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Circolare 19/08/2005. n.39


Oggetto:
Imposte sui redditi. ONLUS e terzo settore. Erogazioni liberali.
Articolo 14 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80



Sintesi:

La circolare   fornisce   chiarimenti   in  merito  alla  deducibilita'  delle

erogazioni liberali  effettuate  a  favore  di  organismi  del  terzo settore,

previste dall'art. 14 del D.L. n. 35 del 2005.                               

Soggetti erogatori delle liberalita' e beneficiari delle deduzioni: - persone

fisiche soggette all'IRPEF, - enti soggetti all'IRES.                        

Soggetti beneficiari  delle  erogazioni  liberali:  -  Onlus di cui all'art.10

del D.Lgs.   n.  460  del  1997(comprese  le  Onlus  di  diritto  e  le  Onlus

parziali); -   Associazioni   di  promozione  sociale  iscritte  nel  registro

nazionale; -   Fondazioni  e  associazioni  riconosciute  aventi  per  oggetto

statutario tutela,   promozione   e  valorizzazione  dei  beni  di  interesse,

artistico, storico e paesaggistico.                                          

Oggetto delle erogazioni liberali: denaro e beni in natura.                  

Limiti alla   deducibilita':  10%  del  reddito  complessivamente  dichiarato,

nella misura  massima  di  70.000,00  euro  annui.  L'erogazione  liberale  e'

deducibile fino al minore dei due limiti.                                    

Obblighi contabili  a  carico  del  soggetto  beneficiario  delle  erogazioni:

tenuta di  scritture  contabili  complete  e  analitiche  e  redazione,  entro

quattro mesi  dalla  chiusura  dell'esercizio,  di  un  apposito documento che

rappresenti adeguatamente    la    situazione    patrimoniale,   economica   e

finanziaria.                                                                  

Sanzioni: per   le   deduzioni   operate  in  violazione  dei  presupposti  di

deducibilita' di   cui  al  comma  1dell'art.14,  la  sanzione  amministrativa

originaria di  cui  all'art.1,  comma  2,  del  D.L.gs.  n.  471  del  1997 e'

maggiorata del 200%.                                                         

Divieto di  cumulo:  delle  deduzioni  in  argomento  con  altre  agevolazioni

fiscali previste  a  titolo di deduzione o detrazione di imposta a prescindere

dall'importo delle liberalita' erogate.                                      

Art. 10,   comma   1,   del   TUIR:  con  la  lettera  1-  quater),  di  nuova

introduzione, e'  stata  prevista  la  deducibilita'  dal  reddito complessivo

delle persone  fisiche,  senza limiti di importo, delle erogazioni liberali in

denaro effettuate  a  favore  di: - universita'; - fondazioni universitarie; -

istituzioni universitarie  pubbliche;  -  enti  di  ricerca  pubblici; enti di

ricerca vigilati  dal  Ministero  dell'Istruzione,  dell'universita'  e  della

ricerca (compresi  l'ISS  e  l'ISPESL);  -  enti  parco regionali e nazionali.

Art. 100,  comma  2,  del  TUIR: con la sostituzione della lettera c) e' stato

eliminato il   limite  massimo  di  deducibilita',  pari  al  2%  del  reddito

dichiarato, delle  erogazioni  liberali  effettuate  dai  titolari  di reddito

d'impresa ampliando   l'ambito  soggettivo  dei  beneficiari  delle  medesime.

Trasferimenti agevolati:   gli   atti   relativi  ai  trasferimenti  a  titolo

gratuito a  favore  degli enti indicati al comma 8 dell'art. 14 sono esenti da

tasse e imposte indirette.                                                   

 

Testo:

1)    Premessa                                                               

2)    Soggetti beneficiari delle deduzioni (comma 1)                         

3)    Soggetti beneficiari delle erogazioni liberali (comma 1)               

4)    Oggetto, limiti e modalita' delle erogazioni liberali (commi 1 e 3)    

5)    Obblighi contabili (comma 2)                                           

6)    Sanzioni (commi 4 e 5)                                                 

7)    Divieto di cumulo (comma 6)                                            

8)    Liberalita' in favore di enti universitari e di ricerca (comma 7)      

9)    Trasferimenti agevolati (comma 8)                                      

10)    Entrata in vigore             

1. Premessa                                                                  

    Nell'ambito del  Piano  di  azione  per  lo  sviluppo economico, sociale e

territoriale, con  l'articolo  14  del  decreto-legge  14  marzo  2005,  n. 35

convertito dalla  legge  14  maggio  2005,  n.  80,  rubricato  ONLUS  e terzo

settore, e'  stata  approvata  una  importante  disposizione (la c.d. "+ dai -

versi") in  materia  di  deducibilita'  delle erogazioni liberali effettuate a

favore degli  organismi  facenti  parte  del  terzo settore, ivi espressamente

indicati.                                                                     

2. Soggetti beneficiari delle deduzioni (comma 1)                            

    Il comma  1  del  citato articolo 14 dispone che "Le liberalita' in denaro

o in  natura  erogate  da  persone  fisiche o da enti soggetti all'imposta sul

reddito delle  societa'  in favore di organizzazioni non lucrative di utilita'

sociale di  cui  all'articolo  10,  commi  1, 8 e 9, del decreto legislativo 4

dicembre 1997,  n.  460,  nonche'  quelle erogate in favore di associazioni di

promozione sociale  iscritte  nel registro nazionale previsto dall'articolo 7,

commi 1  e  2,  della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e in favore di fondazioni

e associazioni   riconosciute   aventi   per  oggetto  statutario  la  tutela,

promozione e  la  valorizzazione  dei  beni  di interesse artistico, storico e

paesaggistico di  cui  al  decreto  legislativo  22  gennaio  2004, n.42, sono

deducibili dal  reddito  complessivo  del  soggetto  erogatore  nel limite del

dieci per  cento  del reddito complessivo  dichiarato, e comunque nella misura

massima di 70.000 euro annui".                                               

    Dal tenore  letterale  della disposizione sopra riportata si evince quanto

segue.                                                                       

    I soggetti beneficiari delle deduzioni possono essere:                   

-    Persone fisiche soggette all'IRPEF                                      

-    Enti soggetti all'IRES                                                  

   Si tratta   dei  soggetti  richiamati  dall'articolo  73  del  TUIR  e,  in

      particolare, societa' ed enti commerciali e non commerciali.           

3. Soggetti beneficiari delle erogazioni liberali (comma 1)                  

    L'articolo 14  al  comma  1 fornisce un'elencazione tassativa dei soggetti

che possono ricevere erogazioni deducibili:                                  

-    ONLUS  disciplinate  dall'articolo  10, comma 1 del decreto legislativo 4

      dicembre 1997,  n.  460, comprese le c.d. "ONLUS di diritto" individuate

      dal comma  8  del  medesimo  articolo  10 e le "ONLUS parziali" previste

      dal comma 9 dell'articolo 10 del suddetto decreto.                     

      Le ONLUS  di  diritto  comprendono  gli organismi di volontariato di cui

      alla legge  11  agosto  1991,  n. 266, le organizzazioni non governative

      riconosciute idonee  ai  sensi  della  legge 26 febbraio 1987, n. 49, le

      cooperative sociali  di  cui  alla legge 8 novembre 1991, n. 381 nonche'

      i consorzi  di  cui all'articolo 8 della predetta l. n. 381 del 1991 che

      abbiano la  base  sociale  formata per il cento per cento da cooperative

      sociali.                                                               

      Le ONLUS   parziali   sono  gli  enti  ecclesiastici  delle  confessioni

      religiose con  le  quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e

      le associazioni  di  promozione  sociale, le cui finalita' assistenziali

      siano riconosciute  dal  Ministero  dell'Interno ai sensi della legge 25

      agosto 1991,   n.   287,  limitatamente  all'esercizio  delle  attivita'

      elencate nel comma 1 dell'articolo 10 del d.lgs. n. 460 del 1997.      

-    Associazioni  di  promozione  sociale  iscritte  nel  registro  nazionale

      previsto dall'articolo  7,  commi  1 e 2, della legge 7 dicembre 2000 n.

      383.                                                                   

   Dato il  riferimento  puntuale  ai  commi 1 e 2 del citato articolo 7 della

      l. n.  383  del  2000,  si  ritiene che beneficiarie delle erogazioni in

      argomento sono  le  Associazioni nazionali e, in virtu' della previsione

      di cui  al  successivo  comma  3,  i  relativi livelli di organizzazione

      territoriale e   circoli   affiliati   aventi   diritto   ad  automatica

      iscrizione nel medesimo registro nazionale.                            

      Per associazioni   di   promozione  sociale  a  carattere  nazionale  si

      intendono quelle  costituite  e operanti da almeno un anno, che svolgono

      attivita' di  utilita'  sociale ai sensi dell'articolo 2 della l. n. 383

      del 2000  in  almeno  5  regioni  e  20  province, iscritte nel registro

      nazionale ai  sensi  del  regolamento approvato con decreto del Ministro

      del Lavoro e delle Politiche sociali del 14 novembre 2001, n. 471.     

-    Fondazioni  e  associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la

      tutela, promozione  e  valorizzazione  dei  beni di interesse artistico,

      storico e   paesaggistico  di  cui  al  decreto  legislativo  22 gennaio

      2004, n. 42.                                                           

   Le fondazioni  e  le  associazioni riconosciute cui fa riferimento la norma

      devono, quindi,  avere  acquisito  la  personalita'  giuridica  e devono

      operare per  la  tutela  e  valorizzazione  dei  beni  individuati  agli

      articoli 10, 11 e 134 del citato d.lgs. n. 42 del 2004.                

4. Oggetto, limiti e modalita' delle erogazioni liberali (commi 1 e 3)       

    In base  alla  disposizione  sopra  riportata  le  erogazioni liberali che

danno diritto  alla  deducibilita'  possono  essere  effettuate in denaro e in

natura, nel   limite   del  10%  del  reddito  complessivamente  dichiarato  e

comunque nella misura massima di 70.000,00 euro annui.                       

    Considerata la  rilevanza  di  entrambi i limiti di deducibilita' previsti

dalla norma  (70.000,00  euro  annui  e  10%  del  reddito  complessivo)  deve

ritenersi che  l'erogazione  liberale  e'  deducibile  fino al minore  dei due

limiti.                                                                      

    L'importo massimo  di  70.000,00  euro vale, quindi,  solo nel caso in cui

tale cifra  corrisponda  o  sia  inferiore al 10%  del reddito complessivo del

soggetto erogante  (quindi  per redditi uguali o superiori a 700.000,00 euro).

Nel caso  in  cui  il reddito dell'erogante sia inferiore a 700.000,00 euro il

limite che  si  deve prendere in considerazione e' comunque il 10% del reddito

medesimo.                                                                    

    Il successivo  comma  3 del medesimo articolo 14 dispone espressamente che

"resta ferma  la  facolta'  di  applicare  le disposizioni di cui all'articolo

100, comma  2,  del  testo  unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto

del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre   1986,  n.  917, e successive

modificazioni".                                                              

        La disposizione  sopra  riportata  prevede,  in  sostanza, la facolta'

per l'erogante,  titolare  di  reddito  d'impresa,  di avvalersi, in relazione

alle liberalita'    erogate   e   in   luogo   della   disposizione   prevista

dall'articolo 14  in  esame,  di quella recata dall'articolo 100, comma 2, del

TUIR.                                                                        

    In analogia   a  quanto  previsto  per  la  generalita'  delle  erogazioni

liberali in  favore  delle  ONLUS, si precisa che anche le erogazioni liberali

in esame,  al  fine  di  ottenerne  la deducibilita', devono essere effettuate

avvalendosi di  uno  dei seguenti sistemi di pagamento: banca, ufficio postale

e sistemi  di  pagamento  previsti  dall'articolo 23 del decreto legislativo 9

luglio 1997,  n.  241,   e  cioe'  carte  di  debito,  di credito e prepagate,

assegni bancari e circolari.                                                 

    Possono costituire  oggetto  di  erogazione liberale anche beni in natura.

Ai fini  della  rilevazione dei limiti indicati dalla norma si dovra' prendere

in considerazione  il  valore  normale  del bene, inteso, in via generale e ai

sensi dell'articolo  9,  comma  3  del TUIR, come il prezzo o il corrispettivo

mediamente praticato  per  i beni della stessa specie o similari in condizioni

di libera  concorrenza  e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo

e nel  luogo  in  cui  i  beni vengono erogati e, in mancanza, nel tempo e nel

luogo piu' prossimi.                                                          

      In sostanza  per  l'identificazione  del  valore  normale  del  bene  si

dovra' fare  riferimento  al  valore  desumibile in modo oggettivo da listini,

tariffari,  mercuriali o simili.                                              

      In relazione  alla  particolare  natura  di  determinati beni (es. opere

d'arte, gioielli,  ecc),  ove non sia possibile desumerne il valore sulla base

di altri  criteri  oggettivi, gli eroganti potranno ricorrere alla stima di un

perito.                                                                      

      In ogni  caso  il  donante  avra'  cura  di  acquisire, a comprova delle

effettivita' della  donazione  e  della  congruita'  del  valore attribuito al

bene oggetto  della  donazione  in  natura,  in  aggiunta  alla documentazione

attestante il  valore  normale  come  sopra  determinato (listini, tariffari o

mercuriali, perizia,  etc...),  anche  una ricevuta da parte del donatario che

contenga la   descrizione   analitica   e  dettagliata  dei  beni  donati  con

l'indicazione dei relativi valori.                                           

5. Obblighi contabili (comma 2)                                              

    Il comma  2  dell'articolo  14  del  d.l.  n.  35  del  2005   dispone che

"costituisce in  ogni  caso  presupposto per l'applicazione delle disposizioni

di cui  al  comma 1 la tenuta, da parte del soggetto che riceve le erogazioni,

di scritture  contabili  atte  a  rappresentare con completezza e analiticita'

le operazioni  poste  in essere nel periodo di gestione, nonche' la redazione,

entro quattro  mesi  dalla  chiusura  dell'esercizio, di un apposito documento

che rappresenti   adeguatamente   la   situazione  patrimoniale,  economica  e

finanziaria."                                                                 

    Dalla disposizione  sopra  riportata  emergono,  pertanto, due presupposti

(ulteriori rispetto   a  quelli  del  comma  1)  per  la  deducibilita'  delle

erogazioni liberali   posti   a   carico   del   soggetto  beneficiario  delle

erogazioni, il  cui  inadempimento  si  riflette  pero'  a carico del soggetto

erogatore delle liberalita', che perde il beneficio della deduzione fiscale. 

    I presupposti in argomento sono:                                          

a)    la    tenuta    di   scritture   contabili,   complete   e   analitiche,

      rappresentative dei fatti di gestione;                                 

b)    la  redazione,  entro  quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, di un

      apposito documento   rappresentativo   della   situazione  patrimoniale,

      economica e finanziaria.                                               

    La completezza   delle   scritture   contabili   implica  che  ogni  fatto

gestionale dell'ente   debba   essere   individuato  con  precisione,  tramite

 

l'indicazione delle  necessarie  informazioni  quali  numero  d'ordine,  data,

natura dell'operazione, valore, modalita' di versamento, soggetti coinvolti. 

    L'analiticita' delle  scritture  contabili, inoltre, impone di eseguire le

registrazioni singolarmente, senza effettuare alcun raggruppamento.          

    La completezza  e  l'analiticita'  delle  scritture contabili sono in ogni

caso garantite  dalla  corretta  tenuta  della contabilita' ordinaria ai sensi

degli articoli  14  e  seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 600.                                                      

    Con riferimento   al  presupposto  sub  b),  occorre  ricordare  che  tale

documento puo'   assumere   forma  simile  a  quella  di  un  vero  e  proprio

bilancio.    Ne   consegue   che   il   documento   richiesto   dalla   norma,

rappresentativo della   situazione   patrimoniale,  economica  e  finanziaria,

potrebbe essere rappresentato da stato patrimoniale e rendiconto gestionale. 

    Lo stato   patrimoniale   fornisce   una   rappresentazione   statica  del

patrimonio dell'ente,  distinguendo  l'attivita' istituzionale, accessoria, di

raccolta fondi e la gestione del patrimonio finanziario.                     

    Il rendiconto  gestionale,  che  ha  invece  contenuti  e connotati tipici

diversi da   quelli  del  conto  economico,  fornisce  evidenza  di  risultati

finanziari e  informazioni  economiche  indicando  tipologia  e qualita' delle

risorse, sia in entrata che in uscita.                                       

    Per l'ente  e'  comunque auspicabile predisporre anche una relazione sulla

gestione che,  in  mancanza  della  nota  integrativa  prevista  per i bilanci

delle societa',  potrebbe  adempiere ad una funzione esplicativa delle voci di

bilancio  e  fornire  ai  terzi  che  hanno a vario titolo rapporti con l'ente

(tra i  quali  utilizzatori  dei  servizi,  sovventori,  organi  di controllo)

informazioni utili  relativamente  ai risultati, in termini non monetari, e ai

riflessi sociali generati dall'attivita' istituzionale.                      

    La disposizione  in  oggetto,  pertanto,  ai  fini della deducibilita' ivi

prevista, stabilisce  l'obbligo  di  tenere  una  complessa  contabilita', nel

senso anzidetto,  a  tutti i soggetti beneficiari di erogazioni liberali sopra

specificati, prescindendo   dalla   loro   natura   giuridica   e  dalle  loro

dimensioni reddituali.                                                        

    Restano fermi   gli   ulteriori   obblighi  contabili  previsti  da  altre

disposizioni fiscali  a  carico delle ONLUS e degli altri soggetti beneficiari

delle erogazioni agevolate.                                                   

    Ovviamente l'obbligo  di  tenere  la contabilita' sopra ricordata non vale

per l'applicazione   delle   altre   disposizioni   intese   ad  agevolare  le

erogazioni liberali,  quale  ad  esempio quella recata dall'articolo 15, comma

1, lettera  i-bis)  del  TUIR che prevede una detrazione dall'imposta lorda di

un importo  pari  al  19  per cento, tra l'altro, delle erogazioni liberali in

denaro effettuate  a  favore delle ONLUS per importo non superiore a 4 milioni

di lire (2.065,83 euro).                                                      

6. Sanzioni (commi 4 e 5)                                                    

    Il comma  4  dell'articolo  14  del  d.l.  n.  35 del 2005  stabilisce che

"qualora nella   dichiarazione   dei  redditi  del  soggetto  erogatore  delle

liberalita' siano  esposte  indebite  deduzioni  dall'imponibile,  operate  in

violazione dei  presupposti  di  deducibilita'  di cui al comma 1, la sanzione

di cui  all'articolo  1, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.

471, e' maggiorata del duecento per cento".                                  

    I presupposti  di  deducibilita'  di  cui  al comma 1 dell'articolo 14 del

suddetto decreto,  cui  fa  riferimento  il  comma 4 dello stesso, sono di due

tipi:                                                                         

-    soggettivo,   consistente   nell'appartenenza  dei  soggetti  beneficiari

      delle erogazioni  alle  categorie  di enti appartenenti al terzo settore

      espressamente indicate   e,   quindi,   nell'osservanza   da  parte  dei

      predetti beneficiari   delle   rispettive   norme   che  disciplinano  i

      requisiti qualificanti della categoria di appartenenza;                

-    oggettivo,   derivante   dal   rispetto   dei  limiti  quantitativi  alla

      deducibilita' dal reddito delle liberalita' erogate.                   

    La sanzione  amministrativa  di cui all'articolo 1, comma 2, del d.lgs. n.

471 del  1997  puo'  variare  dal  100 al 200 per cento della maggiore imposta

liquidata  in base all'accertamento.                                         

    Qualora il  soggetto  erogatore  esponga  nella  propria dichiarazione dei

redditi deduzioni  operate  in  violazione  dei  presupposti  di deducibilita'

suddetti, la   predetta  sanzione  amministrativa,  per  effetto  della  norma

recata dal citato articolo 14, comma 4, e' maggiorata del 200 per cento.     

    Detta maggiorazione  del  200  per  cento  non  e'  applicabile in caso di

mancato rispetto  degli  obblighi  contabili  indicati al paragrafo precedente

visto l'espresso  richiamo  operato  dal  comma 4 della norma in commento alla

"violazione dei presupposti di deducibilita' di cui al comma 1".             

    Il comma  5  dell'articolo  14  in  esame  prosegue  disponendo che "se la

deduzione di  cui  al  comma  1  risulta indebita in ragione della riscontrata

insussistenza, in  capo  all'ente  beneficiario dell'erogazione, dei caratteri

solidaristici e  sociali  dichiarati  in  comunicazioni  rivolte  al  pubblico

ovvero rappresentati   ai   soggetti   erogatori   delle  liberalita',  l'ente

beneficiario e  i  suoi amministratori sono obbligati in solido con i soggetti

erogatori per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate".    

    La norma  afferma  una  responsabilita' solidale tra il soggetto erogatore

e l'ente  beneficiario  e  i  suoi  amministratori  per  le  maggiori  imposte

accertate e  per  le  sanzioni  applicate  nell'eventualita'  che si riscontri

l'insussistenza dei    caratteri    solidaristici   e   sociali   che   devono

caratterizzare l'ente beneficiario dell'erogazione.                          

    Poiche' i   caratteri   solidaristici   e  sociali  sono  immanenti  nelle

tipologie soggettive   di  beneficiari  previste  dalla  legge  in  esame,  si

ritiene che  il  possesso  dei  predetti  caratteri  discenda  necessariamente

dall'insieme delle  disposizioni  che  ne disciplinano, a presidio proprio dei

caratteri solidaristici e sociali, i requisiti soggetti ed oggettivi.        

    Ai fini   della   responsabilita'   solidale   del  soggetto  beneficiario

dell'erogazione e  dei  suoi  amministratori  e'  altresi'  necessario  che  i

predetti caratteri  solidaristici  e sociali siano dichiarati in comunicazioni

rivolte al pubblico o rappresentati ai soggetti erogatori.                   

    Tale responsabilita'   solidale   si   aggiunge  ad  ogni  altra  sanzione

prevista dalle leggi tributarie.                                             

7. Divieto di cumulo (comma 6)                                               

    Il comma  6  dell'articolo  14  in  oggetto dispone che "in relazione alle

erogazioni effettuate  ai  sensi  del  comma  1  la  deducibilita'  di  cui al

medesimo comma   non  puo'  cumularsi  con  ogni  altra  agevolazione  fiscale

prevista a   titolo   di  deduzione  o  di  detrazione  di  imposta  da  altre

disposizioni di legge".                                                      

    Dal tenore   letterale  della  disposizione  sopra  riportata  si  evince,

pertanto, che  se  il  soggetto  erogatore usufruisce delle deduzioni previste

dal comma  1  del  citato  articolo  14  non  potra'  usufruire,  per analoghe

erogazioni effettuate  a  beneficio  dei  soggetti indicati nel predetto comma

1, di deduzioni o detrazioni fiscali previste da altre norme agevolative.    

    Al riguardo,   e'  bene  precisare  che  la  non  cumulabilita'  prescinde

dall'importo delle liberalita' erogate.                                      

    Ove, ad  esempio,  il  contribuente  eroghi  (anche  a  piu'  beneficiari)

liberalita' per   un   valore   superiore  al  limite  massimo  consentito  di

70.000,00 euro,  non  potra' avvalersi, in relazione alla parte eccedente tale

limite, del  beneficio  della  deduzione  o  detrazione,  neppure  ai sensi di

altre disposizioni di legge.                                                 

    Come gia'  ricordato  al  paragrafo 4, l'articolo 14, comma 3, del d.l. n.

35 del  2005  dispone  espressamente che "Resta ferma la facolta' di applicare

le disposizioni  di  cui  all'articolo  100,  comma  2,  del testo unico delle

imposte sui  redditi,  di  cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni".                           

    Pertanto, qualora  il  titolare  di  reddito  d'impresa,  in  applicazione

della richiamata  disposizione,  effettui  liberalita'  a  favore  di soggetti

indicati sia  nel  comma  1  dell'articolo  14  del  d.l.  n. 35 del 2005, sia

nell'articolo 100,  comma  2, del TUIR, lo stesso ha la facolta' di applicare,

in alternativa,  l'una  o  l'altra  disposizione  nel  rispetto delle relative

condizioni.                                                                  

    La lettura  logico-sistematica  delle due disposizioni in argomento induce

a ritenere  che  la  scelta  effettuata  debba  rimanere  ferma  per  tutto il

periodo d'imposta.                                                           

8. Liberalita' in favore di enti universitari e di ricerca (comma 7)         

      Il comma  7  dell'articolo  14  del  decreto  legge in esame, al fine di

incentivare le  liberalita'  a favore di universita' ed enti di ricerca incide

sulle disposizioni  contenute  nel TUIR e precisamente sull'articolo 10, comma

1 e sull'articolo 100, comma 2.                                              

8.1.    In  particolare,  nell'articolo  10,  comma  1, e' inserita la lettera

l-quater) che  introduce  una  nuova  previsione  normativa in base alla quale

dal reddito  complessivo  delle  persone  fisiche  si deducono senza limiti di

importo, se   non   sono   deducibili    nella  determinazione  delle  singole

categorie di  reddito  che  concorrono  a formarlo, le "erogazioni liberali in

denaro effettuate  a  favore  di  universita', fondazioni universitarie di cui

all'art. 59,  comma  3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e di istituzioni

universitarie pubbliche,  degli  enti  di  ricerca pubblici, ovvero degli enti

di ricerca  vigilati  dal  Ministero dell'Istruzione, dell'universita' e della

ricerca, ivi  compresi  l'Istituto superiore di sanita' e l'Istituto superiore

per la  prevenzione  e  la  sicurezza  del  lavoro,  nonche'  degli enti parco

regionali e  nazionali".                                                      

8.2.   Nell'articolo  100,  comma  2, e' prevista la sostituzione dell'attuale

lettera c).                                                                  

La nuova  formulazione  della  disposizione  amplia  l'ambito  dei beneficiari

delle erogazioni  liberali,  prevedendo,  per  i  soggetti titolari di reddito

d'impresa, la    deducibilita'   dal   proprio   reddito   delle   "erogazioni

liberali   a   favore   di   universita',   fondazioni  universitarie  di  cui

all'articolo 59,  comma  3,  della  legge  23  dicembre  2000,  n. 388,  e  di

istituzioni  universitarie   pubbliche,   degli   enti  di  ricerca  pubblici,

delle fondazioni  e  delle  associazioni regolarmente riconosciute a norma del

regolamento  di   cui   al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio

2000, n.  361,  aventi  per  oggetto statutario lo svolgimento o la promozione

di  attivita'    di    ricerca   scientifica,   individuate  con  decreto  del

Presidente del    Consiglio    dei   ministri,   adottato   su   proposta  del

Ministro dell'economia   e  delle  finanze  e  del  Ministro  dell'istruzione,

dell'universita' e  della  ricerca,  ovvero degli enti di ricerca vigilati dal

Ministero dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,  ivi compresi

l'Istituto superiore   di  sanita'   e l'Istituto superiore per la prevenzione

e la sicurezza del lavoro, nonche' degli enti parco regionali e nazionali".  

      Rispetto alla precedente disciplina:                                   

-    e'  stato  ampliato  l'ambito soggettivo dei beneficiari delle erogazioni

      liberali (non  si  tratta  piu'  delle sole universita' e degli istituti

      di istruzione universitaria);                                          

-    e'  stato  eliminato  il  limite  massimo di deducibilita', pari al 2 per

      cento del reddito d'impresa dichiarato.                                

      Pertanto sono   deducibili   senza  limiti  di  importo  le  liberalita'

erogate a favore dei seguenti soggetti:                                       

a)    universita';                                                           

b)    fondazioni  universitarie  ex  articolo  59,  comma  3 legge 23 dicembre

      2000, n.   388,  regolamentate  con  il  decreto  del  Presidente  della

      Repubblica del 24 maggio 2001, n. 254;                                 

c)    istituzioni universitarie pubbliche;                                   

d)    enti di ricerca pubblici;                                              

e)    fondazioni   e   associazioni  regolarmente  riconosciute  a  norma  del

      decreto del  Presidente  della  Repubblica  10  febbraio  2000,  n. 361,

      aventi per   oggetto  statutario  lo  svolgimento  o  la  promozione  di

      attivita' di   ricerca   scientifica.   Questi   enti   dovranno  essere

      individuati, pero',  con  apposito  decreto del Presidente del Consiglio

      dei ministri,  adottato  su  proposta del Ministro dell'economia e delle

      finanze e   del   Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della

      ricerca;                                                               

f)    enti  di  ricerca privati, sottoposti a vigilanza da parte del Ministero

      dell'istruzione e dell'universita' e della ricerca;                     

g)    Istituto superiore di sanita' (ISS);                                   

h)    Istituto  superiore  per  la  prevenzione  e  la  sicurezza  del  lavoro

      (ISPESL);                                                              

i)    enti parco regionali e nazionali.                                      

      Si tratta,  in  sostanza,  delle  stesse  categorie di soggetti elencate

alla lettera  l-quater)  dell'articolo  10, con l'aggiunta della categoria sub e).

      Per quanto   riguarda   le   modalita'   attraverso   cui  e'  possibile

effettuare le   erogazioni   liberali   si   richiamano  quelle  indicate  nel

precedente paragrafo 4.                                                      

9. Trasferimenti agevolati (comma 8)                                          

      Per agevolare  i  trasferimenti  a titolo gratuito, nel successivo comma

8 dell'articolo  14,  e'  previsto  che  gli  atti relativi ai trasferimenti a

titolo gratuito  a  favore  di  universita',  fondazioni  universitarie di cui

all'articolo 59,  comma  3,  della  l.  n.  388  del  2000  e  di  istituzioni

universitarie pubbliche,  degli  enti  di  ricerca pubblici, ovvero degli enti

di ricerca  vigilati  dal  ministero dell'istruzione, dell'universita' e della

ricerca, ivi  compresi  l'Istituto superiore di sanita' e l'Istituto superiore

per la  prevenzione  e  la  sicurezza  del  lavoro,  nonche'  degli enti parco

regionali e  nazionali,  "...  sono  esenti  da  tasse  ed  imposte  indirette

diverse da  quella  sul  valore  aggiunto  e  dai  diritti dovuti  a qualunque

titolo".                                                                     

      Infine, nella  parte  finale  del citato comma 8, e' prevista, altresi',

una riduzione,  pari  al  90  per  cento, degli onorari notarili relativi agli

atti di donazione effettuati ai sensi del comma 7.                           

10. Entrata in vigore                                                        

    Le erogazioni  liberali  in  argomento  potranno  essere  dedotte ai sensi

della disposizione  recata  dall'articolo  14  del  d.l.  n.   35  del 2005 se

effettuate a  partire  dal  17  marzo  2005,  data  di  entrata  in vigore del

decreto-legge in esame.                                                      

    Per quanto   riguarda,  tuttavia,  le  erogazioni  liberali  effettuate  a

favore di   fondazioni  e  associazioni  regolarmente  riconosciute aventi per

oggetto statutario   la  tutela,  promozione  e  valorizzazione  dei  beni  di

interesse artistico,  storico  e  paesaggistico  di  cui  al  d.lgs. n. 42 del

2004, introdotte  nella  disposizione in argomento con la legge di conversione

n. 80  del  2005, le erogazioni medesime potranno essere dedotte se effettuate

a decorrere  dal  15  maggio  2005,   data  di  entrata in vigore della stessa

legge di conversione.                                                        

    Le erogazioni  a  favore  di  associazioni  e  fondazioni riconosciute che

svolgono o  promuovono  attivita'  di  ricerca  scientifica,  individuate  con

decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  infine,  non potranno

essere dedotte  se  effettuate  prima  dell'entrata  in vigore del decreto del

Presidente del   Consiglio   dei  ministri,  citato  al  comma  7  lettera  c)

dell'articolo 14   in   oggetto,   da   adottarsi  su  proposta  del  Ministro

dell'economia e    delle    finanze    e    del    Ministro   dell'istruzione,

dell'universita' e della ricerca. 

   Le Direzioni  Regionali  daranno  la massima diffusione al contenuto della

presente circolare e vigileranno  sull'applicazione della medesima.  



 


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