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Risoluz. ministeriale n.232E del 19/12/97 - violaz.ne dei requisiti di mutualità


Agevolazioni - cooperative - attivita` illecite - violazione dei requisiti di mutualita`


Con la nota del 7 agosto 1997, n. 42556 la Direzione regionale delle Entrate per l'Emilia Romagna ha rappresentato alla scrivente e alla Direzione centrale per l'Accertamento e per la Programmazione la necessita` di "dare sbocchi coerenti" all'attivita` di accertamento degli uffici delle Entrate e degli uffici delle imposte dirette della regione, relativamente al problema dell'incidenza dei fatti penalmente rilevanti commessi da amministratori o dirigenti di societa` cooperative sulle agevolazioni fiscali da queste ultime fruite ai sensi del Titolo III del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601.

Al riguardo codesta Direzione regionale ha manifestato il proprio orientamento interpretativo, precisando che, a suo avviso, "non ogni illecito penale comporta automaticamente la perdita del regime fiscale agevolativo", ma solo lo svolgimento di quell'attivita` illecita che incida in concreto sui requisiti di mutualita` di cui all'art. 14 del D.P.R. n. 601 del 1973 menzionato e che, pertanto, la violazione di tali clausole deve essere accertata caso per caso attraverso l'espletamento di un'autonoma istruttoria amministrativa.

Si ritiene, in proposito, conformemente al parere espresso in merito dalla Direzione centrale per l'Accertamento e per la Programmazione, di poter condividere il riferito indirizzo interpretativo di codesta Direzione regionale, secondo il quale la constatazione di fatti censurabili penalmente addebitabili alle societa` cooperative non comporta automaticamente la violazione dei requisiti della mutualita`, ma l'inosservanza delle anzidette condizioni deve essere accertata caso per caso, sentiti, a norma dell'art. 14, ultimo comma, del D.P.R. n. 601 del 1973 il Ministero del lavoro o gli altri organi di vigilanza (vd. circolare n. 26 del 21 ottobre 1988).

In sostanza, laddove, laddove l'Amministrazione ritenga di dover contestare il carattere mutualistico di una societa` cooperativa, deve fornire, caso per caso, nell'atto di accertamento congrui elementi di prova a giustificazione della proprio valutazione.

Pertanto, nel caso di comportamento illecito degli amministratori o dirigenti di societa` cooperative si deve dimostrare compiutamente che gli stessi non hanno agito a soli fini personali ma allo scopo di far conseguire alla cooperativa, attraverso la mancata osservanza di uno o piu` dei requisiti richiesti dall'art. 14 del D.P.R. n. 601 del 1973, un risultato che non rispecchia l'intento mutualistico.

Rimane in ogni caso impregiudicata l'ordinaria azione di accertamento volta a ripristinare l'effettiva capacita` contributiva della cooperativa attraverso le opportune variazioni in aumento del reddito dichiarato.

Il maggior reddito accertato verra` di conseguenza assoggettato ad imposizione con l'applicazione delle aliquote ordinariamente fissate ai fini dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell'imposta locale sui redditi, con esclusione comunque dell'applicabilita` al reddito da recuperare a tassazione dei benefici fiscali recati dal Titolo III del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601.

E` appena il caso di rilevare come in presenza di operazioni illecite che abbiano determinato l'arricchimento di personale, di amministratori o dirigenti della societa` cooperativa, nei confronti dei medesimi dovra` essere tempestivamente posta in essere la conseguente azione accertatrice, secondo quanto stabilito dall'art. 14, comma 4, della Legge 24 dicembre 1993, n. 537.



 


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