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Risoluzione del 15/06/2000 n. 87


Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate - Dir.centrale: Affari giuridici e contenz. tributario
Trattamento fiscale della Banca della solidarieta' - Quesito.

Sintesi:

La risoluzione    fornisce    chiarimenti    in ordine al corretto trattamento tributario cui    dovrebbe    essere    assoggettata  l'istituenda Banca della Solidarieta'.                                                                 

 

Testo:

                                     All'Associazione Liberi                 

                        e, per conoscenza,                                   

                                     alla Direzione Regionale delle Entrate  

                                          per la Lombardia                   

                             ------------------------                        

        In relazione   al   quesito   datato 26 novembre 1999, con cui codesta Associazione ha   chiesto   di conoscere il trattamento fiscale a cui dovrebbe essere assoggettata   l'istituenda   Banca della Solidarieta', si formulano le seguenti osservazioni.                                                       

        Nel quesito   in argomento si rappresenta che "il progetto della Banca della Solidarieta'    nasce    con    il    proposito  di coniugare economia e solidarieta', di   modo   che   la solidarieta' finisca di essere una sorta di elemosina e diventi connaturata al sistema economico".                        

        La Banca della solidarieta' - viene precisato nel quesito - si dotera' di un   sistema   innovativo   di   partizione delle proprie attivita' e della formazione del bilancio, con due distinti e precisi  ambiti  di raccolta delle risorse finanziarie:                                                         

A - il primo relativo alle transazioni, alle prestazioni di servizi ed altro;  B - il secondo relativo alla raccolta ordinaria del risparmio privato.       

        Nel primo   ambito   gli introiti della banca saranno costituiti dalle commissioni per servizi finanziari e prestazioni professionali, da commissioni di intermediazione  su operazioni di "merger and acquisition", da introiti per attivita' di   "merchant   banking", da donazioni e lasciti da singoli ed Enti privati, nazionali e internazionali.                                         

        Nel secondo  ambito i flussi finanziari sono costituiti dalla raccolta ordinaria di   risparmio   privato  da singoli, aziende, Enti, Associazioni ed altri.                                                                       

        In tale   ambito   la   Banca   si propone di finanziare anche normali operazioni di   mercato destinando ad esse la raccolta ordinaria di risparmio, svolgendo, quindi,  l'ordinaria attivita' bancaria. La Banca fornira', quindi, servizi simili a quelli propri di ogni altro ente creditizio.                

        Per quanto   riguarda   la struttura che caratterizzera' la Banca, nel quesito viene   prospettato   un  percorso graduale ed articolato che potrebbe essere il seguente:                                                          

1) creazione di una Societa' cooperativa per la costituzione della Banca della    solidarieta', con    un   capitale  minimo iniziale pari a lire 20 milioni,    immediatamente operativa   e in essere fino alla raggiunta capitalizzazione    minima richiesta dalla legge bancaria, pari a dodici miliardi di lire;     

2) a    capitalizzazione    raggiunta,    trasformazione   in Ente Banca della    Solidarieta' nella   forma giuridica di Societa' per Azioni o Cooperativa a    Responsabilita' Limitata.                                                 

        Tutto cio'  premesso, in base alle informazioni contenute nel quesito, si ritiene   che   l'istituenda   Banca della Solidarieta', dal punto di vista fiscale, dovrebbe    essere    assoggettata   alle disposizioni, relative alle societa' ed enti commerciali, contenute nel Titolo II, Capo II del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.    

        Il fatto  che nel quesito si prospetti la possibilita' della creazione nella fase    iniziale    di    una    Societa'    cooperativa e in seguito, a capitalizzazione raggiunta,  di una Cooperativa a responsabilita' limitata, in alternativa alla   forma giuridica della Societa' per azioni, pone il problema  se tali organismi possano qualificarsi come ONLUS.                           

        A tale   proposito si fa presente che le societa' cooperative, al pari delle associazioni,   dei   comitati,   delle fondazioni e degli altri enti di carattere privato   con   o  senza personalita' giuridica (escluse le societa' commerciali), possono qualificarsi come ONLUS a condizione che abbiano tutti i requisiti previsti   dall'art.  10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.                                                                         

        Dagli elementi   che  si desumono dalla lettura del quesito non sembra che gli    istituendi    organismi    possano  assumere la qualifica di ONLUS, principalmente perche'   l'attivita' che essi andranno a svolgere - che sembra avere le    caratteristiche    di    una  normale attivita' bancaria, sia pure indirizzata al   finanziamento   di   specifici progetti di solidarieta' – non appare direttamente   riconducibile tra quelle indicate dall'art. 10, comma 1, lettera a)   del   decreto legislativo n. 460 del 1997, ne' sembra che possano sussistere gli  altri requisiti statutari stabiliti dal menzionato art. 10 del decreto legislativo n. 460.                                                  

        Per quanto   riguarda,   poi,   il  richiamo che ad un certo punto del quesito viene   fatto   alle   Societa'  di Mutuo Soccorso, di cui la Banca in argomento intende    recuperare    "in    termini moderni...quella parte della tradizione che   si e' persa, o che va perdendosi", si e' posto il problema di verificare se    l'istituenda    Banca   della solidarieta' possa rivestire le caratteristiche di    societa'    di    mutuo   soccorso e quindi godere della agevolazione consistente  nella riduzione a meta' dell'IRPEG che l'articolo 6, comma 1,   lettera   a)   del   DPR 29 settembre 1973, n. 601 attribuisce alle societa' di   mutuo   soccorso   unitamente agli enti e istituti di assistenza sociale, agli enti ospedalieri e agli enti di assistenza e beneficenza.      

        Al riguardo   si   fa  presente che le societa' di mutuo soccorso sono associazioni costituite   tra  lavoratori a norma  della legge 15 aprile 1886, n.388.                                                                       

        Finalita' di   esse   e' quella di  aiutare gli associati i quali, per qualsiasi impedimento   (malattia,   infortuni,   vecchiaia) si trovano  nella impossibilita' di svolgere la propria attivita'.                             

        Ai fini    della    concessione  dell'agevolazione tributaria prevista dall'articolo 6 in esame non basta che una societa' abbia la denominazione del mutuo soccorso.    Occorre accertare preliminarmente che gli scopi che essa si propone siano quelli innanzi indicati.                                       

        Le societa' che dal proprio statuto risultino perseguire scopi i quali esulano dalle   finalita'   ordinarie   di   mutuo soccorso non possono essere considerate destinatarie   dell'agevolazione. Del pari sono da escludere dalla sfera di   applicazione   della   disposizione  agevolativa dell'articolo 6 le societa' di  mutuo soccorso quando sia manifestato il proposito da parte degli

azionisti e  dei soci di conseguire, attraverso l'attivita' della societa', un lucro personale.                                                             

        Dalle informazioni contenute nel quesito sembra che l'istituenda banca della solidarieta'   vada al di la' dei compiti propri delle societa' di mutuo soccorso.                                                                    

        Ne d'altra  parte la banca in questione puo' essere inquadrata tra gli enti di   assistenza   dato  che la banca effettua anche normali operazioni di mercato tipiche   dell'attivita'   bancaria.  Conseguentemente essa non appare riconducibile tra i destinatari della riduzione a meta' dell'IRPEG individuati dall'articolo 6 del DPR 29 settembbre 1973,  n.601.                          

        Sembra invece plausibile la possibilita', per l'istituenda banca della solidarieta', di  emettere i titoli di solidarieta' di cui all'articolo 29 del decreto legislativo    4    dicembre    1997,  n. 460 (sempre che, ovviamente, sussistano in   concreto   tutte le condizioni e i presupposti stabiliti a tal fine).                                                                       

        Si ricorda   in   proposito  che con il decreto 8 giugno 1999, n. 328, pubblicato nella   Gazzetta Ufficiale n. 244 del 23 settembre 1999, sono stati individuati i  soggetti abilitati all'emissione dei predetti titoli (le banche come definite   dal   decreto   legislativo   1   settembre 1993, n. 385 e gli ntermediari finanziari    di    cui    all'articolo 107, del medesimo decreto

legislativo), le   condizioni,   i limiti, compresi quelli massimi relativi ai tassi effettivamente   praticati   e   ogni  altra disposizione necessaria per l'attuazione del citato art. 29 del decreto legislativo n. 460 del 1997.     

        Tali titoli  sono titoli obbligazionari a tasso fisso non convertibili e godono di un vantaggio fiscale particolare che e' il seguente: la differenza tra il tasso effettivamente praticato ed il "tasso di riferimento" costituisce un costo fiscalmente deducibile dal reddito d'impresa.                        

        Tale differenza   rappresenta una variazione in diminuzione in sede di dichiarazione dei redditi.                                                    

        L'indicato "tasso   di   riferimento"   e'   fissato in misura pari al rendimento lordo    medio    mensile    delle obbligazioni emesse dalle banche (Rendiob), comunicato   mensilmente   dalla   Banca  d'Italia, aumentato di un quinto.                                                                      

        Per le   obbligazioni emesse nei primi quindici giorni del mese, si fa riferimento al Rendiob comunicato nel mese precedente.                       

        I soggetti  che  emettono  titoli  di  solidarieta'  hanno  i seguenti obblighi:                                                                    

a) destinare   i   fondi  raccolti con le emissioni dei titoli di solidarieta'    esclusivamente al   finanziamento   delle   organizzazioni non lucrative di    utilita' sociale   (ONLUS)   o  di intermediari bancari e finanziari, nella    misura in   cui   tali  fondi sono destinati, da parte di questi ultimi, al    finanziamento delle ONLUS medesime;                                        

b) tenere  una gestione separata per i fondi raccolti: da tale gestione devono    risultare in modo chiaro e trasparente tutte le entrate e le spese relative    ai fondi medesimi.                                                                 Si segnala,   infine,    che   i titoli  in questione  potranno essere emessi dal   giorno   della   costituzione dell'organismo  di controllo di cui all'art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.       



 


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