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LEGGE PROVINCIALE N. 21 DEL 27-08-1993


Norme concernenti le materie prime secondarie (MPS) e ulteriori modifiche al testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE REGIONALE N.40 DEL 31-08-1993
SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 1 DEL31-08-1993

Il Consiglio Provinciale ha approvato
Il Presidente della Giunta Provinciale promulga la seguente legge:


 

TITOLO I
Recupero dei rifiuti

ARTICOLO 1
Disciplina delle attività di recupero dei rifiuti

1. Non è soggetto ad autorizzazione l’esercizio delle attività di recupero e di gestione delle materie prime secondarie - così come definite dall'articolo 2 del decreto - legge 9 settembre 1988, nº 397, convertito dalla legge 9 novembre 1988, nº 475, nonchè dal decreto del Ministro dell’ambiente 26 gennaio 1990 -, a condizione che siano rispettati gli adempimenti di cui al presente articolo e purchè non si tratti di rifiuti tossici e nocivi.

2. L’esercizio delle attività di recupero dei rifiuti avviene nel rispetto degli indirizzi e delle norme tecniche e di sicurezza stabilite dallo Stato ai sensi dell’articolo 2, comma 5, della legge 9 novembre 1988, n. 475.

3. Il produttore e i soggetti che intendono svolgere attività di recupero e gestione delle materie prime secondarie devono inviare, almeno trenta giorni prima dell’inizio dell’attività , al servizio protezione ambiente una dichiarazione sull’attività da svolgere in ordine alla movimentazione delle materie prime secondarie, contenente i seguenti dati:

a) indicazione delle tipologie e relative quantità delle materie prime secondarie oggetto della dichiarazione;

b) indicazione della prevedibile durata dell’attività da svolgere;

c) indicazioni tecniche circa i processi di riutilizzo cui le materie prime secondarie sono destinate;

d) copia degli atti, documenti o contratti, che valgano a dimostrare la effettiva destinazione al riutilizzo dei materiali stessi, nonchè una sintetica relazione tecnica circa le modalità e motivazioni del riutilizzo, compilata da parte del diverso soggetto che a questo provvede; le indicazioni di cui alla presente lettera sono richieste per le materie prime secondarie di cui all’articolo 3, lettera b) e c), del decreto del Ministro dell’ambiente 26 gennaio 1990.

4. Ogni volta che si verifichino variazioni degli elementi o dei dati contenuti nella dichiarazione di cui al comma 3, i soggetti interessati sono tenuti a far pervenire tempestivamente al servizio protezione ambiente i necessari aggiornamenti.

5. Nei casi di cui all’articolo 3, lettera b) e c), del decreto del Ministro dell’ambiente 26 gennaio 1990, il servizio protezione ambiente può formulare richieste di chiarimento entro trenta giorni dalla data di ricevimento della dichiarazione. In pendenza di tale termine l’attività oggetto della dichiarazione non può essere iniziata; la richiesta di chiarimenti ha effetto impeditivo dell’inizio dell’attività stessa, la quale può , comunque, essere avviata quando siano decorsi trenta giorni dal ricevimento da parte del predetto servizio dei chiarimenti e delle integrazioni richieste, senza che il servizio stesso abbia dettato motivatamente i dinieghi o le prescrizioni del caso.

6. I soggetti di cui al comma 3 comunicano annualmente, entro il 28 febbraio di ogni anno - a partire dal 28 febbraio 1994 - al servizio protezione ambiente, i dati riassuntivi dell’attività svolta nell’anno solare precedente.

7. Resta ferma l’applicazione della normativa statale concernente le spedizioni transfrontaliere dei rifiuti, anche se destinati a recupero.

8. In attesa della normativa statale di recepimento della direttiva CEE 18 marzo 1991, nº 91/156 del Consiglio, le attività di recupero dei rifiuti e di gestione delle materie prime secondarie sono soggette alla disciplina dei registri di carico e scarico e della scheda di identificazione in conformità alle disposizioni di cui agli articoli 2 e 3.

9. La Giunta provinciale può disporre, con propria deliberazione, un elenco delle attività di recupero dei rifiuti e di gestione delle materie prime secondarie alle quali - in ragione delle caratteristiche merceologiche dei materiali, delle modalità di recupero e delle esigenze di salvaguardia ambientale ed igienico - sanitarie - non si applicano le disposizioni di cui ai commi 6 e 8.

 

ARTICOLO 2
Registri di carico e scarico

1. E' fatto obbligo a chi esercita le attività di produzione, stoccaggio, trattamento, adeguamento volumetrico o riutilizzo di materie prime secondarie della tenuta di registri di carico e scarico con fogli numerati e bollati dall’ufficio del registro nei quali devono essere annotate al momento dello stoccaggio, giornalmente o in modo congruo rispetto ai relativi processi per ciascuna tipologia di materie prime secondarie movimentate:

a) la quantità (peso o volume, se necessario correlati alla percentuale di umidità );

b) la qualità (principali caratteristiche chimiche - fisiche - merceologiche);

c) la provenienza (identificazione dell’impianto e dell’attività produttiva specifica);

d) la destinazione (identificazione dell’impianto e dell’attività produttiva specifica);

e) nome dell’impresa che ha effettuato il trasporto in arrivo e in partenza e relativa targa del mezzo di trasporto;

f) le date di carico e di scarico.

2. I registri di carico e scarico, con fogli numerati e bollati dall’ufficio del registro, devono essere messi a disposizione dell’autorità di controllo nel caso di ispezione agli insediamenti.

3. I registri di carico e scarico possono essere sostituiti da:

a) registri di carico e scarico dei rifiuti di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 9 novembre 1988, n. 475, nei quali la materia prima secondaria deve essere contrassegnata con la sigla MPS;

b) scrittura ausiliare di magazzino di cui all’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni;

c) registri IVA di acquisto e vendita (riferimento alle fatture);

d) altri registri la cui tenuta sia resa obbligatoria da disposizioni di legge se vidimati, nonchè integrati, per le materie prime secondarie, da tutti gli elementi di cui al comma 1.

4. La documentazione è idoneamente costituita anche se derivi da sistemi di registrazione di natura informatica.

5. I registri devono essere conservati per almeno cinque anni dalla data dell’ultima registrazione.

6. Non sono soggette all’obbligo di cui al comma 1 le materie prime secondarie provenienti dalla raccolta differenziata effettuata nell’ambito urbano da:

a) servizi di nettezza urbana;

b) privati o associazioni che operano ai fini ambientali o caritatevoli comunque senza scopo di lucro;

c) soggetti non dotati di sede fissa di cui alla circolare del Ministero delle finanze n. 26 del 19 marzo 1985.

7. Non sono inoltre soggetti all’obbligo di cui al comma 1 i residui inerti, purchè privi di amianto, derivanti da attività edilizia nonchè i residui delle attività di trasformazione dei prodotti agricoli.

 

ARTICOLO 3
Scheda di identificazione

1. Le materie prime secondarie devono essere accompagnate durante il trasporto da una dichiarazione di identificazione, firmata da persona a ciò espressamente delegata dall’impresa mittente e dall’addetto al trasporto, sulla quale deve essere annotata riguardo alle singole tipologie di materie prime secondarie trasportate:

a) la quantità (peso o volume, se necessario correlati alla percentuale di umidità );

b) la qualità (caratteristiche chimiche - fisiche - merceologiche);

c) la provenienza (identificazione dello stabilimento);

d) la destinazione (identificazione dello stabilimento);

e) nome dell’impresa che effettua il trasporto e targa del mezzo di trasporto;

f) le date di ritiro e trasporto.

2. la dichiarazione, controfirmata da persona a ciò espressamente delegata dall’impresa destinataria, deve essere conservata per almeno cinque anni dall’impresa che ha effettuato il trasporto.

3. Per le materie prime secondarie la scheda di identificazione può essere sostituita dal documento di accompagnamento dei beni viaggianti di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627, se integrata dagli elementi di cui ai commi 1 e 2.

4. Non sono soggette all’obbligo di cui al comma 1 le materie prime secondarie ed i residui indicati all’articolo 2, comma 6 e 7.

 

ARTICOLO 4
Utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura

1. Ai fini dell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura si applica la disciplina stabilita dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99. Le funzioni in esso previste all’articolo 6, comma 1 - numeri 2, 3, 4 e 6 - sono esercitate dalla Giunta provinciale, sentita la commissione per la tutela dell’ambiente dagli inquinamenti.
Il servizio protezione ambiente provvede agli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 1 - numeri 1 e 5 - del medesimo decreto legislativo, sentito il servizio vigilanza e promozione dell’attività agricola. In tal caso si applica il disposto di cui all’articolo 36, comma 3, del testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, approvato con decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1- 41/Legisl. - da ultimo modificato con la legge provinciale 18 marzo 1991, n. 6 -.

 

ARTICOLO 5
Norme transitorie

1. Sono esonerati dall’obbligo della dichiarazione di cui all’articolo 1, comma 3, i soggetti che hanno già inviato la dichiarazione prevista dall’articolo 7 del decreto del Ministro dell’ambiente 26 gennaio 1990 o la denuncia preventiva prescritta dalle deliberazioni della Giunta provinciale 7 dicembre 1988, n. 15928, 13 ottobre 1989, n. 11960, 7 giugno 1991, n. 7029 e dai provvedimenti emanati ai sensi dell’articolo 80 del testo unico delle leggi provinciali citato all’articolo 4.

2. Le dichiarazioni o le denunce preventive di cui al comma 1 tengono luogo della dichiarazione prescritta dall’articolo 1, comma 3.

 

ARTICOLO 6
Vigilanza e sanzioni

1. Ai fini della vigilanza sull’applicazione del presente titolo ed all’accertamento, irrogazione ed aggiornamento delle sanzioni amministrative di cui ai commi 2 e 3, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 37, 38 e 50 del testo unico delle leggi provinciali citato all’articolo 4.

2. L’inosservanza dell’obbligo della dichiarazione di cui all’articolo 1, comma 3, e delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 5, comporta l’applicazione della disciplina provinciale e statale propria dello smaltimento dei rifiuti.

3. Per la violazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 4, 6 e 8, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 200.000 a lire 1.200.000.

 

TITOLO II
Modifiche al testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti

ARTICOLO 7
Norma generale

1. Al testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, approvato con decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1- 41/Legislº - da ultimo modificato con la legge provinciale 18 marzo 1991, n. 6 - sono apportate le modificazioni di cui ai successivi articoli da 8 a 21 della presente legge.

 

ARTICOLO 8
Sostituzione dell’articolo 4 del testo unico

1. L’articolo 4 del testo unico sostituito dal seguente:
<<Art. 4
Emissioni di impianti produttivi e misti esistenti

1. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 8 ter, la Giunta provinciale può autorizzare la continuazione dell’esercizio degli impianti produttivi e misti, esistenti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 e relative disposizioni attuative, che diano luogo ad emissioni non conformi ai limiti fissati dalla tabella B, purchè siano presenti congiuntamente le seguenti condizioni:

a) i predetti impianti siano in grado di rispettare, anche a seguito di adeguamento, i valori minimi stabiliti dalla normativa statale per le specifiche tipologie di impianti;

b) la natura degli inquinamenti o gli eccezionali valori delle portate in emissione ovvero la situazione strutturale dell’insediamento siano tali da impedire l’impiego di idonei sistemi di abbattimento e l’adozione di diversi processi produttivi comporti costi eccessivi.

2. Al fine di ottenere l’autorizzazione di cui al comma 1, deve essere presentata alla Giunta provinciale apposita domanda, corredata - ove occorra - da un programma degli interventi di adeguamento delle emissioni ai limiti di cui al comma 1, lettera a).

3. La Giunta provinciale provvede sulla domanda nel termine di centoventi giorni, su proposta del servizio protezione ambiente e sentito il comune territorialmente interessato; si applicano a tal fine le disposizioni di cui all’articolo 8 bis, commi 2 e 3. La Giunta provinciale può stabilire prescrizioni sui tempi e modi di adeguamento ed imporre l’adozione di tutte le misure ed accorgimenti atti a contenere l’emissione entro i valori di concentrazione e portata minimi ottenibili, nonchè prescrivere l’adozione dei sistemi di controllo di cui all’articolo 42, comma 1.>>

2. Sono fatti salvi i provvedimenti emanati in applicazione della disciplina sostituita dal presente articolo; tali atti sono soggetti alle disposizioni di cui al comma 1.

 

ARTICOLO 9
Modifiche all’articolo 8 del testo unico

1. Il comma 3 dell’articolo 8 del testo unico sostituito dal seguente:

<<3. Gli impianti connessi ad attività definite dalla normativa statale ad inquinamento atmosferico poco significativo non sono soggetti all’autorizzazione di cui al presente articolo e di cui agli articoli 8 bis e 8 ter. Qualora i predetti impianti consistano in impianti di combustione o caldaie con potenzialità complessiva uguale o superiore a 30.000 Kcalh sono soggetti alla denuncia prevista per gli impianti termici; le eventuali autorizzazioni già rilasciate e le domande di autorizzazioni già presentate per l’esercizio degli impianti di cui al presente comma decadono e tengono luogo della denuncia prescritta per l’installazione, le trasformazioni e gli ampliamenti degli impianti termici.>>

2. All’articolo 8 del testo unico sono aggiunti i seguenti commi:

<<5. Il sindaco può in ogni caso prescrivere ai titolari degli impianti di cui al comma 3 misure, cautele ed accorgimenti tecnici idonei a contenere eventuali emissioni moleste secondo le finalità di cui all’articolo 2.

6. La Giunta provinciale, sentita la commissione per la tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, può emanare apposite direttive e criteri per il rilascio delle autorizzazioni in via generale per le categorie degli impianti connessi ad attività definite dalla normativa statale a ridotto inquinamento atmosferico.>>

 

ARTICOLO 10
Modifiche all’articolo 14 del testo unico

1. Il comma 1 dell’articolo 14 del testo unico è sostituito dal seguente:

<< 1. Ai sensi e per gli effetti del presente titolo, valgono le definizioni di insediamento civile e produttivo stabilite dalla normativa statale. Sono comunque considerati insediamenti civili:

a) gli allevamenti zootecnici con meno di 5 capi suini, 30 capi grossi bovini ed equivalenti in base al valore medio del BOD5;

b) i servizi per l’igiene e la pulizia della persona;

c) gli stabilimenti idropinici e idrotermali;

d) le macellerie sprovviste del reparto di macellazione che diano origine a scarichi di quantità non superiore a 2.500 metri cubi annui;

e) gli ospedali, le case o gli istituti di cura, ambulatori medici, veterinari o odontoiatrici o simili, purchè sprovvisti dei laboratori di analisi e ricerca ovvero qualora i residui dei predetti laboratori vengano smaltiti in conformità alla disciplina concernente lo smaltimento dei rifiuti, escluse le acque di mero lavaggio delle attrezzature e delle vetrerie;

f) i laboratori artigianali per la produzione di dolciumi, gelati, pane, biscotti e prodotti alimentari freschi che diano origine a scarichi di quantità non superiore ai 1.500 metri cubi annui.>>

2. Il comma 2 dell’articolo 14 del testo unico sostituito dal seguente:

<<2. Qualora da una medesima area abbiano origine più scarichi distinti aventi le caratteristiche di cui al comma 1, si applicano in relazione alla natura di ciascuno di essi le disposizioni concernenti gli scarichi degli insediamenti produttivi o di quelli civili.>>

3. Il comma 5 dell’articolo 14 del testo unico è sostituito dal seguente:

<<5. L’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione allo scarico accerta - all’atto del rilascio o della modifica della stessa - la natura dello scarico, anche ai fini dell’assimilazione agli scarichi civili.>>

 

ARTICOLO 11
Aggiunta dell’articolo 17 ter al testo unico

1. Dopo l’articolo 17 bis del testo unico è aggiunto il seguente:

<<Art. 17 ter
Scarichi degli stabilimenti idropinici e idrotermali

1. L’autorizzazione al recapito in pubblica fognatura degli scarichi derivanti dagli stabilimenti idropinici e idrotermali, ai sensi dell’articolo 23, viene rilasciata su parere conforme del servizio protezione ambiente, avuto riguardo alla capacità ricettiva della fognatura e dell’impianto di depurazione in relazione alla portata degli scarichi.

2. La disciplina di cui al comma 1 si applica anche agli scarichi, esistenti ivi previsti, già allacciati alla pubblica fognatura. In tali casi, il servizio protezione ambiente, anche su richiesta del comune territorialmente competente, può emanare prescrizioni, in conformità alle quali il sindaco modifica o integra le autorizzazioni in vigore.>>

 

ARTICOLO 12
Aggiunta dell’articolo 17 quater al testo unico

1. Dopo l’articolo 17 ter, aggiunto al testo unico dall’articolo 11 della presente legge, è aggiunto il seguente:

<< Art. 17 quater
Scarichi dei rifugi alpini e dei rifugi escursionistici

1. In relazione alle disposizioni di cui all’articolo 9, comma 2, lettera e), della legge provinciale 15 marzo 1992, n. 8 <<Ordinamento dei rifugi alpini, bivacchi, sentieri e vie ferrate>>, con apposito piano - stralcio del piano provinciale di risanamento delle acque sono determinati, per ciascun rifugio alpino o rifugio escursionistico, i sistemi di trattamento ed i relativi limiti di accettabilità degli scarichi che non sono recapitati in pubblica fognatura, anche a integrazione o a modifica di quelli stabiliti dall’articolo 17. Il piano - stralcio contiene inoltre la disciplina prevista dall’articolo 54, in quanto compatibile.

2. Ove la realizzazione di sistemi di trattamento degli scarichi non sia giustificata o perchè non presenta vantaggi dal punto di vista ambientale o in ragione della scarsa entità dello scarico, il piano - stralcio di cui al comma 1 può , motivatamente, prevedere l’esonero da specifici sistemi di trattamento.

3. Per gli scarichi esistenti alla data di entrata in vigore del piano - stralcio di cui al comma 1, il comune interviene d’ufficio ai sensi dell’articolo 20, comma 3, lettera b), secondo le indicazioni del predetto piano.

4. Relativamente ai nuovi scarichi - da realizzarsi, anche per effetto di ampliamento o ristrutturazioni dell’insediamento, successivamente alla data di entrata in vigore del piano - stralcio - si applicano le modalità di controllo preventivo al rilascio dell’autorizzazione allo scarico stabilite dal piano medesimo.

5. Per l’approvazione del piano - stralcio e dei relativi aggiornamenti si osserva lo stesso procedimento previsto per il piano provinciale di risanamento delle acque, intendendosi per comuni interessati quelli nel cui territorio sono localizzati i rifugi alpini o escursionistici previsti dal piano medesimo.>>

 

ARTICOLO 13
Modifiche all’articolo 40 del testo unico

1. All’articolo 40 del testo unico sono aggiunti i seguenti commi:

<<4. Le denunce previste dall’articolo 7, comma 4, della legge 10 maggio 1976, n. 319, modificato dalla legge 24 dicembre 1979, n. 650 e dal decreto legge 30 dicembre 1981, n. 801 convertito con modificazioni nella legge 5 marzo 1982, n. 62, sono inoltrate al servizio acque pubbliche ed opere idrauliche della Provincia e al comune interessato. Detto servizio raccoglie e controlla le denunce inoltrate, trasmettendo al servizio protezione ambiente i dati necessari per la gestione del catasto di cui ai commi 2 e 3.

5. Per la violazione degli obblighi previsti dall’articolo 7, comma 4, della legge n. 319 del 1976 si applicano esclusivamente le sanzioni previste dalla predetta legge statale.

6. I comuni provvedono alla rilevazione e trasmissione alla Provincia dei dati da inserire nel catasto, secondo le modalità stabilite dal servizio protezione ambientale.>>

 

ARTICOLO 14
Modifiche all’articolo 47 del testo unico

1. la lettera b) del comma 1 dell’articolo 47 del testo unico è sostituita dalla seguente:

<<b) all’obbligo della denuncia degli impianti di cui agli articoli 6, 7 e 8, commi 1 e 3, ovvero la presenta incompleta, soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 200.000 a lire 600.000.>>

 

ARTICOLO 15
Aggiunta dell’articolo 56 bis al testo unico

1. Dopo l’articolo 56 del testo unico è aggiunto il seguente:

<< Art. 56 bis
Trattamento a rendimento intermedio delle pubbliche fognature

1. Il piano provinciale di risanamento delle acque può prescrivere - presidio delle pubbliche fognature con carico organico inferiore a 2.000 abitanti equivalenti - impianti di trattamento biologici a medio rendimento, idonei ad assicurare il raggiungimento dei valori per i diversi parametri stabiliti dalla tabella 3, allegata al presente testo unico anche a integrazione o in sostituzione degli impianti esistenti.

2. La commissione per la tutela dell’ambiente dagli inquinamenti può comunque prescrivere, per i fini di cui all’articolo 54, comma 3, secondo periodo, la sostituzione o l’integrazione degli impianti di sedimentazione meccanica con sistemi di trattamento biologici a medio rendimento di cui al comma 1, anche a modifica del piano di risanamento e relativi aggiornamenti.

3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche nei casi in cui le norme di attuazione del piano provinciale di risanamento delle acque demandino a verifiche successive la scelta impiantistica.

4. Per quanto non previsto dal presente articolo, si applica la disciplina propria delle pubbliche fognature presidiate da impianti a sedimentazione meccanica.>>

 

ARTICOLO 16
Modifiche all’articolo 63 del testo unico

1. I commi 4 e 5 dell’articolo 63 del testo unico sono soppressi.

2. Sono fatti salvi i provvedimenti e gli effetti correlativi alla disciplina stabilita dalle disposizioni di cui al comma 1, nei limiti e con le modalità stabilite dal titolo I della presente legge.

 

ARTICOLO 17
Modifiche agli articoli 6, 26 e 64 del testo unico

1. Il comma 2 dell’articolo 6 del testo unico è sostituito dal seguente:

<<2. La denuncia deve essere presentata al comune territorialmente interessato mediante appositi moduli predisposti dal servizio protezione ambiente, contenenti la descrizione delle caratteristiche degli impianti, dei locali e delle connesse installazioni funzionali.>>

2. Al comma 5 dell’articolo 26 del testo unico le parole <<il servizio protezione ambiente>> sono sostituite con le parole <<il comune>>.

3. Al comma 6 dell’articolo 26 del testo unico sono soppresse le parole <<al servizio protezione ambiente,>>.

4. Alla fine del secondo periodo del comma 5 dell’articolo 64 del testo unico sono aggiunte le seguenti parole <<, nonchè le autorizzazioni per l’esercizio degli impianti di stoccaggio provvisorio di rifiuti tossici e nocivi di cui all’articolo 84, comma 1, lettera i), per quantitativi non superiori ad un metro cubo di capacità complessiva. Resta ferma anche in tale ultimo caso la competenza del servizio protezione ambiente qualora vengano rilasciate autorizzazioni cumulative ai sensi dell’articolo 85 bis.>>

5. Le disposizioni di cui al presente articolo hanno effetto a decorrere dal 1 gennaio 1994.

 

ARTICOLO 18
Modifica all’articolo 70 del testo unico e norma finale

1. Il comma 4 dell’articolo 70 del testo unico è sostituito dal seguente:

<<4. La deliberazione della Giunta provinciale di cui al comma 1, con la quale viene disposta l'entrata in esercizio delle discariche di prima categoria o delle stazioni di trasferimento, ovvero il provvedimento di cui all’articolo 75, comma 2, comportano altresì di diritto l’autorizzazione di cui agli articoli 6, comma 1, lettera d), e 10 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915 nei confronti dei comprensori, dei comuni o loro consorzi e rispettive aziende speciali. Si considerano parimenti autorizzati per effetto della presente legge le discariche, le stazioni di trasferimento e i centri di compostaggio per i rifiuti urbani e assimilabili per i quali la Giunta provinciale abbia disposto l’entrata in esercizio antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente disposizione ovvero che siano stati realizzati sulla base di provvedimenti permissivi o d’urgenza ai sensi del presente testo unico.>>

2. Il carattere di somma urgenza degli interventi di cui all’articolo 10, comma 8, della legge provinciale 29 agosto 1988, n. 28 è riconosciuto dalla Giunta provinciale, ove non diversamente disposto dalle altre leggi in vigore.

 

ARTICOLO 19
Modifica all’articolo 80 del testo unico

1. Il comma 2 dell’articolo 80 del testo unico è sostituito dal seguente:

<<2. Alle sostanze ed ai materiali di cui al comma 1 si applica la disciplina concernente le materie prime secondarie.>>

 

ARTICOLO 20
Modifiche all’articolo 88 del testo unico

1. Il comma 1 dell’articolo 88 del testo unico è sostituito dal seguente:

<<1. Il rilascio delle autorizzazioni di cui al precedente articolo 84, comma 1, lettere e), f), g), h), i), l), m), subordinato alla prestazione di idonea garanzia finanziaria a favore dell’ente che rilascia l’autorizzazione, a copertura della spesa per la bonifica ed il ripristino delle aree interessate, delle installazioni e dei mezzi impiegati, per la chiusura degli impianti in qualunque momento, nonchè per il risarcimento dei danni derivanti all’ambiente in dipendenza dell’attività di smaltimento esercitata. In particolare, l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione, ove sia positivamente conclusa l’istruttoria entro i termini di cui all’articolo 86, comunica al richiedente l’importo della garanzia finanziaria occorrente per il rilascio dell’autorizzazione; quest’ultima potrà essere accordata ad avvenuta presentazione da parte del richiedente medesimo di idonea certificazione o attestazione dell’avvenuta costituzione della garanzia nelle forme di cui al comma 2.>>

2. Il comma 4 dell’articolo 88 del testo unico sostituito dal seguente:

<<4. La garanzia finanziaria di cui al comma 1 non richiesta per l’autorizzazione allo stoccaggio provvisorio in conto proprio di rifiuti tossici e nocivi per quantitativi non superiori ad un metro cubo di capacità complessiva, nonchè per quella relativa ad impianti di trattamento di propri rifiuti tossici e nocivi di ridotta entità che sono individuati dalla commissione con i provvedimenti di cui al comma 3. Sono in ogni caso esclusi dall’obbligo di prestazione della garanzia finanziaria di cui al comma 1 gli enti pubblici ed i loro concessionari.>>

3. Dopo il comma 4 dell’articolo 88 del testo unico è aggiunto il seguente comma:

<<5. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, la garanzia finanziaria prevista dai provvedimenti autorizzativi, che sono compresi e sostituiti ai sensi dell’articolo 10 della legge provinciale 29 agosto 1988, n. 28 o che sono emanati nell’ambito delle conferenze di servizio previste dalle leggi vigenti, viene presentata entro novanta giorni dal ricevimento dell’atto finale.>>

 

ARTICOLO 21
Modifica all’articolo 92 del testo unico

1. Dopo il comma 2 dell’articolo 92 del testo unico è aggiunto il seguente comma:

<<2. bis Chiunque affidi rifiuti a terzi non autorizzati ad esercitare attività di smaltimento soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire 200.000 a lire 1.200.000.>>

 

ARTICOLO 22
Modifiche alla legge provinciale 29 agosto 1988, n. 28 concernente <<Disciplina della valutazione dell’impatto ambientale e ulteriori norme di tutela dell’ambiente>>

1. Il comma 3 dell’articolo 12 della legge provinciale 29 agosto 1988, n. 28 è sostituito dal seguente:

<<3. Le funzioni di segretario del Comitato e dei sottocomitati sono esercitate da funzionari della Provincia>>.

2. All’inizio del comma 2 dell’articolo 22 della legge provinciale 29 agosto 1988, n. 28 sono soppresse le parole: <<Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge,>>.

 

ARTICOLO 23
Coordinamento con le norme statali attuative di direttive comunitarie

1. Ai fini dell’applicazione delle leggi statali di recepimento delle direttive comunitarie in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, i richiami a disposizioni di altre leggi statali sostituite nel territorio della Provincia dalle corrispondenti disposizioni del testo unico di cui all’articolo 7 si intendono effettuati a quest’ultimo.

2. Ove non applicabili le disposizioni del comma 1, le funzioni derivanti dalle leggi statali di cui al medesimo comma 1 sono esercitate dalla Provincia e dai comuni secondo quanto stabilito dalle predette leggi. In tal caso, le funzioni spettanti alla Provincia sono esercitate dal servizio protezione ambiente, ad esclusione delle funzioni attinenti alla pianificazione o programmazione; si applicano i disposti dell’articolo 36, comma 3, del testo unico citato all’articolo 7 della presente legge.

3. L’autorizzazione al recapito in pubblica fognatura degli scarichi di sostanze pericolose disciplinati dalle normative statali di recepimento delle direttive CEE è rilasciata dal sindaco, ai sensi dello articolo 23 del testo unico citato all’articolo 7, su parere conforme del servizio protezione ambiente.

 

ARTICOLO 24
Forniture delle cooperative sociali in campo ambientale

1. Per le forniture di importo inferiore a quello costituisce limite per l’applicazione della normativa comunitaria, la Giunta provinciale può affidare a trattativa privata, previo confronto concorrenziale tra almeno tre soggetti, alle cooperative sociali o loro consorzi di cui alla legge regionale 22 ottobre 1988, n. 24, iscritti nell’apposita sezione del registro delle cooperative della Provincia di Trento, la fornitura di beni e servizi connessi ad iniziative o finalità di tutela e valorizzazione ambientale e diversi da quelli socio - sanitari e educativi, purchè diretta a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate.

2. La Giunta provinciale approva programmi periodici di spesa per le forniture di cui al comma 1 e adotta convenzioni - tipo per disciplinare i rapporti con le predette cooperative sociali o loro consorzi.

3. Per l’affidamento di cui al coamma 1 si applica la disciplina stabilita dalla legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23, con esclusione delle disposizioni di cui all’articolo 21, commi 2, 3, 4 e 5, e di cui all’articolo 22 della medesima legge.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Provincia. Trento, 27 agosto 1993

 

ALLEGATO 1:

ALLEGATO A (articolo 15)
<< Tabella 3 (articolo 56 bis del testo unico)
Impianti di trattamento intermedio delle pubbliche fognature.
Parametri e valori di progettazione ai fini dello scarico.


N. 1 Parametri: Materiali grossolani, valori: assenti,
Note: La voce <<materiali grossolani>> si riferisce ad oggetti di dimensione lineare superiore ad 1 centimetro, qualsiasi sia la loro natura.

N. 2 Parametri: Materiali sedimentabili, valori: = o minore mgl 0,5,
Note: I materiali sedimentabili sono misurati in cono Imhoff dopo 2 ore.

N. 3 Parametri: Solidi sospesi, valori: = o minore mgl 50,

N. 4 Parametri: COD, valori: residuo nello scarico = o minore 30% del COD in ingresso,
Note: Il valore si determina come rapporto tra la concentrazione di un campione medio giornaliero in uscita dall’impianto e la concentrazione di un campione medio giornaliero in ingresso all’impianto. Il campione medio giornaliero verrà ottenuto miscelando i 12 o più campioni istantanei prelevati ad intervalli regolari nel corso di 24 ore, a mezzo di un campionamento automatico. Il COD si intende determinato con bicromato di potassio all’elaborazione dopo 2 ore.



 


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