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LEGGE REGIONALE N. 51 DEL 05-08-1993


Interventi per la prevenzione, cura e riabilitazione dell’alcoldipendenza e problematiche alcolcorrelate. Modifiche ed integrazioni della LR 30 aprile 1990, n. 61.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE REGIONALE N. 50 DEL 13-08-1993

Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta promulga la seguente legge:

 

ARTICOLO 1
Oggetto della legge

1. La presente legge, a modifica ed integrazione della LR 30 aprile 1990 n. 61, disciplina i modelli organizzativi e gli interventi per lo svolgimento delle funzioni di prevenzione, cura e riabilitazione delle alcoldipendenze e patologie correlate, in vista del reinserimento sociale delle persone interessate.

2. Le attività di cui al comma 1 sono svolte da moduli organizzativi a carattere interdisciplinare, costituiti in conformità di quanto disposto dagli artt. 26 e 29 della LR 9 aprile 1990, n. 38, denominati:

a) Centri Alcologici Integrati( CAI)

b) Gruppi Operativi Alcoldipendenza ( GOA).

 

TITOLO I
CENTRI ALCOLOGICI INTEGRATI (CAI)

ARTICOLO 2
Sedi, costituzione e funzioni

1. Sono istituiti nelle unità sanitarie locali n. 2 (area di Massa e Carrara), n. 10/D (area fiorentina) e n. 23 (area aretina nord) i Centri Alcologici Integrati( CAI) le cui attività sono rivolte ad un bacino di utenza multizonale di cui all’art. 4, comma 2, lett. c) della LR 9 aprile 1990, n. 38.

2. I CAI sono costituiti con deliberazione dell’Organo di gestione delle unità sanitarie locali in conformità di quanto disposto dall’art. 26 della LR 9 aprile 1990 n. 38, a tempo indeterminato, per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 3, e con gli operatori di cui all’art. 3, comma 1, per i quali deve essere indicato, salvo quanto espressamente disposto dalla presente legge, l’impegno esclusivo o parziale.

3. I CAI svolgono le funzioni:

a) di prevenzione, di cura e di riabilitazione, a carattere integrato, sotto il profilo medico, psicologico e sociale, nei confronti di soggetti con problematiche alcolcorrelate anche mediante invio degli stessi ai servizi pubblici ospedalieri e territoriali per la continuità del trattamento curativo e riabilitativo a più lungo termine;

b) di monitoraggio epidemiologico, di proposizione e di svolgimento, in rapporto con i GOA e con i servizi territoriali, di programmi di prevenzione ed educazione sanitaria rivolti sia agli alcolisti sia alle loro famiglie che alla popolazione in generale;

c) di sperimentazione e di coordinamento delle attività di prevenzione, terapia e riabilitazione, nonchè di messa a punto di periodiche verifiche di qualità per la valutazione dell’efficacia del trattamento terapeutico - riabilitativo, in raccordo con le unità operative sistema informativo dell’unità sanitaria locale e con il Comitato tecnico scientifico regionale di cui all’art. 15;

d) di aggiornamento e formazione del personale addetto alle attività per l’alcoldipendenza e per i problemi alcolcorrelati attraverso specifici programmi mirati, in raccordo con le unità operative competenti per la formazione permanente del personale;

e) di raccolta, ricerca ed elaborazione di dati, collaborando con il sottosistema informativo per le dipendenze in ordine agli aspetti statistico - epidemiologici.

4. Il CAI svolge altresì funzioni di consulenza ai GOA di cui all’art. 8 sui problemi alcolcorrelati e sulle forme di politossicodipendenza. Relativamente ai soggetti politossicodipendenti attua forme di collaborazione con i SERT di cui alla LR 9 settembre 1991, n. 51.

5. Nelle unità sanitarie locali ove è costituito, il CAI svolge, altresì , le attività di prevenzione, terapia e riabilitazione dell’alcoldipendenza e problemi alcolcorrelati di competenza dei GOA.

6. L’ulteriore articolazione organizzativa dei CAI, è definita dalle norme regionali di riorganizzazione delle Unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e dei presidi ospedalieri in attuazione dell’art. 4 del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 anche agli effetti della sua integrazione funzionale all’interno dei modelli organizzativi dei servizi e delle attività dipartimentali di cui al piano sanitario regionale adottato ai sensi dell’artº 1, comma 5, del predetto Decreto n. 502/1992.

7. Per l’attuazione degli adempimenti di cui al comma 3, lettere c) e d), le Unità sanitarie locali possono definire protocolli d’intesa con le Sedi universitarie afferenti ai bacini di utenza dei rispettivi CAI.

 

ARTICOLO 3
Personale

1. L’Organo di gestione delle unità sanitarie locali delibera, ai sensi dell’art. 29 della LR 9 aprile 1990, n. 38, l’assegnazione ai CAI di operatori appartenenti ai seguenti profili professionali:

- medici

- psicologi

- operatori professionali (infermieri professionali)

- assistenti sociali

- amministrativi

- personale con funzioni di riabilitazione (educatori professionali).

2. Tra gli operatori di cui al comma 1 deve essere presente una unità avente specifiche e documentate esperienze epidemiologiche.

3. In relazione alle nuove esigenze derivanti alle unità sanitarie locali dall’applicazione della presente normativa, al fine della determinazione delle dotazioni funzionali di personale necessario a costituire i CAI, sono disposte, ai sensi degli arttº 5 e 6, modifiche ai parametri fissati dall’allegato 12 di cui alla LR 30 aprile 1990, n. 61.

4. Possono essere disposte dall’Organo di gestione delle unità sanitarie locali, su proposta del coordinatore dei CAI, sentiti i direttori sanitario e amministrativo, forme di consulenza professionale specifica nell’ambito clinico e della sperimentazione.

 

ARTICOLO 4
Coordinamento

1. Le funzioni di coordinamento dei CAI sono affidate, ai sensi dell’art. 53 della LR 9 aprile 1990, n. 38, ad un operatore appartenente al profilo professionale medico, almeno in posizione funzionale di aiuto.

2. Per i fini di cui al comma 1, deve farsi ricorso a selezione riservata ai dipendenti dell’Unità sanitaria locale mediante indizione di pubblico avviso da esporre all’albo per venti giorni, contenente l’indicazione dei requisiti generali e specifici necessari per svolgere le funzioni da attribuire. Per tali requisiti è fatto riferimento alla normativa vigente per la copertura di posto della posizione funzionale di corrispondenza. La nomina è conferita al candidato che abbia ottenuto maggiore punteggio in base ai titoli da valutarsi secondo i criteri stabiliti dalle norme in vigore per i pubblici concorsi.
E' attribuito un punteggio ulteriore agli operatori che hanno svolto attività documentata con atti formali nel settore.

3. Il coordinatore assicura lo svolgimento degli interventi di cui all’art. 2 e garantisce, in particolare:

a) i collegamenti con i GOA, con i servizi territoriali e con le unità operative ospedaliere competenti per l’attuazione dei programmi;

b) l’attuazione dei protocolli operativi;

c) la verifica dei piani e delle attività previsti con le unità operative e con i servizi territoriali coinvolti.

 

ARTICOLO 5
Modifiche e integrazioni dell’allegato n. 12 di cui all’art. 2 della LR 30 aprile 1990, n. 61

1. I parametri per la determinazione delle dotazioni funzionali di personale contenuti nell’allegato n. 12 di cui all’art. 2 della LR 6 dicembre 1984, n. 70, come sostituito dall’art. 2 della LR 30 aprile 1990, n. 61, sono integrati come segue:

- PERSONALE MEDICO 0102 - 0301 attività sanitarie di comunità CAI: 3 nelle UUSSLL nn. 2 - 10/D - 23

- PSICOLOGI 0627 - CAI: 1 nelle UUSSLL n. 2 - 10/D - 23

- Assistenti sociali 1101 - 1102 - CAI: 1 nelle UUSSLL nn. 2 - 10/D - 23

- PERSONALE INFERMIERISTICO 0101 - 0802 ASSISTENZA INFERMIERISTICA TERRITORIALE
Operatori professionali 1a cat. collaboratori Infermieri professionali CAI: n. 3 nelle UUSSLL nn. 2 - 10/D - 23
Operatori professionali 1a cat. collaboratori Assistenti sanitari( ASV) CAI: 1 nelle UUSSLL nn. 2 - 10/D - 23

- PERSONALE CON FUNZIONI DI RIABILITAZIONE 0612 - 0629 - Operatori professionali 1a cat. coordinatori
Educatori professionali CAI: 2 nelle UUSSLL nn. 2 - 10/D - 23

2. La distribuzione del personale di cui al <<RUOLO AMMINISTRATIVO E LEGALE>>, come previsto ai sensi dell’allegato n. 12, di cui all’art. 2 della LR n. 70/1984 sostituito dall’art. 2 della LR n. 61/1990, è ridefinita dalle unità sanitarie locali nn. 2, 10/D e 23 nei rispettivi strumenti di pianta organica mediante ricalcolo percentuale derivante dall’applicazione del comma 1.

 

ARTICOLO 6
Modifiche ed integrazioni della LR 6 dicembre 1984, n. 70, come integrata e modificata dalla LR 30 aprile 1990, n. 61

1. L’art. 4, comma 1, lett. c), ultimo trattino, della LR 6 dicembre 1984, n. 70, come sostituito dall’art. 2 della LR 30 aprile 1990, n. 61, è modificato come segue:
dopo le parole <<prevenzione delle dipendenze e assistenza ai tossicodipendenti>> sono aggiunte le seguenti <<e alcoldipendenti>>.

 

ARTICOLO 7
Funzionamento dei CAI.

1. Le unità sanitarie locali di cui all’art. 2, comma 1, assicurano l’apertura delle sedi dei CAI in tutti i giorni feriali per almeno 4 ore pomeridiane.

2. Le predette unità sanitarie locali provvedono a dotare i CAI delle attrezzature e dei locali necessari a consentire lo svolgimento delle attività attribuite dalla presente legge. La scelta della sede dovrà favorire soluzioni atte a rendere possibile il coordinamento operativo con il SERT.

 

TITOLO II
GRUPPI OPERATIVI ALCOLDIPENDENZA (GOA)

ARTICOLO 8
Sedi e funzioni

1. I GOA sono costituiti, quali moduli organizzativi a carattere interdisciplinare, in conformità di quanto disposto dall’art. 26 della LR 9 aprile 1990, n. 38, con deliberazione dell’Organo di gestione delle Unità saniatarie locali.

2. Con la revisione e l’aggiornamento del piano sanitario regionale di cui alla LR 30 aprile 1990, n. 61 in attuazione dell’art. 1, comma 5, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n. 502, sono definiti per i GOA:

a) l’istituzione, l’organizzazione e le sedi presso le unità sanitarie locali;

b) la parametrazione del personale per ciascuna delle figure professionali di cui all’art. 9, comma 1, da assegnare alle unità sanitarie locali per lo svolgimento delle funzioni previste;

c) le modalità operative, le strategie e le tipologie d’intervento nonchè gli strumenti in funzione delle specifiche esigenze del territorio;

d) i criteri per la valutazione dell’efficacia degli interventi in relazione alle risorse impiegate e al bisogno socio - sanitario.

3. I GOA non possono essere istituiti nei casi in cui i CAI ne assolvano le funzioni ai sensi dell’art. 2, comma 5.

4. I GOA svolgono attività di prevenzione, cura e riabilitazione dell’alcoldipendenza operando in collaborazione con il medico di base, con le unità operative distrettuali ed ospedaliere, secondo le rispettive competenze, con il CAI di riferimento territoriale nonchè con il SERT di cui alla LR 9 settembre 1991, n. 51.

5. In attesa della costituzione dei GOA ai sensi delle disposizioni di cui al comma 2, le attività di cui al comma 4, vengono svolte dalle unità sanitarie locali attraverso i SERT, ai sensi dell’art. 11 della LR 9 settembre 1991, n. 51, secondo le funzioni per essi previste e nell’intento di erogare agli utenti prestazioni uniformi in tutto il territorio regionale.

6. Il mantenimento dei moduli organizzativi attivati, alla data di entrata in vigore della presente legge, con atto formale dell’Organo di gestione delle unità sanitarie locali, ai sensi degli indirizzi impartiti dal Consiglio regionale con il progetto obiettivo <<prevenzione delle dipendenze ed assistenza ai tossicodipendenti ed alcolisti>>, è subordinato alla disponibilità della relativa provvista finanziaria nel bilancio della stessa unità sanitaria locale ed è , pertanto, correlata all’impiego delle quote del fondo sanitario già assegnato ai sensi dell’art. 12, comma 4, della LR 30 aprile 1990, n. 61.

 

ARTICOLO 9
Personale e coordinamento

1. GOA intervengono nelle attività loro assegnate ai sensi della presente legge con le seguenti figure professionali:

- medici

- psicologi

- assistenti sociali

- infermieri professionali

- educatori professionali.

2. Le funzioni di coordinamento dei GOA sono affidate ad un operatore appartenente al profilo professionale medico con i criteri e le procedure previste per i CAI di cui all’art. 4.

 

TITOLO III
DISCIPLINA PER L’EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI

ARTICOLO 10
Rapporti fra CAI, GOA e presidio ospedaliero

1. La Giunta regionale, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, propone al Consiglio una deliberazione per l’emanazione di direttive alle unità sanitarie locali in merito:

a) all’adozione, su proposta del Comitato tecnico - scientifico di cui all’art. 15, di protocolli diagnostico - terapeutici a carattere operativo per il trattamento e gli interventi di cui all’art. 2;

b) alla disciplina dei rapporti collaborativi tra CAI, GOA, SERT ed unità operative di medicina generale, gastroenterologia, tossicologia e le unità operative del dipartimento della salute mentale, al fine di attuare programmi terapeutici ed assistenziali anche in regime di ricovero.

2. La direttiva di cui al comma 1 deve prevedere che la mancata attuazione o inosservanza dei disposti protocolli comporta l’obbligo della notifica motivata all’Organo di gestione dell’unità sanitaria locale che informa, anche ai fini di una loro revisione, il Comitato tecnico - scientifico di cui all’art. 15.

3. L’Organo di gestione dell’unità sanitaria locale è tenuto a comunicare altresì gli eventuali rilievi di cui al comma 2, per quanto di rispettiva competenza, alla Giunta regionale, agli Ordini professionali e alle commissioni professionali di cui ai Decreti Presidenziali che rendono esecutive le convenzioni nazionali per la medicina.

4. Le attività di emergenza connesse con l’abuso dell’alcol sono erogate dal pronto soccorso ospedaliero che è tenuto a darne comunicazione entro le 24 ore successive al coordinatore sanitario e al coordinatore del CAI o del GOA.

 

ARTICOLO 11
Definizione di ulteriori rapporti organizzativi

1. Entro sei mesi dalla costituzione dei GOA secondo quanto disposto dall’art. 8, la Giunta regionale propone al Consiglio l’adozione di un provvedimento con il quale sono impartite direttive per la definizione dei rapporti tra GOA, CAI, SERT e unità operative ospedaliere. Con lo stesso atto sono altresì impartiti indirizzi per consentire lo svolgimento delle attività in locali idonei, muniti di ogni necessaria attrezzatura e operanti secondo orari che consentano la massima fruibilità da parte delle persone interessate.

2. L’atto di cui al comma 1 è coordinato con gli interventi, i rapporti e le procedure già instaurate ai sensi dell’art. 10 e dell’art. 17.

 

ARTICOLO 12
Consulta regionale sull’alcolismo

1. E' istituita la Consulta regionale sull’alcolismo, organismo consultivo del Consiglio e della Giunta regionale in materia di prevenzione della dipendenza da alcol, dei problemi alcolcorrelati ed assistenza agli alcoldipendenti.

2. Nelle stesse materie di cui al comma 1 la Consulta esprime pareri, su richiesta, al Consiglio regionale nonchè può avanzare proposte. Alla Consulta, la Giunta regionale in particolare chiede pareri su proposte di legge, programmi e direttive che riguardano la problematica dell’alcolismo e delle politossicodipendenze. I pareri di cui sopra sono espressi entro 40 giorni dalla richiesta.

3. Il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto, nomina a far parte della Consulta coloro che sono stati designati a norma del comma 4.

4. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, designa:

a) un rappresentante per ciascuna delle seguenti organizzazioni o associazioni operanti in Toscana:

- Società Italiana Alcologica - sez. Toscana
- Alcolisti Anonimi
- Associazione Regionale Clubs Alcolisti in Trattamento
- Ordine dei Medici
- Associazione degli Assistenti sociali
- Associazione Nazionale Educatori professionali - Albo degli Psicologi
- Collegio degli Infermieri professionali
- Federazione Italiana Medici Medicina Generale
- Organizzazioni sindacali a carattere regionale

b) un rappresentante della Sovrintendenza scolastica regionale;

c) due esperti nel settore delle alcoldipendenze e malattie alcolcorrelate;

d) due rappresentanti degli operatori dei CAI, due rappresentanti dei GOA e due dei SERT, scelti d’intesa con gli Organi di gestione delle unità sanitarie locali interessate.

5. Il Presidente della Giunta regionale o l’Assessore da lui delegato procede all’insediamento della Consulta.

6. La Consulta con voto di due terzi dei componenti elegge nel proprio seno un Presidente che ne convoca e presiede le sedute.

7. La Consulta è convocata obbligatoriamente dal Presidente se un terzo dei membri ne fa unitamente richiesta, specificando gli argomenti da trattare.

8. Ai componenti la Consulta, che risiedono in Comuni distanti oltre 10 chilometri dal luogo di riunione della Consulta stessa, compete il rimborso delle spese sostenute e documentate in conformità di quanto disposto dall’art. 51, comma 2, della LR 6 dicembre 1984, n. 70.

9. I compiti di segreteria sono svolti da personale designato dalla Giunta regionale.

10. I membri della Consulta restano in carica cinque anni e possono essere rinnovati per un ulteriore quinquennio.

11. La Consulta, entro sei mesi dall’insediamento, approva un proprio regolamento.

 

ARTICOLO 13
Rapporti con l’Università

1. Nell’ambito dei protocolli d’intesa di cui all’art. 6 del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 è disciplinato l’apporto delle Facoltà universitarie di medicina alle attività previste dalla presente legge, tenendo conto delle esigenze della programmazione sanitaria regionale di cui all’artº 1, comma 5, del predetto decreto n. 502/1992.

 

ARTICOLO 14
Rapporti con le organizzazioni del privato sociale

1. E' riconosciuta la funzione delle organizzazioni del privato sociale, operanti senza fini di lucro nella attività di prevenzione, trattamento e recupero dell’alcoldipendenza, di competenza dell’unità sanitaria locale, con particolare riferimento alle Organizzazioni di volontariato iscritte nel registro regionale ai sensi della LR 26 aprile 1993 n. 28 e alle Cooperative sociali iscritte nell’albo regionale di cui alla legge regionale di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 <<Disciplina delle Cooperative sociali>>.

2. Le Organizzazioni di volontariato e le Cooperative sociali prestano la loro collaborazione nelle seguenti forme:

a) gestione di centri diurni e/o comunità terapeutiche;

b) trattamenti infrasettimanali presso centri autonomamente organizzati.

3. Per consentire alle Organizzazioni di volontariato o alle Cooperative sociali di svolgere, in rapporto con i servizi pubblici, le attività di cui al comma 2, la Giunta regionale con propria deliberazione, da pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, indica quelle stesse Organizzazioni o Cooperative che, iscritte negli appositi registri o albi regionali, abbiano i requisiti e le caratteristiche necessarie ad assicurare l’idoneità del trattamento.

4. Per la definizione delle convenzioni fra unità sanitaria locale e i soggetti di cui al comma 3, il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, può impartire direttive sotto forma di schema - tipo.

5. Il ricorso alle Organizzazioni di volontariato e alle Cooperative sociali individuate secondo il comma 4, per i programmi di trattamento, viene deciso dall’Organo di gestione dell’unità sanitaria locale su proposta dei CAI o dei GOA.

6. E' altresì riconosciuta la funzione dei gruppi di auto - aiuto che operano sulla base dell’anonimato e dell’autofinanziamento, in collaborazione con i servizi pubblici. Ai fini puramente divulgativi ed informativi la Giunta regionale pubblica annualmente l’elenco dei gruppi di auto - aiuto, presa visione dello Statuto e dei programmi presentati.

 

ARTICOLO 15
Comitato tecnico scientifico

1. La Giunta regionale delibera la costituzione di un Comitato tecnico scientifico per l’approfondimento di specifiche problematiche e la predisposizione di orientamenti e protocolli diagnostico - terapeutici, composto da:

- tre rappresentanti degli operatori dei CAI, di cui un gastroenterologo;

- tre rappresentanti degli operatori dei GOA;

- tre rappresentanti degli operatori dei SERT;

- un sociologo;

- un igienista con competenze epidemiologiche;

- un tossicologo;

- un neuropsichiatra;

- un docente universitario esperto in alcologia.

 

TITOLO IV
NORME TRANSITORIE E FINANZIAMENTO

ARTICOLO 16
Affidamento temporaneo delle funzioni di coordinamento dei CAI.

1. In sede di prima applicazione della presente legge, nella fase transitoria della definizione, ai sensi del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 nº 502, dei nuovi assetti organizzativi e di funzionamento delle unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e dei presidi ospedalieri, le funzioni di coordinamento dei CAI in attesa dell’abilitazione nella disciplina <<Medicina delle farmacotossicodipendenze>> di cui al DM 10 dicembre 1991, sono affidate ad operatore del profilo professionale medico appartenente ad una delle unità operative di gastroenterologia o psichiatria. In via prioritaria, la deliberazione dell’Organo di gestione dell’Unità sanitaria locale di cui all’art. 4, comma 1, in relazione all’assetto organico di cui all’art. 3, comma 3, tiene conto dello svolgimento in atto delle funzioni di diretta responsabilità delle attività di alcologia da parte di operatori appartenenti al profilo professionale medico.

2. Nell’esigenza di realizzare il necessario coordinamento con gli obiettivi della programmazione sanitaria regionale, l’atto di cui al comma 1, adottato dall’organo di gestione dell’unità sanitaria locale, prevede altresì criteri e modalità affinchè siano mantenuti o assicurati rapporti di carattere organico, per l’attuazione di preliminari atti di indirizzo e controllo inerenti l’organizzazione e la gestione con il responsabile dell’unità operativa già sede istituzionale dell’intervento alcologico, individuata anche ai sensi della convenzione Regione - Università di cui all’art. 46 bis della LR 6 dicembre 1984 n. 70 introdotto dall’art. 15 della LR 30 aprile 1990, n. 61.

 

ARTICOLO 17
Norma finale

1. Nelle more dell’entrata in vigore del provvedimento contenente le direttive di cui all’art. 10, comma 1, l’Organo di gestione dell’Unità sanitaria locale assicura, sentito il Comitato tecnico scientifico di cui all’art. 15, la predisposizione dei protocolli operativi nonchè la verifica dell’attività svolta dal CAI e dal GOA, provvedendo anche a nominare un apposito consiglio a carattere dipartimentale nel quale partecipano i responsabili del CAI, del GOA ove costituito, del SERT e di tutte le unità operative interessate alle attività alcologiche.

2. L’incarico della direzione del predetto consiglio dipartimentale è affidato, a termine, ad uno dei responsabili delle unità operative, individuate ai sensi dell’art. 3, comma 3, secondo le modalità di cui all’art. 43, comma 2, della LR 9 aprile 1990, n. 38.

 

ARTICOLO 18
Finanziamenti

1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, previsti in L. 2.000.000.000 e decorrenti dall’anno 1993, si fa fronte con legge di bilancio mediante i fondi stanziati cul cap. 17180 del bilancio di previsione 1993.

2. Per gli esercizi successivi si provvede con legge di bilancio.

La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della regione Toscana.

Firenze, 5 agosto 1993

La presente legge è stata approvata dal Consiglio regionale il 6 luglio 1993 e vistata dal Commissario del Governo il 3 agosto 1993.



 


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