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Norme sulla cooperazione sociale in Veneto


(Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Veneto n. 109 del 22 novembre 2005)

                       IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato

                     IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Promulga la seguente legge:

                               Art. 1.

                          F i n a l i t a'

    1.  La  Regione  del  Veneto, nel rispetto dei principi contenuti  nell'Art.  45

della Costituzione e nello Statuto regionale, riconosce il  ruolo  fondamentale 

della  cooperazione  per  l'evoluzione  e lo sviluppo del modello socio-economico

regionale.

    2.  Per  le  finalita'  di  cui  al  comma 1  la Regione sostiene

l'azione   dell'associazionismo   cooperativo  ritenendolo  strumento

privilegiato  dell'attivita'  di  cooperazione  per la promozione, il

miglioramento,   l'ampliamento   e  la  diversificazione  della  base

produttiva,   anche   attraverso   il   consolidamento   del  sistema

cooperativo   nell'ambito   del  proprio  territorio,  favorendone  e

sostenendone  il  processo  di  aggregazione e di integrazione con le

realta' socio-economiche della Regione stessa.


               Art. 2.

                       Ambito di applicazione

 

    1.  La Regione, con le disposizioni della presente legge, intende

contribuire alla realizzazione di progetti, presentati da cooperative

operanti  sia singolarmente che in forma associata, considerati dalla

giunta regionale di interesse per la Regione.

    2.  I contributi ed i finanziamenti previsti dalla presente legge

sono   destinati  esclusivamente  alle  cooperative  venete  iscritte

all'albo delle societa' cooperative previste dal decreto ministeriale

23 giugno  2004 «Istituzione dell'Albo delle societa' cooperative, in

attuazione dell'Art. 9 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6,

e  dell'Art. 223-sexiesdecies delle norme di attuazione e transitorie

del codice civile.» e che operano singolarmente o agiscono attraverso

forme   associate,  nonche'  alle  associazioni  di  cooperative  che

presentano  le  caratteristiche  indicate nell'Art. 3, che sono state

riconosciute  ai  sensi  dell'Art.  4 e che sono iscritte nell'elenco

regionale di cui all'Art. 5.

                      Art. 3.

                     Associazioni di cooperative

 

    1.   Sono   riconosciute  come  associazioni  di  cooperative  le

organizzazioni di rappresentanza delle cooperative che agiscono senza

scopo  di  lucro,  secondo  i  principi  di  mutualita', per le quali

possano  essere  accertate  rappresentativita' e diffusione in ambito

regionale.

    2.  Sono  inoltre  riconosciute  come associazioni di cooperative

anche  le sezioni regionali venete delle centrali nazionali di cui al

decreto  legislativo  del  Capo  provvisorio  dello Stato 14 dicembre

1947,  n. 1577 recante provvedimenti per la cooperazione, ratificato,

con  modificazioni, dalla legge 2 aprile 1951, n. 302, esistenti alla

data di entrata in vigore della presente legge.

             Art. 4.

          Riconoscimento delle associazioni di cooperative

 

    1.  Per  ottenere il riconoscimento ed il conseguente inserimento

nell'elenco  regionale delle associazioni cooperative di cui all'Art.

5,  le associazioni di cooperative che ritengono di avere i requisiti

previsti  dall'Art.  3,  comma 1,  devono farne richiesta alla giunta

regionale,  tramite  la  struttura  regionale  competente,  entro  il

30 novembre di ogni anno.

    2.  La giunta regionale, con proprio provvedimento, entro novanta

giorni  dal  termine  di cui al comma 1, riconosce le associazioni di

cooperative.

    3.  La  struttura regionale competente verifica la sussistenza ed

il mantenimento dei requisiti richiesti dall'Art. 3, comma 1.

    4.  La perdita dei requisiti di cui all'Art. 3, comma 1, comporta

la  cancellazione  dall'elenco a far data dal momento dell'assunzione

del provvedimento della giunta regionale.

                    Art. 6.

                     Consulta della cooperazione

 

    1. E' istituita la consulta della cooperazione che ha sede presso

la giunta regionale.

    2. La consulta della cooperazione e' composta:

      a) dall'assessore    regionale   competente   in   materia   di

cooperazione, o da un suo delegato, che la convoca e la presiede;

      b) dai presidenti delle associazioni di cooperative di cui agli

articoli 3 e 4, o da un loro delegato;

      c) dal  rappresentante  dell'ufficio  regionale  del  Ministero

competente;

      d) dal  presidente  della  Veneto  Sviluppo  S.p.a. o da un suo

delegato.

    3.  Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario della

struttura   regionale   competente  designato  dal  presidente  della

consulta.

    4.  Alla  nomina  dei  membri  della  consulta provvede la giunta

regionale.

    5.   La   consulta  si  riunisce  almeno  tre  volte  all'anno  o

ogniqualvolta  ne  faccia  richiesta  almeno  la meta' dei componenti

assegnati.

    6.  La  partecipazione  alle  riunioni della consulta e' a titolo

gratuito  salvo  il rimborso spese, laddove spettante, ai sensi della

vigente  normativa  in  materia  di personale regionale con qualifica

dirigenziale.

    7. Alla copertura delle spese per il funzionamento della consulta

della  cooperazione  si  fa  fronte  mediante  l'utilizzazione  delle

risorse  individuate  con apposita delibera della giunta regionale ai

sensi dell'Art. 9, comma 2.

    8.  Entro  novanta  giorni  dall'istituzione,  la  consulta della

cooperazione   propone  il  proprio  regolamento  interno  che  viene

approvato  dalla  giunta regionale. Decorso inutilmente tale termine,

vi provvede direttamente la giunta regionale.

                      Art. 7.

              Compiti della consulta della cooperazione

 

    1. La consulta della cooperazione:

      a) esprime  parere  su  progetti  di  legge  e  di  regolamento

riguardanti   la   materia   della  cooperazione  o  interessanti  le

associazioni della cooperazione, sull'istituzione del centro studi di

cui  all'Art.  8  nonche'  su eventuali ulteriori provvedimenti per i

quali la giunta regionale ne faccia richiesta;

      b) propone   alla   giunta  regionale  attivita'  o  interventi

riguardanti  il  mondo  della cooperazione nell'ambito del territorio

regionale;

      c) coordina  l'attivita'  del  centro  studi istituito ai sensi

dell'Art. 8;

      d) formula  proposte  sull'assegnazione  delle  risorse  che la

giunta regionale intende destinare alla cooperazione;

      e) promuove  convegni,  incontri, dibattiti o seminari sui temi

della  cooperazione  con  la  partecipazione  dei soggetti sociali ed

economici maggiormente interessati, anche in ambito comunitario.

                           Art. 8.

                  Centro studi per la cooperazione

 

    1.  La  giunta  regionale,  entro sei mesi dall'entrata in vigore

della  presente  legge  e  sentita  la  consulta  della cooperazione,

istituisce  il  centro  studi  per  la  cooperazione  quale organismo

culturale  di  ricerca  finalizzato  a  supportare  l'attivita' della

consulta di cui all'Art. 6.

    2. Compiti del centro di cui al comma 1 sono:

      a) monitorare   il  sistema  cooperativo  regionale  nelle  sue

realta' qualitative e quantitative;

      b) raccogliere  esperienze  nazionali  e  comunitarie in ambito

cooperativo;

      c) elaborare  criteri  di  indirizzo  in  merito alle azioni di

promozione, ammodernamento e sviluppo della cooperazione veneta;

      d) individuare   le   aree  di  progettazione  operativa  e  di

intervento  in  ambito  cooperativo  da  proporre alla consulta della

cooperazione;

      e) costituire ed aggiornare un archivio storico ed un centro di

documentazione sulla cooperazione veneta.

    3.  La  giunta  regionale  individua  annualmente  le  risorse da

destinare al funzionamento del centro studi.

               Art. 9.

                         Piano di intervento

 

    1.  La  giunta regionale, per il conseguimento delle finalita' di

cui all'Art. 1, sentita la commissione consiliare competente, approva

il  piano  di  intervento  annuale  per  la  cooperazione,  secondo i

principi  di  cui alla legge regionale 29 novembre 2001, n. 35 «Nuove

norme sulla programmazione».

    2. Il piano provvede a:

      a) stabilire le linee di intervento a favore della cooperazione

sulla  base  delle  quali  vengono  determinate le risorse necessarie

all'attuazione delle stesse;

      b) quantificare   le  risorse  da  destinare  alle  cooperative

singole  o  in  forma associata attraverso specifici bandi nonche' le

risorse  da  destinare  agli  interventi  di cui all'Art. 6, comma 7,

all'Art. 8, comma 3 e agli articoli 10 e 13.

                          Art. 10.

              Sostegno all'associazionismo cooperativo

 

    1.   La  giunta  regionale,  sentita  la  commissione  consiliare

competente,  assegna  le  risorse  da  destinare alle associazioni di

cooperative   finanziando   specifici  progetti,  su  proposta  della

consulta, in relazione ai quali indica i contenuti degli interventi e

le modalita' di attuazione degli stessi.

    2. Tali progetti riguardano:

      a) la promozione cooperativa;

      b) la  qualificazione dei quadri dirigenti di cooperative e dei

cooperatori;

      c) la divulgazione del metodo cooperativo;

      d) l'assistenza   tecnica,   amministrativa  e  sindacale  alle

cooperative aderenti;

      e) l'organizzazione  dei  servizi atti ad agevolare la gestione

delle imprese cooperative;

      f) lo svolgimento di attivita' statistiche e di rilevamento.

    3.  Le  associazioni  di  cooperative,  entro il 31 marzo di ogni

anno, possono predisporre i progetti direttamente o attraverso enti o

altre strutture dalle stesse incaricati.

    4.  I contributi di cui al presente articolo sono suddivisi nella

misura  del  trenta  per  cento tra le associazioni di cooperative in

parti  uguali  e  per il restante settanta per cento sulla base della

rappresentativita'   e   articolazione   territoriale   di  ciascuna,

determinate  con  provvedimento  della  giunta  regionale, sentita la

competente commissione consiliare.

                Art. 11.

                      Sostegno alle cooperative

 

    1.  La  Regione del Veneto, per le finalita' di cui alla presente

legge,  concede  contributi  in  conto  capitale  alle cooperative in

possesso  dei  requisiti  di  piccola  e media impresa ai sensi della

vigente disciplina comunitaria.

    2.  Per  poter  usufruire dei contributi regionali le cooperative

devono  trovarsi,  al  momento della erogazione e per tutta la durata

del  beneficio,  nel  rispetto delle condizioni previste dall'Art. 36

della legge 20 maggio 1970, n. 300 «Norme sulla tutela della liberta'

e  dignita' dei lavoratori, della liberta' sindacale e dell'attivita'

sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento» e successive

modifiche,  ed  essere  in  regola  con  il versamento dei contributi

previdenziali ed assicurativi obbligatori per legge.

    3.  Le  cooperative  singole  o nelle loro forme associate devono

avere sede operativa nel Veneto e realizzare nel territorio regionale

almeno  il  cinquanta  per  cento  del  fatturato  medio complessivo,

riferito  al  triennio  precedente  la domanda di accesso ai benefici

previsti dalla presente legge.

    4.  Ai fini della formazione delle graduatorie per l'assegnazione

delle  risorse stanziate dalla Regione, sono considerati prioritari i

progetti  e  le  iniziative presentati da cooperative il cui organico

complessivo  sia  costituito  in  prevalenza  da  soci  lavoratori  o

lavoratori  non  soci con i quali sia stato instaurato un rapporto di

lavoro subordinato ai sensi dell'Art. 1 della legge 3 aprile 2001, n.

142  «Revisione  della  legislazione in materia cooperativistica, con

particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore».

    5.  I  criteri  di  cui al comma 3 non si applicano nei confronti

delle  cooperative  il cui organico sia costituito prevalentemente da

soci  che  svolgono  professioni  o attivita' per il cui esercizio e'

previsto  l'obbligo  per  legge  dell'iscrizione  in  appositi albi o

elenchi, nonche' nei confronti delle cooperative di guide turistiche,

interpreti,   corrieri,   guide   alpine,   aspiranti   guide,  guide

naturalistico-ambientali e maestri di sci.



 


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