anno.

2. Nel quadro attuativo di cui all'articolo 9 sono stabilite le modalità di concessione dei contributi di cui al comma 1 e i criteri per la selezione degli interventi. Costituiscono criteri prioritari:

a)numero di lavoratori coinvolti, compresi i soci-lavoratori, con particolare riferimento alla qualità professionale e alla composizione di genere;

b) numero di soggetti svantaggiati coinvolti;

c) validità sociale dell'attività;

d) compatibilità e valorizzazione della risorsa ambientale.

Art. 6

(Interventi sperimentali per lo sviluppo locale)

1. In attuazione degli indirizzi e delle modalità fissate nel quadro attuativo, di cui all'articolo 9, la Giunta regionale, sentite le Province e i Comuni interessati, nonché le organizzazioni regionali delle associazioni cooperative, realizza interventi sperimentali per lo sviluppo, la valorizzazione e l'integrazione delle imprese cooperative nelle aree del territorio regionale che presentano particolari condizioni di svantaggio socio-economico o in zone rurali.

Art. 7

(Sostegno ai consorzi di garanzia collettiva fidi)

 

1-La Regione sostiene l'attività di consorzi fidi regionali intersettoriali costituiti da cooperative e dalle organizzazioni regionali della cooperazione giuridicamente riconosciute aventi sede legale ed operativa nella regione, mediante la concessione di contributi ad integrazione del fondo rischi.

2. Ai fini della concessione dei contributi, di cui al comma 1, gli statuti dei consorzi devono prevedere in particolare:

a)prestazioni di garanzia per affidamenti e finanziamenti bancari a favore dei propri soci;

b) la destinazione dei fondi rischi esclusivamente alla prestazione di garanzie;

c) la mancanza di scopo di lucro ed il divieto di distribuzione di utili sotto qualsiasi forma ai soci.

3. I consorzi, al fine di agevolare l'accesso al credito per investimenti che comportino miglioramenti nelle tecnologie o nelle strutture organizzative aziendali o incremento dei livelli occupazionali da parte delle cooperative associate e loro consorzi, prestano le garanzie fideiussorie per:

a)operazioni a breve termine;

b) operazioni a medio termine;

c) operazioni a lungo termine;

d) fidejussioni su operazioni di credito a favore di enti pubblici.

4. L'importo massimo delle operazioni di credito per ogni cooperativa o consorzio ammesso al beneficio di cui al comma 1 e le modalità di applicazione del regime di aiuto sono stabilite dal quadro attuativo di cui all'articolo 9.

5. I rapporti fra la Regione ed i consorzi di cui al comma 1 sono disciplinati mediante apposite convenzioni.

6. I consorzi presentano alla Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione, il bilancio e la documentazione prevista dalla convenzione di cui al comma 5, da cui risultino distintamente l'utilizzo dei fondi assegnati e le operazioni garantite per ognuno di essi.

Art. 8

(Sostegno all'attività di sviluppo della cooperazione)

 

1-La Regione, a sostegno di un organico sviluppo della cooperazione, concede contributi alle organizzazioni regionali delle associazioni cooperative riconosciute con decreto ministeriale per progetti finalizzati:

a)alla realizzazione di attività di informazione e promozione della cooperazione;

b) all'attività di ricerca, studi e centri di documentazione per la cooperazione.

2. I progetti ammissibili e l'importo del contributo sono definiti annualmente nel quadro attuativo di cui all'articolo 9. Nella valutazione dei progetti e nella determinazione dell'entità del contributo, la Regione tiene conto dei seguenti criteri di priorità:

a)numero di cooperative coinvolte;

b) strumentazione utilizzata;

c) esperienza acquisita in iniziative di informazione e assistenza;

d) rappresentatività riconosciuta delle associazioni cooperative regionali.

Art. 9

(Quadro attuativo annuale degli interventi di promozione della cooperazione)

 

1-La Giunta regionale, sentita la Consulta di cui all'articolo 10 e previo parere conforme della competente Commissione consiliare approva, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione del bilancio annuale di previsione, il quadro attuativo annuale degli interventi di promozione della cooperazione.

2. Il quadro attuativo annuale determina criteri e modalità per la concessione delle agevolazioni previste dalla presente legge, i limiti massimi dei relativi importi, la percentuale di ripartizione del fondo di cui all'articolo 11, nonché le fattispecie che danno luogo alla revoca o alla decadenza per i vari tipi di intervento.

3. Il quadro attuativo può riservare una quota delle risorse disponibili o stabilire criteri più favorevoli per le cooperative sociali iscritte nell'albo regionale di cui all'articolo 3 della l.r. 18 dicembre 2001, n. 34 (Promozione e sviluppo della cooperazione sociale). Per le altre tipologie di cooperative, la Regione può istituire con regolamento appositi elenchi.

4. Per gli stessi interventi, le agevolazioni di cui alla presente legge non sono cumulabili con quelle previste da altre norme regionali, statali o comunitarie. I contributi di cui agli articoli 2 e 5 sono tra loro cumulabili. Gli interventi di cui agli articoli 5 e 6 sono cumulabili con quelli previsti dall'articolo 7.

5. Le agevolazioni di cui agli articoli 2, 4 e 5 sono erogate in regime di aiuti di importanza minore, ai sensi del regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001.

6. Il termine di cui al comma 4 dell'articolo 8 della l.r. 11 dicembre 2001, n. 31 (Ordinamento contabile della Regione e strumenti di programmazione) è stabilito in nove mesi.

Art. 10

(Consulta regionale per la cooperazione)

 

1-È istituita, presso la Giunta regionale, la Consulta regionale per la cooperazione, con il compito di esprimere pareri e formulare proposte in merito:

a)al quadro attuativo di cui all'articolo 9;

b) alle campagne promozionali ed alle altre iniziative, non incluse nel programma annuale, promosse dalla Regione per la diffusione del modello di impresa cooperativa.

2. La Consulta resta in carica per la durata della legislatura regionale ed è composta:

a)dall'Assessore competente in materia di cooperazione, o suo delegato, che la presiede;

b) dal Presidente della Commissione consiliare competente o suo delegato;

c) dal Direttore del dipartimento regionale sviluppo economico o suo delegato;

d) dal Direttore del dipartimento regionale servizi alla persona e alla comunità o suo delegato;

e) da tre esperti nei settori attinenti ai problemi della cooperazione, designati dal Consiglio regionale;

f) da un rappresentante designato dal Comitato tecnico consultivo per la cooperazione sociale di cui all'articolo 8 della l.r. 34/2001;

g) da un rappresentante designato da ciascuna delle organizzazioni regionali delle associazioni cooperative giuridicamente riconosciute;

h) da tre rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti più rappresentative.

3. Esercita le funzioni di segretario un dipendente regionale designato dal Dirigente della struttura regionale competente in materia.

4. Alle riunioni della Consulta possono essere invitati esperti esterni e dirigenti delle strutture regionali competenti nelle materie di volta in volta trattate.

5. Per quanto non previsto dalla presente legge si applica quanto disposto dalla l.r. 5 agosto 1996, n. 34 (Norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione) e successive sue integrazioni e modifiche.

Art. 11

(Fondo per la capitalizzazione)

1-Per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 è istituito un fondo denominato "Fondo per la capitalizzazione delle cooperative", la cui ripartizione è effettuata ai sensi dell'articolo 9.

2. Il fondo è alimentato, oltre che dalle risorse stanziate annualmente, dalle somme che vengono rimborsate ai sensi degli articoli 2, comma 4, e 3, comma 7.

Art. 12

(Applicazione dei contratti collettivi di lavoro)

 

1. Le cooperative beneficiarie dei contributi previsti dalla presente legge devono applicare nei confronti dei lavoratori loro dipendenti e dei soci lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, trattamenti economici e normativi non inferiori a quelli risultanti dai contratti collettivi di lavoro nazionali e territoriali.

Art. 13

(Disposizioni finanziarie)

 

1-Per l'attuazione della presente legge è autorizzata per il biennio 2003/2004 la spesa complessiva di euro 502.529,98 per le spese di parte corrente e euro 3.665.991,81 per le spese di investimento.

2. Per l'anno 2003, relativamente agli interventi previsti dalla presente legge la spesa risulta così suddivisa:

a)euro 313.764,99 per la parte di spesa corrente:

1)per gli interventi di cui all'articolo 7, comma 3, lettera a), euro 16.849,47;

2) per gli interventi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), euro 209.720,52;

3) per gli interventi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera b), euro 58.110,00;

4) per gli interventi di cui all'articolo 10, comma 1, lettera b) , euro 29.085,00;

b) euro 1.564.993,51 per la parte di spesa di investimento:

1)-per gli interventi di cui all'articolo 4, comma 1, euro 93.060,61;

2) per gli interventi di cui all'articolo 4, comma 2, euro 47.832,83;

3) per gli interventi di cui all'articolo 5, euro 486.568,98;

4) per gli interventi di cui all'articolo 6, euro 92.434,61;

5) per gli interventi di cui all'articolo 7, comma 3, lettera b), euro 49.297,29;

6) per gli interventi di cui all'articolo 11, euro 795.799,19.

3. A decorrere dal 2004 la spesa autorizzata dal comma 1 sarà ripartita per ciascun anno in sede di predisposizione del programma operativo annuale.

4. Alla copertura delle spese autorizzate dal comma 1 si provvede:

a)-per l'anno 2003 mediante impiego delle somme che si rendono disponibili a seguito dell'abrogazione della l.r. 22 febbraio 1999, n. 4 (Provvedimenti per favorire lo sviluppo della cooperazione) nell'UPB 3.15.03 per l'importo di euro 313.764,99 e nell'UPB 3.15.04 per l'importo di euro 1.564.993,51;

b) per l'anno 2004 mediante impiego delle somme che si rendono disponibili a seguito dell'abrogazione della l.r. 4/1999 iscritte ai fini del bilancio pluriennale 2003/2005 nelle UPB 3.15.03 e 3.15.04 rispettivamente per euro 188.764,99 ed euro 2.100.998,30.

5. Per gli anni successivi l'entità della spesa sarà stabilita con le rispettive leggi finanziarie nel rispetto degli equilibri di bilancio.

6. Le somme occorrenti per il pagamento delle spese autorizzate dal comma 1 sono iscritte per l'anno 2003 nelle UPB 3.15.03 e 3.15.04 a carico di appositi capitoli che la Giunta regionale istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio del detto anno ai fini della gestione del programma operativo annuale; per gli anni successivi nei capitoli corrispondenti.

Art. 14

(Norme transitorie)

 

1-Fino alla costituzione della Consulta di cui all'articolo 10, le relative funzioni sono svolte dalla Consulta di cui all'articolo 2 della l.r. 4/1999 .

2. In sede di prima applicazione, sono considerate di nuova costituzione ai fini dell'attuazione degli interventi di cui all'articolo 2, comma 2, ed all'articolo 5, le società costituite successivamente alla data del 15 settembre 2001.

3. Il quadro attuativo di cui all'articolo 9 è adottato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge; per l'intervento di cui all'articolo 3, la Giunta regionale provvede entro i quarantacinque giorni successivi alla comunicazione dell'avvenuta approvazione da parte della Commissione europea ai sensi dell'articolo 15, comma 5.

4. Fino all'entrata in vigore delle disposizioni organizzative relative all'Albo nazionale delle società cooperative di cui all'articolo 1, comma 2, gli interventi della presente legge sono rivolti alle cooperative e ai loro consorzi, iscritti nelle sezioni produzione e lavoro, miste e sociali del registro prefettizio di cui all'articolo 13 del d.lgs. del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 (Provvedimenti per la cooperazione). L'intervento di cui all'articolo 3 è rivolto anche alle cooperative iscritte nel registro prefettizio alle sezioni: agricola, consumo, trasporto, pesca. L'intervento di cui all'articolo 6 può riguardare anche le cooperative iscritte nel registro prefettizio alle sezioni: agricola, consumo, trasporto, pesca. Successivamente all'entrata in vigore dell'Albo che sostituisce i registri prefettizi, le sezioni saranno individuate dal quadro attuativo di cui all'articolo 9.

Art. 15

(Norme finali e abrogazione)

1-La l.r. 22 febbraio 1999, n. 4 è abrogata.

2. I benefici concessi e gli impegni assunti ai sensi della legge regionale di cui al comma 1 sono mantenuti e liquidati con le modalità di cui alla legge medesima.

3. Le somme rimborsate ai sensi dell'articolo 5, comma 4, della l.r. 4/1999 confluiscono nel fondo di cui all'articolo 11.

4. I fondi residui di cui all'articolo 6 della l.r. 4/1999 sono gestiti in base ai criteri adottati per l'attuazione dell'articolo 7 della presente legge.

5. Gli effetti derivanti dall'applicazione dell'articolo 3 sono sospesi fino alla conclusione positiva del procedimento di notifica alla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 88 del trattato UE.

6. L'applicazione dell'articolo 6, ove comporti, in sede di quadro attuativo annuale, interventi che rientrano nel regime degli aiuti di Stato, sarà soggetta a successivo procedimento di notifica alla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 88 del trattato UE.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Marche.

NOTE

Note all'art. 1, comma 1:

Il testo vigente dell'articolo 45 della Costituzione è il seguente:

"Art. 45 - La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.

Il testo dei commi 7 e 8 dell'articolo 6 dello Statuto è il seguente:

"Art. 6 – Omissis

Promuove e attua in concorso con lo Stato e gli enti locali le riforme necessarie per stabilire equi rapporti sociali in agricoltura e realizzare parità di condizioni civili, sociali ed economiche tra città e campagna; identifica nella proprietà e nell'impresa individuale e associata dei coltivatori diretti e nella cooperazione le strutture fondamentali dell'agricoltura marchigiana; le favorisce nella formazione, nell'associazione e nell'attività produttiva, di trasformazione e di mercato, come condizioni di rinascita e di sviluppo dell'intera economia marchigiana.

Orienta le iniziative per indirizzare e coordinare a fini sociali gli investimenti e l'attività economica, sostenendo il ruolo prioritario dell'intervento pubblico; promuove lo sviluppo dell'artigianato, della cooperazione e l'associazionismo dei lavoratori autonomi.

Omissis."

Note all'art. 1, comma 2:

-         Il testo dell'articolo 21 della legge 266/1997 è il seguente:

"Art. 21 - Piccola società cooperativa - 1. La piccola società cooperativa, quale forma semplificata di società cooperativa, deve essere composta esclusivamente da persone fisiche in numero non inferiore a tre e non superiore ad otto soci.

2. La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere l'indicazione di «piccola società cooperativa». Tale indicazione non può essere usata da società che non hanno scopo mutualistico.

3. Alla piccola società cooperativa si applicano le norme relative alle società cooperative in quanto compatibili con le disposizioni del presente articolo.

4. Nella piccola società cooperativa, se il potere di amministrazione è attribuito all'assemblea, è necessaria la nomina del presidente, al quale spetta la rappresentanza legale.

5. Alla piccola società cooperativa si applicano le norme in materia di collegio sindacale previste per la società a responsabilità limitata di cui agli articoli 2488 e seguenti del codice civile.

6. Nella piccola società cooperativa per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio.

7. Ricorrendo i requisiti previsti dalla legge, la piccola società cooperativa deve deliberare la propria trasformazione in società cooperativa. La piccola società cooperativa può trasformarsi esclusivamente in società cooperativa.

8. Alla trasformazione e alla fusione della piccola società cooperativa si applicano gli articoli 2498 e seguenti del codice civile."

Il testo dell'articolo 7 della legge 142/2001 è il seguente:

"Art. 7 - Vigilanza in materia di cooperazione - 1. Il Governo è delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per l'ammodernamento e il riordino delle norme in materia di controlli sulle società cooperative e loro consorzi, con particolare riferimento agli oggetti di cui alle lettere da a) a q) e sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:

a)-revisione della disciplina dei collegi sindacali delle società cooperative, tenuto conto di quanto previsto dalla legge 7 agosto 1997, n. 266, e successive modificazioni, per la piccola società cooperativa, e dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

b) esercizio ordinario della vigilanza in materia di cooperazione mediante la revisione cooperativa, finalizzata:

1)-a fornire agli amministratori e agli impiegati delle società cooperative suggerimenti e consigli per migliorare la gestione ed elevare la democrazia cooperativa;

2) a verificare la natura mutualistica delle società cooperative, con particolare riferimento alla effettività della base sociale e dello scambio mutualistico tra socio e cooperativa, ai sensi e nel rispetto delle norme in materia di cooperazione, nonché ad accertare la consistenza dello stato patrimoniale attraverso la acquisizione del bilancio consuntivo d'esercizio e delle relazioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, nonché, ove prevista, della certificazione di bilancio;

c) esercizio della vigilanza finalizzato alla verifica dei regolamenti adottati dalle cooperative e della correttezza dei rapporti instaurati con i soci lavoratori;

d) effettuazione della vigilanza, fermi restando i compiti attribuiti dalla legge al Ministero del lavoro e della previdenza sociale ed agli uffici periferici competenti, anche da parte delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, secondo i principi e i criteri direttivi della presente legge e con finalità di sostegno, autotutela e autogoverno del movimento cooperativo;

e) svolgimento della vigilanza nei termini e nel contesto di cui alla lettera d), anche mediante revisioni cooperative per le società cooperative non aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, riconosciute ai sensi del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, con le stesse finalità di quelle di cui alle lettere b) e d), a cura del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, che può affidarne l'esecuzione, sulla base di apposite convenzioni, alle stesse associazioni nazionali riconosciute, nell'ambito di un piano operativo biennale predisposto dalla Direzione generale della cooperazione del medesimo Ministero, d'intesa con le associazioni medesime, fermi restando gli attuali meccanismi di finanziamento;

f) facoltà del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di disporre e far eseguire da propri funzionari ispezioni straordinarie, per accertamenti a campione o sulla base di esigenze di approfondimento derivanti dalle revisioni cooperative e qualora se ne ravvisi l'opportunità, finalizzate ad accertare principalmente:

1)-l'esatta osservanza delle norme di legge, regolamentari, statutarie e mutualistiche;

2) la sussistenza dei requisiti richiesti da leggi generali e speciali per il godimento di agevolazioni tributarie o di altra natura;

3) il regolare funzionamento contabile e amministrativo dell'ente;

4) l'esatta impostazione tecnica ed il regolare svolgimento delle attività specifiche promosse o assunte dall'ente;

5) la consistenza patrimoniale dell'ente e lo stato delle attività e delle passività;

6) la correttezza dei rapporti instaurati con i soci lavoratori e l'effettiva rispondenza di tali rapporti rispetto al regolamento ed alla contrattazione collettiva di settore;

g) adeguamento dei parametri previsti dall'articolo 15 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, per la certificazione obbligatoria del bilancio in relazione all'esigenza di una effettiva congruità dell'obbligo di certificazione rispetto alla consistenza economica e patrimoniale della società cooperativa;

h) definizione delle funzioni dell'addetto alle revisioni delle cooperative, nominato dalle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, quale incaricato di pubblico servizio e definizione dei requisiti per l'inserimento nell'elenco di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577;

i)-distinzione di finalità, compiti e funzioni tra le revisioni cooperative, le ispezioni straordinarie e la certificazione di bilancio, evitando la sovrapposizione e la duplicazione di adempimenti tra le varie tipologie di controllo, nonché tra esse e la vigilanza prevista da altre norme per la generalità delle imprese;

l) corrispondenza, in coerenza con l'articolo 45, primo comma, della Costituzione, tra l'intensità e l'onerosità dei controlli e l'entità delle agevolazioni assegnate alle cooperative per promuoverne lo sviluppo;

m) adeguamento dei requisiti per il riconoscimento delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, allo scopo di assicurare maggiormente le condizioni per l'efficiente ed efficace esecuzione delle revisioni cooperative, tenuto conto anche di quanto previsto alla lettera e) circa i compiti di vigilanza che possono essere affidati alle associazioni nazionali di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577;

n) istituzione dell'Albo nazionale delle società cooperative, articolato per provincia e situato presso le Direzioni provinciali del lavoro, ai fini della fruizione dei benefici, anche di natura fiscale, raccordando ruolo e modalità di tenuta di detto Albo con le competenze specifiche delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. L'Albo va tenuto distintamente per sezioni, definite sulla base del rapporto mutualistico di cui alla lettera b);

o) unificazione di tutti i codici identificativi delle singole società cooperative;

p) cancellazione dall'Albo nazionale delle società cooperative, e conseguente perdita dei benefìci connessi all'iscrizione, delle cooperative che si sottraggono all'attività di vigilanza o che non rispettano le finalità mutualistiche, nonché applicazione dell'articolo 2543 del codice civile in caso di reiterate e gravi violazioni del regolamento di cui all'articolo 6 della presente legge;

q) abrogazione del Capo II del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, e individuazione delle altre norme da abrogare in quanto incompatibili con le innovazioni introdotte con i decreti legislativi di cui al presente comma.

2. Gli schemi di decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica almeno sessanta giorni prima della scadenza prevista per l'esercizio della delega. Le Commissioni parlamentari competenti si esprimono entro quaranta giorni dalla data della trasmissione. Qualora il termine previsto per il parere della Commissione scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 per l'esercizio della delega o successivamente, quest'ultimo è prorogato di sessanta giorni.

3. Entro tre mesi dal termine del primo biennio di attuazione della nuova normativa, il Governo può emanare eventuali disposizioni modificative e correttive dei decreti legislativi sulla base dei medesimi principi e criteri direttivi di cui al comma 1 e con le medesime modalità di cui al comma 2.

4. L'attuazione delle deleghe di cui al presente articolo non deve comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica."

Nota all'art. 3, comma 2, lettera b):

Il testo del comma 4 dell'articolo 17 della legge n. 49/1985 è il seguente:

"Art. 17 – Omissis

4. Le società finanziarie di cui al comma 2, che assumono la natura di investitori istituzionali, devono essere ispirate ai principi di mutualità di cui all'articolo 26 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, essere costituite in forma cooperativa, essere iscritte nell'elenco previsto dall'articolo 106 del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, essere in possesso dei requisiti, individuati con il decreto di cui al comma 6, di professionalità ed onorabilità previsti per i soggetti che svolgono funzioni amministrative, di direzione e di controllo ed essere partecipate da almeno cinquanta cooperative distribuite sull'intero territorio nazionale e comunque in non meno di dieci regioni.

Omissis."

Nota all'art. 3, comma 4:

Il testo dell'articolo 6 del DM 4 aprile 2001 (Modalità e procedure di partecipazione del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato al capitale sociale delle società finanziarie di cui all'art. 17 della L. 27 febbraio 1985, n. 49, recante provvedimenti per il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei livelli di occupazione, come modificato dall'art. 12 della L. 5 marzo 2001, n. 57) è il seguente:

"Art. 6 - Dismissione delle partecipazioni - 1. Le partecipazioni assunte dalle società finanziarie nelle cooperative ai sensi dell'art. 12, comma 7, della legge 5 marzo 2001, n. 57, sono temporanee e di minoranza. Sulla base di appositi accordi con le società finanziarie, le cooperative, nei cinque anni successivi all'assunzione della partecipazione, devono rilevare a condizioni di mercato, sulla base dei valori di bilancio, nel rispetto della legislazione cooperativa vigente, e comunque ad un prezzo di norma non inferiore a quello di acquisizione, almeno il 25 per cento delle quote delle società finanziarie; nel quinquennio successivo dovranno rilevare la quota rimanente. Ogni cooperativa potrà beneficiare di ulteriori interventi delle società finanziarie soltanto dopo che sia stata dismessa la totalità della partecipazione della società finanziaria interessata. È fatta comunque salva la possibilità delle società finanziarie di cedere totalmente o parzialmente, in qualsiasi momento, a terzi, la quota di partecipazione. Allo scadere del decimo anno, la società finanziaria recede dalla cooperativa partecipata. Qualora, per qualsiasi motivo, non vengano sottoscritti o non vengano rispettati i predetti accordi, le società finanziarie recedono, ai sensi dell'art. 2526 del codice civile, dalle cooperative partecipate.

2. Le società finanziarie sottoscrivono, qualora non abbiano già provveduto, gli accordi di cui al comma 1 entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. In tal caso il periodo di durata della partecipazione decorre da detta data. Le società finanziarie utilizzano le somme rientrate nel loro patrimonio a seguito della cessazione di tali partecipazioni e di altri interventi effettuati a valere sulle risorse apportate dal «Ministero», esclusivamente ai sensi dell'art. 12, comma 7, della legge 5 marzo 2001, n. 57, e del presente decreto."

Nota all'art. 9, comma 3:

Il testo dell'articolo 3 della l.r. 34/2001 è il seguente:

"Art. 3 - Albo regionale delle cooperative sociali - 1. È istituito presso la struttura competente in materia di servizi sociali della Giunta regionale l'albo regionale delle cooperative sociali e loro consorzi.

2. L'albo si articola in sezioni provinciali gestite dalle Province ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera a), della L.R. 17 maggio 1999, n. 10 concernente: "Riordino delle funzioni amministrative della Regione e degli Enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture, dei servizi alla persona e alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione amministrativa" ed è suddiviso in:

a)-tipologia "A", comprendente le cooperative che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi;

b) tipologia "B", comprendente le cooperative che svolgono attività diverse: agricole, industriali, commerciali o di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;

c) tipologia "C", comprendente i consorzi di cui all'articolo 8 della legge n. 381/1991.3.

La Giunta regionale definisce i requisiti e le procedure per l'iscrizione alle sezioni provinciali, gli adempimenti conseguenti all'iscrizione, i presupposti e le modalità della cancellazione e le modalità per l'aggiornamento periodico dell'albo regionale.

4. L'albo regionale delle cooperative sociali è pubblicato annualmente nel Bollettino Ufficiale della Regione."

Nota all'art. 9, comma 5:

Il regolamento CE n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 reca: "Regolamento della Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza minore ("de minimis")."

Nota all'art. 9, comma 6:

Il testo del comma 4 dell'articolo 8 della l.r. 31/2001 è il seguente:

"Art. 8 - Disciplina delle procedure delle leggi di spesaOmissis

4. Nel caso in cui leggi prevedano la concessione di contributi a favore di enti o di soggetti privati, le stesse leggi stabiliscono i termini perentori entro i quali gli stessi debbono porre in essere, a pena di decadenza, gli adempimenti cui sono condizionate le concessioni medesime.

Omissis."

Nota all'art. 10, comma 1, lett. f):

Il testo dell'articolo 8 della l.r. 34/2001 è il seguente:

"Art. 8 - Comitato tecnico consultivo per la cooperazione sociale - 1. È istituito presso la Giunta regionale il Comitato tecnico consultivo per la cooperazione sociale, nominato dal presidente della Giunta regionale e composto da:

a)-il dirigente competente in materia di servizi sociali che lo presiede;

b) i dirigenti delle strutture competenti in materia di sanità, lavoro e formazione professionale o loro delegati;

c) un rappresentante dell'Agenzia regionale Marche lavoro di cui all'articolo 8 della L.R. 9 novembre 1998, n. 38;

d) quattro rappresentanti con comprovata esperienza nel settore sociale designati dalle associazioni regionali delle cooperative che risultano aderenti alle associazioni nazionali della cooperazione;

e) tre rappresentanti designati congiuntamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori;

f) un rappresentante dell'Unione Province Italiane (U.P.I.) regionale;

g) un rappresentante dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (A.N.C.I.) regionale.

2. I componenti restano in carica per la durata della legislatura regionale e possono essere riconfermati.

3. Il Comitato si dota di un regolamento per il suo funzionamento.

4. Il Comitato si avvale per l'assolvimento dei compiti e delle funzioni ad esso attribuiti dalla presente legge della struttura competente in materia di servizi sociali.

5. Ai componenti del Comitato con esclusione dei dipendenti regionali, spettano le indennità ed i rimborsi previsti dalla L.R. 2 agosto 1984, n. 20 e successive modificazioni."

Nota all'art. 14, comma 1:

Il testo dell'articolo 2 della l.r. 4/1999 è il seguente:

"Art. 2 - Consulta regionale per la cooperazione - 1. È istituita presso la Giunta regionale la Consulta regionale per la cooperazione.

2. La Consulta è composta:

a)-dall'Assessore regionale alla cooperazione, o da un suo delegato, che la presiede;

b) dal Presidente della Commissione consiliare competente;

c) da tre membri esperti in settori attinenti ai problemi della cooperazione, designati dal Consiglio regionale;

d) da un rappresentante designato dal Comitato tecnico consultivo per la cooperazione sociale di cui all'articolo 15 della l.r. N. 50 DEL 1995;

e) da un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni regionali delle associazioni cooperative giuridicamente riconosciute e designati da dette organizzazioni i quali, a seconda delle materie che vengono trattate, possono farsi assistere da soggetti con specifica professionalità.

3. La Consulta è nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale e resta in carica fino al termine della legislatura regionale.

4. Esercita le funzioni di segretario un dipendente regionale designato dal dirigente del servizio competente."

Nota all'art. 14, comma 4:

Il testo dell'articolo 13 del d.lgs. del Capo provvisorio dello Stato n. 1577/1947 è il seguente:

"Art. 13 - Nel registro prefettizio delle cooperative di cui all'art. 14 del regolamento approvato con regio decreto 12 febbraio 1911, n. 278, oltre alle cooperative ammissibili ai pubblici appalti, devono essere iscritti:

a)-tutte le altre cooperative legalmente costituite qualunque sia il loro oggetto;

b) Lettera soppressa dall'art. 6, l. 17 febbraio 1971, n. 127

Il registro è tenuto distintamente per sezioni a seconda della diversa natura ed attività degli enti, e cioè.

Sezione cooperazione di consumo;

Sezione cooperazione di produzione e lavoro;

Sezione cooperazione agricola;

Sezione cooperazione edilizia;

Sezione cooperazione di trasporto;

Sezione cooperazione della pesca;

Sezione cooperazione mista;

Sezione cooperazione sociale;

Sezione società di mutuo soccorso ed enti mutualistici di cui all'art. 2612 del codice civile.

Oltre che nella sezione per esse specificamente prevista, le cooperative sociali sono iscritte nella sezione cui direttamente afferisce l'attività da esse svolta.".

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Il presente articolo è stato abrogato dall'art. 20, D.Lgs 2 agosto 2002, n. 220, fatto salvo quanto disposto dall'art. 19 dello stesso d.lgs.

Nota all'art. 15, commi 1, 3 e 4:

Il testo del comma 4 dell'articolo 5 e dell'articolo 6 della l.r. 4/1999 (Provvedimenti per favorire lo sviluppo della cooperazione) è il seguente:

"Art. 5 - Capitalizzazione delle cooperative e loro consorziOmissis

4. Il prestito è restituito alla Regione in sei rate semestrali in scadenza al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno, a partire dal quarto anno solare successivo a quello di erogazione."

"Art. 6 - Consorzi di garanzia collettiva fidi - 1. La Regione sostiene l'attività di consorzi fidi regionali intersettoriali costituiti da cooperative e/o dalle organizzazioni regionali della cooperazione giuridicamente riconosciute aventi sede legale ed operativa nella Regione mediante la concessione di contributi ad integrazione del fondo rischi.

2. I consorzi, al fine di agevolare l'accesso al credito per investimenti che comportino miglioramenti nelle tecnologie o nelle strutture organizzative aziendali o incremento dei livelli occupazionali da parte delle cooperative associate e loro consorzi, prestano le garanzie fidejussorie per:

a)-operazioni a breve termine;

b) operazioni a medio termine nei settori dei servizi sociali e dei servizi, esclusi quelli diretti alla produzione.

3. Il fondo rischi può essere utilizzato a copertura del 50 per cento di quanto viene versato dai consorzi di cui al comma 1 agli istituti di credito convenzionati con i consorzi medesimi a fronte delle insolvenze per operazioni garantite da fidejussioni.

4. L'ammontare delle operazioni di credito a breve ed a medio termine non possono superare, nei singoli anni, rispettivamente, lire 300 milioni e lire 600 milioni per ogni cooperativa o consorzio ammesso.

5. Gli statuti dei consorzi in particolare debbono prevedere:

a)-prestazioni di garanzia per affidamenti e finanziamenti bancari a favore dei propri soci;

b) la destinazione dei fondi rischi esclusivamente alla prestazione di garanzie;

c) la mancanza di scopo di lucro ed il divieto di distribuzione di utili sotto qualsiasi forma ai soci.

6. I rapporti fra la Regione ed i consorzi di cui al comma 1 sono disciplinati mediante apposite convenzioni.

7. I consorzi di cui al comma 1 presentano alla Giunta regionale, entro il 15 luglio ed il 15 gennaio di ogni anno, una relazione sulla propria attività."

Nota all'art. 15, commi 5 e 6:

Il testo dell'articolo 88 del Trattato UE del 25/03/1957 (Trattato che istituisce la Comunità europea) è il seguente:

"Articolo 88 - 1. La Commissione procede con gli Stati membri all'esame permanente dei regimi di aiuti esistenti in questi Stati. Essa propone a questi ultimi le opportune misure richieste dal graduale sviluppo o dal funzionamento del mercato comune.

2. Qualora la Commissione, dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni, constati che un aiuto concesso da uno Stato, o mediante fondi statali, non è compatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 87, oppure che tale aiuto è attuato in modo abusivo, decide che lo Stato interessato deve sopprimerlo o modificarlo nel termine da essa fissato.

Qualora lo Stato in causa non si conformi a tale decisione entro il termine stabilito, la Commissione o qualsiasi altro Stato interessato può adire direttamente la Corte di giustizia, in deroga agli articoli 226 e 227.

A richiesta di uno Stato membro, il Consiglio, deliberando all'unanimità, può decidere che un aiuto, istituito o da istituirsi da parte di questo Stato, deve considerarsi compatibile con il mercato comune, in deroga alle disposizioni dell'articolo 87 o ai regolamenti di cui all'articolo 89, quando circostanze eccezionali giustifichino tale decisione. Qualora la Commissione abbia iniziato, nei riguardi di tale aiuto, la procedura prevista dal presente paragrafo, primo comma, la richiesta dello Stato interessato rivolta al Consiglio avrà per effetto di sospendere tale procedura fino a quando il Consiglio non si sia pronunciato al riguardo.

Tuttavia, se il Consiglio non si è pronunciato entro tre mesi dalla data della richiesta, la Commissione delibera.

3. Alla Commissione sono comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare aiuti. Se ritiene che un progetto non sia compatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 87, la Commissione inizia senza indugio la procedura prevista dal paragrafo precedente. Lo Stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale."

 

NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE:

Proposta di legge a iniziativa della Giunta regionale n. 144 del 8 ottobre 2002;

Parere della II Commissione consiliare permanente del 12 marzo 2003;

Relazione della III Commissione consiliare permanente in data 27 marzo 2003;

Deliberazione legislativa approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 9 aprile 2003, n. 130.

b) SERVIZIO REGIONALE RESPONSABILE DELL'ATTUAZIONE:

POSIZIONE DI FUNZIONE "COOPERAZIONE NEI SETTORI PRODUTTIVI"



 


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