Cerca:    
Giorno: 19/11/2017  Ora
Login Form

Username:

Password:

Risoluzione del 01/03/2005 n. 33


Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso
Istanza di interpello - Trasferimento da cooperativa di immobili classificati nella categoria catastale C1 - Iva

Sintesi:

La presente  risoluzione  offre  chiarimenti  in  merito  alla possibilita' di fruire dell'aliquota  ridotta,  Iva  al  10  %,  nell'ipotesi  di  cessione di immobili, classificati  nella  categoria  catastale  C/1 (negozi/botteghe), da parte di societa' cooperative.                                               

Dal combinato  disposto  dei  n. 127- undicies e 127- quinquiesdecies, Tabella A, parte   III,   del   DPR   26   ottobre  1972,n.  633,  per  l'applicazione dell'aliquota al 10% devono ricorrere requisiti soggettivi e oggettivi.      

Il requisito  soggettivo  richiede che le cessioni siano effettuate da imprese costruttrici o  da  imprese  che  hanno  effettuato  su  tali  fabbricati  gli interventi di recupero individuati dalla norma stessa.                       

Per quanto  riguarda  il  profilo  oggettivo e' necessario che ricorra uno dei seguenti requisiti:                                                           

- Che  l'unita'  immobiliare  C1 sia compresa in un fabbricato non di lusso ai sensi della  Legge  n.  409  del 1948 (Legge Tupini) caratterizzato cioe'dalla prevalente destinazione  abitativa  (50%  piu' uno) della superficie dei piani sopraterra e  da  una  limitata  destinazione  della stessa a negozi (non piu' del 25%)                                                                     

- Che  l'immobile  sia  oggetto  di  un  intervento  di recupero o risanamento conservativo, o  di  ristrutturazione edilizia, o inserito in un intervento di ristrutturazione urbanistica,   ai   sensi,   rispettivamente,  delle  lettere c)-d)-e)dell'articolo 31,  comma  1,  della Legge n. 457 del 5 agosto 1978.  

Ai casi residui  si  applica  l'aliquota  nella misura ordinaria del 20%.    

La base   imponibile   ai  fini  Iva  rimane  determinata  dall'ammontare  dei corrispettivi dovuti  (art  13,  comma 1,del DPR n. 633 del 1972) Al parametro catastale viene  riconosciuta  rilevanza  solo  ai  fini  dell'esecuzione  del controllo sulla corretta applicazione dell'Iva.                              

 

Testo:

       Con l'istanza  di  interpello  concernente  la  corretta determinazione della base  imponibile  ai  fini Iva e l'aliquota applicabile, l'interpellante ha esposto il seguente                                                       

                                                                             

                                   QUESITO                                   

                                                                              

       L'interpellante -   "XX  s.a.s.  di  Y"  -  acquista  da  una  societa' cooperativa due  unita'  immobiliari  classificate  nella  categoria catastale C/1 (negozi/botteghe).                                                        

       In relazione  a  tale  cessione,  l'istante chiede di conoscere ai fini dell'applicazione dell'Iva:                                                  

         1.    quale aliquota deve essere correttamente applicata;           

         2.    i   criteri   di   determinazione  della  base  imponibile,  in             considerazione dei   nuovi   moltiplicatori   catastali  stabiliti             dalla Legge  24  dicembre  2003,  n.  350,  e dal decreto legge 12             luglio 2004,  n.  168,  convertito  dalla Legge 30 luglio 2004, n.             191.                                                             

                                                                             

            SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE            

                                                                             

       Con riferimento  al  primo  quesito  -  aliquota  Iva  applicabile – la societa' istante  e'  del parere che al predetto atto di trasferimento possano applicarsi:                                                                  

          .    l'aliquota   del  10  per  cento  -  se  la  cooperativa  vende  immobili che  ha  costruito  o  sui  quali ha effettuato opere di  ristrutturazione di    entita'    tale   da   averne   modificato radicalmente la destinazione e/o la struttura -;                

      .    l'aliquota  ordinaria  del  20  per cento, nell'ipotesi in cui,  invece, la cooperativa non abbia costruito i predetti immobili. 

       Relativamente al   secondo   quesito   -   determinazione   della  base imponibile -    l'interpellante    ritiene    che    la    rivalutazione   dei moltiplicatori, introdotta  dalla  recente normativa, valga ai soli fini delle imposte di  registro,  ipotecarie  e catastale, e non "come un'identificazione del valore dell'imponibile al quale, poi, applicare l'Iva ".                 

                                                                             

                                                                              

                         RISPOSTA DELL'AGENZIA DELL'ENTRATE                  

                                                                             

       Relativamente ai  quesiti  posti,  preliminarmente, si osserva, che gli stessi risultano   carenti   di  ogni  elemento  necessario  a  stabilire  con esattezza l'aliquota applicabile alla fattispecie prospettata.               

       In proposito  si  osserva che per le cessioni di jfabbricati o porzioni di fabbricato'  classificati  nella categoria catastale C1, l'aliquota Iva del 10 per cento trova applicazione nelle seguenti ipotesi:                      

 1.    cessioni  effettuate  da impresa costruttrice di jfabbricati o    porzioni di   fabbricato'   in   presenza   delle  condizioni  e

  requisiti previsti  al  n.  127- undecies, Tabella A, parte III,  del D.P.R.  26  ottobre 1972, n.633 (introdotto dall'articolo 16               del decreto  legge  22  maggio  1993,  n.  155)  concernente  le   cessioni effettuate  dall'impresa  costruttrice  di " fabbricati               o porzioni   di  fabbricato,  diversi  dalle  predette  case  di  abitazione, di  cui  all'articolo  13 della legge 2 luglio 1949,  n. 408,  e  successive  modificazioni  e integrazioni, ancorche'  non ultimati, purche' permanga l'originaria destinazione";     

  2.    cessioni  di  "  fabbricati o porzioni di fabbricati sui quali      sono stati  eseguiti  interventi di recupero di cui all'articolo

     31 della  legge  5 agosto 1978, n. 457, effettuate dalle imprese       che hanno  eseguito  gli  interventi"  (D.P.R. 633/1972, Tabella       A, parte III, n. 127- quinquiesdecies).                        

       Ai sensi  del  combinato  disposto  dei  n.  127-undecies)  e  n.  127- quinquiesdecies) della   richiamata   Tabella,   quindi,   per  l'applicazione dell'aliquota ridotta  alle  cessioni di immobili classificati nella categoria C1 devono ricorrere i seguenti requisiti oggettivi e soggettivi.             

       Sotto il   profilo  soggettivo  e'  richiesto  che  le  cessioni  siano effettuate da  imprese  costruttrici o da imprese che hanno effettuato su tali fabbricati gli interventi di recupero individuati dalla norma stessa.         

       Sotto il   profilo   oggettivo  e'  richiesto  che  ricorra  una  delle seguenti ipotesi:                                                            

          1.    che  l'unita'  immobiliare  C1  sia  compresa in un fabbricato              non di  lusso  ai  sensi  della  Legge  n.  409  del  1948 (Legge              Tupini), caratterizzato,  cioe',  dalla  prevalente  destinazione  abitativa (50%  piu'  uno)  della superficie dei piani sopraterra              e da  una  limitata  destinazione della stessa a negozi (non piu'  del 25%);                                                       

          2.    che   l'immobile   sia  stato  oggetto  di  un  intervento  di  recupero o   risanamento   conservativo,  o  di   ristrutturazione  edilizia, o   inserito   in  un  intervento  di  ristrutturazione   urbanistica, ai  sensi,  rispettivamente,  delle lettere c)-d)-e)              dell'articolo 31,  comma  1, della Legge n. 457 del 5 agosto 1978   (nuovo riferimento articolo 3 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380).         Sulla portata    applicativa   dei   n.   127-undecies)   e   n.   127- quinquiesdecies) della  richiamata  Tabella,  peraltro, questa Amministrazione si e'  gia'  pronunciata  con  circolare  2  marzo  1994,  n.  1  (capitolo 2, paragrafi 1 e 6).                                                            

       Pertanto, in  assenza  dei  presupposti  che determinano l'applicazione della minore   aliquota,   si   ritiene  che  ai  trasferimenti  dei  predetti immobili, si applichi l'aliquota Iva nella misura ordinaria del 20 per cento.         In merito  al  secondo  quesito  - determinazione della base imponibile ai fini  Iva  -  si  fa presente che si deve fare riferimento all'articolo 13, comma 1,  del  D.P.R. n. 633 del 1972, il quale, conformemente alle previsioni comunitarie (art.  11,  VI dir. CEE n. 77/388) espressamente prevede che: " la base imponibile  delle  cessioni  di  beni  e  delle prestazioni di servizi e' costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti ".            

 Si richiama  in  proposito  la  risoluzione  29  aprile  1996,  n.  62, consultabile sul   sito  www.agenziaentrate.it   http://www.agenziaentrate.it ; nella banca   dati   "Documentazione   tributaria",   concernente  la  portata applicativa dell'articolo  15  del D.L. n. 45 del 1995, convertito dalla Legge  n. 85  del  1995,  il  quale  per  le  cessioni di immobili soggette ad Iva fa

riferimento al  parametro  catastale  determinato sulla base della rendita. La risoluzione chiarisce  che  "Attraverso  la   disposizione  recata  dal  citato articolo 15  non  viene  prevista  deroga  al criterio di determinazione della base imponibile  riferito  ai  trasferimenti  di  fabbricati che e', comunque, costituito, secondo  i  principi  delle  direttive  comunitarie  recepiti  dal D.P.R. 26  ottobre  1972, n. 633, dall'ammontare complessivo del corrispettivo dovuto al  cedente  secondo  le condizioni contrattuali, ma viene riconosciuta rilevanza, ai  fini  dell'esecuzione del controllo sulla corretta applicazione dell'Iva".                                                                   

 Continua precisando  che  "non  opera  in via automatica la presunzione che sia  stata  ridotta  la  base imponibile, in quanto la norma contenuta nel richiamato art.  15  e' volta ad individuare (...) situazioni che suggeriscono l'opportunita' di   eseguire   controlli  da  cui  possano  emergere  elementi concreti che  gli  Uffici Iva possono utilizzare per l'esercizio dei poteri di

accertamento".                                                               

Ai fini  della  determinazione del parametro che suggerisce agli uffici l'opportunita' di  esercitare  il  potere  di  accertamento,  si  dovra' tener conto anche  dei  moltiplicatori  da  applicare  alla  rendita  ai sensi della Legge n.  91  del  2004, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate in occasione della videoconferenza del 22 gennaio 2005.                                   

La risposta  di  cui  alla  presente  nota,  sollecitata con istanza di interpello presentata  alla  Direzione  Regionale.....................,  viene resa dalla  scrivente  ai  sensi  dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.                                                  



 


Torna Indietro
Il parere dei nostri esperti

Problemi di gestione ed amministrazione?
Fai una domanda.
Consulta casi e questioni.

Agenda