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LEGGE REGIONALE 17 Febbraio 2005, n. 9 Norme sulla cooperativa sociale


LEGGE REGIONALE 17 Febbraio 2005, n. 9
Norme sulla cooperativa sociale

IL CONSIGLIO REGIONALE

 

Ha approvato


LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE


Promulga la seguente legge:

Art. 1.

Oggetto e finalita'

1. Con la presente legge la Regione riconosce il rilevante valore e  la finalita' pubblica della cooperazione sociale nel perseguimento della  promozione  umana  e  dell'integrazione  sociale dei cittadini nell'interesse generale della comunita'.

2. A tal fine, in particolare:

a) istituisce  e regolamenta l'Albo regionale delle cooperative sociali;

b) determina  le  modalita'  di  raccordo  ed  integrazione con l'attivita'  e  la  programmazione  dei  servizi  sociali,  sanitari, educativi, di formazione professionale, di turismo a fini sociali per soggetti  svantaggiati, di sviluppo dell'occupazione e di inserimento lavorativo di persone svantaggiate;

c) fissa  i criteri per gli affidamenti dei servizi cui debbono uniformarsi contratti e convenzioni tra cooperative sociali, consorzi ed enti ed aziende pubbliche;

d) definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale;

e) istituisce   e   determina  le  funzioni  della  commissione regionale della cooperazione sociale.



Art. 2.

Albo regionale delle cooperative sociali

1. E' istituito presso la giunta regionale l'Albo regionale delle cooperative sociali, di seguito denominato Albo.

2. L'Albo si articola nelle seguenti sezioni:

a) sezione  A,  nella  quale  sono  iscritte le cooperative che gestiscono servizi sociali, sanitari ed educativi;

b) sezione  B,  nella  quale  sono  iscritte le cooperative che svolgono  attivita'  agricole, industriali, commerciali o di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;

c) sezione  C,  nella  quale  sono  iscritti  i consorzi di cui all'Art. 8, della legge 8 novembre 1991, n. 381.

3.   Le   cooperative   di   nuova  costituzione  che  richiedono l'iscrizione alla sezione B trasmettono alla commissione regionale di cui  all'Art.  9,  entro  dodici  mesi  dalla  data di iscrizione, la documentazione attestante l'inserimento di almeno il trenta per cento di lavoratori svantaggiati.

4.  Il mancato inserimento della quota di lavoratori svantaggiati di cui al comma 3, comporta la cancellazione dall'Albo.

5.   La  giunta  regionale  stabilisce,  sentita  la  commissione regionale  della  cooperazione sociale, i requisiti per l'iscrizione, gli adempimenti ordinari e i provvedimenti di cancellazione dall'Albo con  deliberazione  da  pubblicarsi  nel  Bollettino  ufficiale della Regione Umbria.


Art. 3.

Raccordo   e  integrazione  tra  la  programmazione  regionale  e  la cooperazione sociale

1.  I piani e gli atti di programmazione delle attivita' sociali, sanitarie  ed educative di interesse socio-sanitario e di inserimento lavorativo   di  persone  svantaggiate,  prevedono  le  modalita'  di specifica correlazione e di apporto della cooperazione sociale, sulla base dei principi di sussidiarieta' e di programmazione condivisa. In particolare  il  piano  sanitario  e il piano sociale stabiliscono le modalita'  di  apporto  della  cooperazione  sociale  e individuano i settori di intervento dello stesso.

2.  Le  cooperative sociali ed i loro consorzi possono realizzare interventi  formativi rivolti alle persone svantaggiate, nel rispetto della  normativa  comunitaria,  nazionale  e regionale, purche' siano compresi nei piani annuali di formazione professionale ai sensi della disciplina  regionale  vigente,  ovvero  previsti  nell'ambito  della programmazione regionale del Fondo sociale europeo e dei programmi di iniziativa comunitaria.

3.  La  Regione,  nell'ambito  della  programmazione annuale e di promozione  delle  attivita' di formazione sul lavoro degli operatori professionali,  promuove,  sentiti  le  cooperative  sociali e i loro consorzi,  e  l'ente  bilaterale  del settore, la individuazione e la definizione   del   fabbisogno   formativo  e  dei  relativi  profili professionali.

4.  Le  cooperative  sociali e i loro consorzi possono realizzare autonome  attivita'  di  formazione  sul lavoro dei propri operatori, nonche'    iniziative    per    la   formazione   manageriale   degli amministratori,  nel  rispetto  della  normativa regionale vigente in materia.

5.  Le  cooperative  sociali e i loro consorzi possono promuovere azioni   di   inserimento  lavorativo  di  persone  svantaggiate,  in attuazione  e in conformita' della legislazione nazionale e regionale di   riferimento.   Possono  altresi'  promuovere  accordi  tra  enti pubblici, societa' a partecipazione pubblica e cooperative sociali di tipo B ai sensi dell'Art. 5, della legge n. 381/1991.

6.  La  Regione  riconosce la cooperazione sociale quale soggetto privilegiato  per  la  promozione  di  uno sviluppo occupazionale che coniughi efficienza, solidarieta' e coesione sociale.


Art. 4.

Affidamenti e convenzioni

1.  La  giunta  regionale,  con  deliberazione  da pubblicare nel Bollettino  ufficiale  della  Regione  Umbria, sentita la commissione regionale della cooperazione sociale, approva il tariffario regionale e  stabilisce, nel rispetto delle norme vigenti in materia, i criteri e  le  procedure  per  l'affidamento  dei  servizi  e  gli  schemi di convenzione  cui  debbono  uniformarsi  i  contratti  tra cooperative sociali, enti pubblici e societa' a partecipazione pubblica.

2.  Le  procedure  di  affidamento  di  servizi  alle cooperative sociali  tengono  conto  di  criteri  qualitativi, stabiliti con atto della  giunta  regionale,  sentite  le  parti sociali, sulla base del Piano  sociale  regionale,  in  particolare  si  terra'  conto  delle esperienze  maturate  nel settore, della capacita' di rapporto con il territorio,  della  validita' del progetto di intervento in relazione agli   obiettivi  individuati  dall'ente,  della  professionalita'  e qualificazione  degli  operatori,  della continuita' del servizio nel rispetto  dei  diritti  degli  utenti, della creazione di occupazione stabile  per  i soggetti svantaggiati. L'affidamento dei servizi deve rispettare il tariffario regionale di cui al comma 1.

3.  Possono  partecipare  alle procedure di affidamento di cui al comma 1  della  presente legge, le cooperative ed i consorzi iscritti all'Albo  di  cui  all'Art. 2. La cancellazione dall'Albo comporta la risoluzione di diritto dei contratti e delle convenzioni in essere.

4.  I  contratti  e  le  convenzioni  relative  alla gestione dei servizi,  caratterizzate  da  prestazioni  ricorrenti, sono di durata triennale  e  possono  essere  rinnovati sulla base delle valutazioni qualitative di cui all'Art. 6, comma 1, tenendo conto anche del grado di soddisfazione dei committenti e utenti.

5.  La  giunta  regionale  definisce  annualmente l'importo delle risorse da destinare all'acquisto di beni e servizi dalle cooperative sociali  di  tipo  B  iscritte all'Albo secondo le modalita' previste dall'Art.  5,  della  legge  n.  381/1991 e ne promuove l'inserimento negli accordi di programma di cui all'Art. 11 della presente legge.


Art. 5.

Qualita' della cooperazione sociale

1.   La   giunta  regionale  definisce,  sentita  la  commissione regionale per la cooperazione sociale, i criteri di valutazione della qualita' dei servizi affidati.

2.   Gli  enti  pubblici  e/o  loro  associazioni  che  stipulano contratti  e  convenzioni  con  le  cooperative  sociali  operano  un monitoraggio  sulla qualita' ed efficienza dei servizi e sul rispetto dei   criteri   di  affidamento  degli  stessi,  sulle  modalita'  di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

3.  I risultati del monitoraggio di cui al comma 2 sono trasmessi annualmente  e  alla  scadenza dei contratti o delle convenzioni alla giunta  regionale,  la  quale  sentita la commissione regionale della cooperazione  sociale,  ne valuta la coerenza con i criteri di cui al comma 1, ai fini dell'implementazione del sistema di qualita'


Art. 6.

Determinazione dei corrispettivi

1. I contratti e le convenzioni sono stipulati ai sensi dell'Art. 4  della presente legge, nonche' nel rispetto del tariffario vigente, considerato  come elemento minimo al fine di garantire da parte delle cooperative   sociali   la   corretta   applicazione   dei   disposti contrattuali  nazionali  e  anche  di  quelli  raggiunti  in  sede di contrattazione  decentrata. Il tariffario viene aggiornato al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) di settore.

2. Nei contratti o convenzioni in presenza di gestioni a corpo si deve  prevedere il rispetto del CCNL di settore, compreso il rispetto degli   accordi  raggiunti  in  sede  di  contrattazione  decentrata. Nell'eventuale  affidamento  a  corpo,  totale o parziale, di servizi deve  essere comunque specificata la quantificazione oraria, inerente le prestazioni alla persona ed il corrispettivo onere per la stazione appaltante  non  puo' mai essere inferiore al disposto del tariffario regionale.

3. Nei contratti o convenzioni aventi per oggetto la fornitura di servizi  e/o  beni  da  parte  di cooperative sociali di tipo B e non riconducibili  alla  tipologia  del  comma 1,  deve  essere  comunque specificata   la  quantificazione  oraria  delle  prestazioni  ed  il corrispettivo  onere  per  la stazione appaltante non puo' mai essere inferiore al disposto del tariffario regionale.


Art. 7.

Sostegno alla cooperazione sociale

1.  Per  il  sostegno  degli effettivi inserimenti lavorativi dei soggetti  svantaggiati  da  parte delle cooperative sociali di tipo B saranno  utilizzati  gli  strumenti  previsti  dalla  legge regionale 23 luglio 2003, n. 11.

2.  I  contributi di cui al comma 1 non sono cumulabili con altri benefici  concessi per le medesime finalita' e le cooperative facenti parte  di  un consorzio non ne possono usufruire qualora sul medesimo progetto sia gia' stato finanziato il consorzio stesso.

3.   La   Regione   puo'   concedere   alle  cooperative  sociali agevolazioni  fiscali  su  base locale da determinare annualmente con legge regionale.

4.  Al  fine di agevolare la gestione economico-finanziaria della cooperazione  sociale,  il  limite  del  venticinque per cento di cui all'Art.  5,  comma 2, della legge regionale 6 agosto 1997, n. 24, e' elevato fino al cinquanta per cento.

5.  La  giunta regionale puo' disporre ispezioni amministrative e contabili  presso  i  soggetti  beneficiari  per  la  verifica  della corretta destinazione dei fondi e dispone la revoca e la restituzione dei  contributi  gia'  erogati, nel caso in cui la loro utilizzazione risulti non conforme alle norme della presente legge.


Art. 8.

Commissione regionale per la cooperazione sociale

1.  E'  istituita  presso  la  giunta  regionale  la  commissione regionale per la cooperazione sociale della quale fanno parte:

a) l'assessore  regionale  ai servizi sociali che la presiede o un suo delegato;

b) il  direttore della direzione sanita' e servizi sociali o un suo delegato;

c) un  dirigente regionale per ciascuna struttura competente in materia  sociale,  in  materia  di  sanita',  di  lavoro e formazione professionale;

d) tre  rappresentanti  con  comprovata  esperienza nel settore sociale  designati dalle associazioni regionali delle cooperative che risultino aderenti alle associazioni nazionali della cooperazione;

e) tre  esperti  in  materia  di cooperazione sociale designati dalla giunta regionale;

f) tre    rappresentanti    designati    congiuntamente   dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori;

g) due rappresentanti delle associazioni degli utenti;

h) quattro   rappresentanti  dei  comuni  capofila  di  ambito, indicati dal consiglio delle autonomie locali;

i) il  dirigente del settore lavoro delle province di Perugia e Terni.

2.  La nomina dei componenti e' effettuata dalla giunta regionale ed essi restano in carica per la durata della legislatura.

3.   La  commissione  si  dota  di  un  regolamento  per  il  suo funzionamento.

4.  La  commissione  si  avvale, per l'assolvimento dei compiti e delle  funzioni  attribuite  dalla  presente  legge,  della struttura regionale   competente  in  materia  di  politiche  sociali  e  delle strutture  territoriali facenti capo agli ambiti di cui alla delibera del consiglio regionale n. 759 del 20 dicembre 1999.

5. Ai componenti della commissione, con esclusione dei dipendenti regionali,  spetta  una  indennita'  forfettaria per ogni giornata di seduta  di  euro 30,00 nonche' il rimborso delle spese previste dalle vigenti  disposizioni  per  il  personale  regionale  di piu' elevato livello funzionale.

Art. 9.

Compiti della commissione

1.  La  commissione regionale per la cooperazione sociale formula proposte ed esprime pareri alla giunta regionale nelle materie di cui alla presente legge ed in particolare:

a) esprime  il  parere  sulle  domande  di  iscrizione  e sulle richieste di cancellazione dall'Albo;

b) propone   indagini   ed   ispezioni  effettuate  tramite  le strutture di cui all'Art. 8, comma 4;

c) propone,   in   occasione   dei   rinnovi  contrattuali,  il tariffario regionale;

d) propone  sistemi  di  controllo  con particolare riferimento alla qualita' degli interventi;

e) puo' effettuare verifiche sulla effettiva operativita' delle cooperative sociali iscritte all'Albo;

f) attua,  in  materia  di  cooperazione  sociale, una verifica sull'attuazione  del  piano  sociale  regionale  e  sui piani sociali territoriali.

Art. 10.

Norma finanziaria

1.  Al finanziamento degli interventi di cui all'Art. 7, comma 1, si  fa  fronte  con  le  risorse  previste  per la legge regionale n. 11/2003, nella unita' previsionale di base (UPB) 11.02.002 denominata «Investimenti  in  favore dell'occupazione» del bilancio regionale di previsione - Parte spesa.

2.  Agli oneri previsti dall'Art. 8, comma 5, si provvede con gli stanziamenti  allocati nella UPB 02.1.005 denominata «Amministrazione del personale e servizi comuni» (capitolo 560).

Art. 11.

Norme finali

1.  Ai  fini  dell'applicazione dell'Art. 4, entro sei mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge, sono stipulati appositi accordi di programma tra i soggetti pubblici interessati.

2.  La giunta regionale adotta l'atto di cui all'Art. 4, comma 1, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge.

3.  Al  comma 3 dell'Art. 13 della legge regionale n. 11/2003, e' aggiunta la seguente lettera:  «e-bis)   Il   dirigente   del   servizio   programmazione  socio assistenziale,  progettualita'  di territorio e azioni coordinate con gli enti locali.».

Art. 12.

A b r o g a z i o n e

1. La legge regionale 2 novembre 1993, n. 12 e' abrogata. La  presente  legge  regionale  sara'  pubblicata  nel Bollettino ufficiale della Regione. E'  fatto  obbligo  a  chiunque  spettidi  osservarla  e di farla osservare come legge della Regione Umbria.


Perugia, 17 febbraio 2005



 


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