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LEGGE REGIONALE 22 luglio 2005, n.16


Disciplina del volontariato e dell'associazionismo di promozione sociale. Modificazioni alla legge regionale 21 aprile 1994, n. 12 (Contributi a favore di associazioni ed enti di tutela dei cittadini invalidi, mutilati e handicappati operanti in Valle d'Aosta), e abrogazione delle leggi regionali 6 dicembre 1993, n. 83, e 9 febbraio 1996, n. 5. (GU n. 37 del 17-9-2005).


(Pubblicata  nel  Bollettino ufficiale della Regione Valle d'Aosta n. 32 del 9 agosto 2005)

 

IL CONSIGLIO REGIONALE

Ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Promulga

la seguente legge:

 

Art. 1.

Finalita' e oggetto

 

1.   La   Regione,  nel  rispetto  della  Carta  dei  valori  del volontariato,  quale  espressione  dell'identita', dei principi e dei valori  dell'attivita'  di  volontariato,  riconosce  il  valore  del volontariato    e   dell'associazionismo   di   promozione   sociale, liberamente   costituiti,   come   espressioni   di   partecipazione, solidarieta'    e    pluralismo,   ne   promuove   lo   sviluppo   e, salvaguardandone  l'autonomia,  favorisce il loro apporto originale e propositivo  al  conseguimento  delle  piu'  ampie finalita' sociali, culturali, civili e di protezione civile.

2.  Per  le  finalita'  di  cui  al  comma 1,  la  presente legge disciplina  i  rapporti  delle  istituzioni  pubbliche,  regionali  e locali,  con  le organizzazioni di volontariato e con le associazioni di  promozione  sociale,  agevolando  il  formarsi  di  nuove realta' associative,   il   consolidamento   e  il  rafforzamento  di  quelle esistenti.

 

Art. 2.

Definizioni e ambito di applicazione

 

1. Ai fini della presente legge, si intende per:

a) attivita'  di  volontariato,  il servizio continuativo reso, senza   fini   di  lucro  e  remunerazione,  per  solidarieta'  anche indiretta,  attraverso  prestazioni personali, volontarie e gratuite, svolte, individualmente o in gruppi, tramite organizzazioni di cui il volontario  fa  parte, esclusivamente nei confronti di soggetti terzi rispetto all'organizzazione di volontariato;

b) associazionismo  di  promozione  sociale,  le  attivita'  di utilita'  sociale,  svolte  con  l'esclusione di ogni scopo di lucro, prevalentemente   a  favore  degli  associati,  mediante  prestazioni personali,  spontanee  e  gratuite,  al  fine  di arrecare beneficio, direttamente   o   indirettamente,   a   singoli   soggetti   o  alla collettivita'.  La  prevalenza  si  intende nel senso che l'eventuale attivita'  svolta a favore di terzi aderenti non puo' riguardare piu' del  10 per cento degli stessi e del volume di attivita' complessivo, debitamente comprovato.

2.  Le  attivita'  delle  organizzazioni  di volontariato e delle associazioni   di   promozione  sociale,  di  seguito  congiuntamente denominate organizzazioni, si espletano nei seguenti ambiti:

a) sanitario,   socio-assistenziale   e   socio-sanitario,  con particolare  riferimento  alle fasce di bisogno sociale rappresentate da malattia, disagio, poverta', diversita', marginalita', disabilita' e  dipendenze  patologiche  mediante interventi rivolti a soggetti di qualsiasi  eta'  e  senza  distinzione  di  sesso  o  di  provenienza geografica;

b) promozione  e tutela dei diritti umani, della qualita' della vita e delle pari opportunita';

c) prevenzione  delle  varie  ipotesi  di  rischio di calamita' naturali,  con  particolare riferimento alla protezione civile e alle attivita'    connesse    di    soccorso,   accoglienza,   ascolto   e accompagnamento;

d) protezione e tutela degli animali;

e) tutela  e  valorizzazione  dell'ambiente, della cultura, del patrimonio storico, artistico e monumentale, promozione e sviluppo di attivita' connesse;

f) animazione,  educazione,  formazione  ed  orientamento delle giovani generazioni;

g) educazione e formazione degli adulti;

h) promozione dell'attivita' sportiva non agonistica;

i) promozione del turismo sociale;

i) cooperazione allo sviluppo.

3.  La  presente  legge  non si applica ai partiti politici, alle associazioni   sindacali,   alle   associazioni  professionali  e  di categoria,   alle   cooperative   sociali,   ai   circoli  privati  e associazioni  comunque  denominate  che  dispongano  limitazioni  con riferimenti alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura,  nonche'  alle  organizzazioni  che  prevedono  il diritto di trasferimento  della  quota associativa o collegano la partecipazione sociale alla titolarita' di azioni o quote di natura patrimoniale.

 

Art. 3.

Svolgimento dell'attivita'

 

1. L'attivita' degli aderenti alle organizzazioni non puo' essere retribuita  in  alcun  modo,  nemmeno dal beneficiario. Agli aderenti possono essere rimborsate dall'organizzazione di appartenenza le sole spese  effettivamente  sostenute  per  l'attivita'  prestata, entro i limiti previamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.

2.  La  qualita' di aderente alle organizzazioni e' incompatibile con  qualsiasi  forma  di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con    ogni    altro   rapporto   di   contenuto   patrimoniale   con l'organizzazione di appartenenza.

3.  Le  organizzazioni  possono  assumere lavoratori dipendenti o avvalersi  di  prestazioni di lavoro autonomo nei limiti strettamente necessari   al   loro  regolare  funzionamento  oppure  occorrenti  a qualificare o specializzare l'attivita' da esse svolta.

4.  Le  organizzazioni  hanno  diritto di ottenere, su richiesta, copia  degli  studi e delle ricerche pubblicate dalla Regione e dagli enti locali nei settori di loro interesse.

5.   La   Regione   favorisce   l'acquisizione   da  parte  delle organizzazioni delle informazioni e degli strumenti utili all'accesso ai finanziamenti e alle iniziative nazionali e dell' Unione europea.

 

Art. 4.

Atto costitutivo e statuto

 

1.  Le  organizzazioni  si  costituiscono con atto scritto ove e' indicata   la   sede   legale.   Nello   statuto,  allegato  all'atto costitutivo, devono essere espressamente indicati:

a) la denominazione, seguita dalla locuzione «organizzazione di volontariato» o «associazione di promozione sociale»;

b) l'oggetto sociale;

c) l'attribuzione       della       rappresentanza       legale dell'organizzazione;

d) l'assenza  di  fini  di  lucro, la previsione che i proventi delle  attivita'  non possono essere in nessun caso ripartiti tra gli associati, la gratuita' delle cariche associative e delle prestazioni fornite dagli aderenti;

e) l'obbligo  di  reinvestire  l'eventuale avanzo di gestione a favore di attivita' istituzionali statutariamente previste;

f)  le  norme  sull'ordinamento  interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli aderenti, con la previsione dell'elettivita' delle cariche associative;

g) i  criteri per l'ammissione e l'esclusione degli aderenti, i loro diritti ed obblighi;

h) l'obbligo  di  redazione di rendiconti economico-finanziari, nonche'  le  modalita'  di  approvazione  degli stessi da parte degli organi statutari;

i) le modalita' di scioglimento;

j)  l'obbligo  di  devoluzione, a fini di utilita' sociale, del patrimonio  residuo  dopo  la  liquidazione  in caso di scioglimento, cessazione o estinzione.

 

Art. 5.

Risorse economiche

 

1.  Le  organizzazioni traggono le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento delle loro attivita' da:

a) quote e contributi degli aderenti;

b) eredita',   donazioni,  legati  ed  erogazioni  liberali  in genere;

c) contributi  dello  Stato,  delle regioni, di enti locali, di altri  enti,  pubblici  e  privati,  anche finalizzati al sostegno di specifici  e  documentati  programmi  realizzati nell'ambito dei fini statutari;

d) contributi    dell'Unione    europea    e    di    organismi internazionali;

e) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

f)  proventi delle cessioni di beni e servizi agli aderenti e a terzi,  anche  attraverso  lo  svolgimento di attivita' economiche di natura   commerciale,  artigianale  o  agricola,  svolte  in  maniera ausiliaria  e  sussidiaria  e  comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

g) entrate  derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento.

 

Art. 6.

Istituzione   del   registro   regionale   delle   organizzazioni  di volontariato e delle associazioni di promozione sociale

 

1.  E'  istituito,  presso  la  struttura regionale competente in materia  di volontariato ed associazionismo di promozione sociale, di seguito  denominata struttura competente, il registro regionale delle organizzazioni  di  volontariato  e  delle associazioni di promozione sociale.

2.  Fatto salvo quanto disposto dall'Art. 7, comma 3, della legge 7 dicembre  2000, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale),  nel  registro  possono iscriversi le organizzazioni aventi sede  in  Valle  d'Aosta  ed  ivi  operanti,  anche  come  sezioni di organismi  nazionali  o  sovranazionali, che svolgono le attivita' di cui all'Art. 2 e costituitesi con le modalita' di cui all'Art. 4.

3.  Il  registro  e'  articolato  in  due  distinte  sezioni, una riservata   alle   organizzazioni   di   volontariato,  l'altra  alle associazioni  di  promozione  sociale.  E ammessa l'iscrizione in una sola sezione del registro.

4.  Nel  registro  possono  iscriversi  anche  gli  organismi  di coordinamento  o  collegamento o le federazioni aventi sede legale in Valle  d'Aosta  cui  aderiscono  organizzazioni  operanti  in  ambito regionale.

5.  Nel registro sono indicati gli estremi dell'atto costitutivo, dello   statuto   e  delle  loro  eventuali  modificazioni,  la  sede dell'organizzazione, l'oggetto e l'ambito territoriale di attivita'.

6. Il registro e' annualmente pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione.

7.   L'iscrizione   e'  subordinata  alla  presenza,  nell'ambito dell'organizzazione,  di  almeno  dieci  aderenti,  in prevalenza non appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

8.   L'iscrizione  nel  registro  e'  condizione  necessaria  per stipulare  convenzioni  con  la  Regione, gli enti locali e gli altri enti pubblici e per ottenere contributi dai medesimi enti.

 

Art. 7.

Disciplina dei procedimenti di iscrizione nel registro di revisione e di controllo

 

1.  L'istanza  per  l'iscrizione nel registro e' indirizzata alla struttura  competente, corredata della documentazione stabilita dalla giunta regionale con propria deliberazione.

2.  L'iscrizione  nel  registro o il diniego dell'iscrizione sono disposti  con  provvedimento del dirigente della struttura competente entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza.

3.  La  struttura  competente provvede ogni due anni e, comunque, quando  ne  ravvisi  la necessita', anche in relazione agli esiti dei controlli disposti ai sensi del comma 5, alla revisione del registro, verificando  il  permanere dei requisiti richiesti per l'iscrizione e  l'effettivo   svolgimento   delle  attivita'  di  volontariato  o  di promozione sociale da parte delle organizzazioni iscritte.

4. L'esito negativo della revisione comporta la cancellazione dal registro, con provvedimento del dirigente della struttura competente, e  la  conseguente  risoluzione delle convenzioni in atto, nonche' la decadenza da ogni altro beneficio connesso all'iscrizione.

5.  Con deliberazione della giunta regionale, sentito il comitato tecnico  di  cui  all'Art.  10,  sono  disciplinate  le  modalita' di effettuazione   dei   controlli  sulle  organizzazioni  iscritte  nel registro,  al  fine  di  verificarne  l'effettiva.  operativita' e la permanenza dei requisiti previsti per l'iscrizione.

 

Art. 8.

C o n v e n z i o n i

 

1.  Le  organizzazioni  iscritte nel, registro da almeno tre mesi possono  stipulare  convenzioni con la Regione, gli enti locali e gli altri enti pubblici.

2.  Le  organizzazioni  iscritte  nel registro da meno di un anno possono  stipulare convenzioni di durata massima annuale, rinnovabili per  una  durata  superiore,  previa  valutazione, da parte dell'ente stipulante,  della  qualita'  delle  prestazioni rese e dei risultati ottenuti.

3.  Gli  elementi essenziali delle convenzioni sono stabiliti con deliberazione della giunta regionale.

4.  Gli  enti  pubblicizzano la volonta' di stipulare convenzioni con  le  modalita' da essi definite, dandone comunque comunicazione a tutte  le organizzazioni del loro territorio di riferimento, iscritte nel  registro  ed  operanti  nel  settore  di attivita' oggetto della convenzione.

5.   Nella   scelta   delle   organizzazioni  con  cui  stipulare convenzioni, gli enti tengono conto prioritariamente:

a) dell'esperienza specifica maturata nell'attivita' oggetto di convenzione;

b) dell'esistenza  di  un'organizzazione  operativa stabile sul territorio di riferimento;

c) della  rilevanza  attribuita  alla  formazione  permanente e all'aggiornamento dei volontari;

d) dell'offerta   di   modalita'   di  carattere  innovativo  e sperimentale   per   lo   svolgimento  delle  attivita'  di  pubblico interesse.

6. La copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie e le   relative   spese   sanitarie,   connesse   con   lo  svolgimento dell'attivita' prevista dalla convenzione, nonche' la responsabilita' civile  verso  terzi e le eventuali spese di tutela legale, esclusi i casi  di  dolo e colpa grave, degli aderenti alle organizzazioni sono elemento  essenziale  della  convenzione  e gli oneri relativi sono a carico dell'ente con il quale la convenzione e' stipulata.

7.  Le  organizzazioni  non  possono  partecipare  a procedure di evidenza  pubblica  relative  all'affidamento  di appalti pubblici di lavori, servizi o forniture.

 

Art. 9.

Consulta   regionale   del  volontariato  e  dell'associazionismo  di promozione sociale

 

1.   E'  istituita  la  consulta  regionale  del  volontariato  e dell'associazionismo   di   promozione  sociale  quale  strumento  di partecipazione  consultiva delle organizzazioni agli interventi della Regione  nei  settori  di loro diretto interesse. La consulta dura in carica tre anni.

2.  Alla  consulta,  che si riunisce almeno una volta all'anno su convocazione  del  suo presidente o su richiesta del comitato tecnico di  cui  all'Art.  10,  partecipano  i  legali  rappresentanti  delle organizzazioni  iscritte nel registro, o loro delegati. Alle riunioni della  consulta  possono  partecipare,  senza  diritto  di  voto,  le organizzazioni  aventi  sede  legale  nel  territorio  regionale  non iscritte nel registro.

3.  La consulta e' presieduta dall'assessore regionale competente in  materia  di  politiche  sociali,  o  da  suo delegato, e svolge i seguenti compiti:

a) si   esprime,   a maggioranza,   sugli   atti  programmatori regionali  relativi  alle  attivita'  di volontariato e di promozione sociale;

b) definisce   le   problematiche   di  rilievo  da  sottoporre all'attenzione della conferenza regionale di cui all'Art. 11;

c) designa  i  rappresentanti  delle  organizzazioni in seno al comitato  di  gestione  del  fondo  speciale di cui all'Art. 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266 (Legge-quadro sul volontariato);

d) elegge,  in  seno  al comitato tecnico di cui all'Art. 10, i rappresentanti delle organizzazioni iscritte nel registro;

e) fornisce,  su  proposta del comitato tecnico di cui all'Art. 10,  indicazioni  e  proposte per priorita' e contenuti da realizzare nei  piani  di  attivita' e nei bandi promossi dal centro di servizio del volontariato.

4.  I  compiti  di  segreteria  della  consulta sono svolti dalla struttura competente.

 

Art. 10.

Comitato tecnico

 

1. E' istituito il comitato tecnico composto da:

a) il dirigente della struttura competente, o suo delegato;

b) il  presidente  del  comitato  di  gestione del fondo di cui all'Art. 15 della legge n. 266/1991, o suo delegato;

c) il  presidente del centro di servizio per il volontariato di cui all'Art. 12, o suo delegato;

d) sei   rappresentanti   delle   organizzazioni  iscritte  nel registro,  in  misura  proporzionale al numero delle iscrizioni nella relativa  sezione,  ferma  restando  la  partecipazione  di almeno un rappresentante  per  ognuna  delle  due sezioni in cui si articola il registro.

2.  Il  comitato  tecnico  e',  nominato  con deliberazione della giunta regionale e dura in carica tre anni. Al comitato spetta:

a) formulare  alla  consulta  le  proposte  di  cui all'Art. 9, comma 3, lettera e);

b) esprimere   parere   sulle   proposte  di  iscrizione  o  di cancellazione dal registro;

c) esprimere    parere    sulle   iniziative   di   formazione, aggiornamento   e  qualificazione  professionale,  programmate  dalla Regione e rivolte o aperte agli aderenti alle organizzazioni.

3.   Il  comitato  tecnico  adotta  un  regolamento  interno  per disciplinare  il  proprio  funzionamento.  Hanno  comunque  diritto a partecipare   alle   riunioni  del  comitato  tecnico  gli  assessori regionali,  o  loro  delegati, competenti in relazione agli argomenti all'ordine  del  giorno.  Dell'attivita'  svolta, il comitato tecnico fornisce regolarmente informazioni alla consulta.

4. I compiti di segreteria del comitato tecnico sono svolti dalla struttura competente.

5.  La  carica  di  componente  del comitato tecnico e' gratuita, salvo  il  rimborso  delle  spese sostenute e documentate, secondo le disposizioni vigenti per il personale regionale.

 

Art. 11.

Conferenza  regionale  del  volontariato  e  dell'associazionismo  di promozione sociale

 

1.  L'assessore  regionale  competente  in  materia  di politiche sociali   convoca   ogni   tre   anni  la  conferenza  regionale  del volontariato  e dell'associazionismo di promozione sociale, anche con il  compito  di esaminare le problematiche individuate dalla consulta in  relazione  alle  attivita',  ai  bisogni  e  all'identita'  delle organizzazioni.

2.  Alla  conferenza  partecipano i legali rappresentanti, o loro delegati,  delle  organizzazioni  presenti  nel territorio regionale, iscritte  e  non  iscritte  nel registro, i rappresentanti degli enti locali,  dell'azienda regionale sanitaria U.S.L. della Valle d'Aosta, i patronati e gli enti di cui all'Art. 15 della legge n. 266/1991.



 


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