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Circolare Agenzia delle Entrate 26/08/2005, n.41


Oggetto: Legge 30 dicembre 2004, n. 311 - Nuove disposizioni in materia d'imposta sul valore aggiunto.

Sintesi:

La circolare  fornisce  chiarimenti  in  ordine  alle novita' introdotte dalla

legge 30  dicembre  2004, n. 311 in materia di imposta sul valore aggiunto. In

particolare, la legge finanziaria e' intervenuta sulle seguenti tematiche:   

-disciplina IVA per raccoglitori occasionali di tartufi, (l'art. 1, comma 109,

 della Finanziaria 2005 prevede che i soggetti che, nell'esercizio di impresa

 acquistano tartufi da raccoglitori dilettanti ed occasionali non muniti di  

 di partita IVA sono tenuti ad emettere autofattura);                        

-esonero dalla presentazione della dichiarazione IVA in via telematica  per  

 le persone fisiche che abbiano realizzato un volume di affari inferiore o   

 pari a 10.000 euro (art 1, comma 377, della Finanziaria 2005);              

-comunicazione in via telematica dei dati identificativi di autoveicoli,     

 motoveicoli  e rimorchi acquistati in ambito comunitario (art 1, comma 378, 

 della Finanziaria 2005);                                                    

-indetraibilita' dell'iva afferente le operazioni aventi ad oggetto          

 ciclomotori, motocicli, autovetture ed autoveicoli (il comma 503 proroga fino

 al 31 dicembre 2005 il regime di in- detraibilita');                        

-comunicazione delle dichiarazioni di intento rilasciate dagli esportatori   

 abituali (il comma 381, dell'art. 1, della Finanziaria 2005 introduce       

 l'obbligo per cedenti o prestatori, che emettono fattura senza applicazione 

 dell'iva nei confronti di esportatori abituali, di  comunicare in  via      

 telematica all'Agenzia delle Entrate, entro il giorno 16 del mese successivo,

 i dati contenuti nelle dichiarazioni d'intento ricevute;                    

-solidarieta'  nel pagamento dell'iva nei casi di cui all'art. 60-bis del    

 D.P.R. n. 633/1972;                                                          

-rilevanza ai fini iva delle prestazioni socio assistenziali da parte di     

 cooperative e loro consorzi.                                                

 

Testo:

Premessa                                                                      

       La presente   circolare  illustra  le  principali  modifiche  apportate

dalla legge  30  dicembre  2004,  n.  311  (in  avanti  finanziaria 2005) alla

disciplina dell'imposta sul valore aggiunto.                                 

       Le nuove disposizioni concernono le seguenti tematiche:               

         .  disciplina Iva per i raccoglitori occasionali di tartufi;        

         .  individuazione    dei    soggetti   tenuti   a   presentare   la 

            dichiarazione Iva in via telematica;                             

         .  previsione  dell'obbligo  di comunicare in via telematica i dati 

            identificativi di  autoveicoli,  motoveicoli e rimorchi acquistati

            in ambito comunitario;                                            

         .  proroga   delle   disposizioni  sulla  indetraibilita'  dell'Iva 

            afferente le    operazioni    aventi   ad   oggetto   ciclomotori,

            motocicli, autovetture ed autoveicoli;                            

         .  comunicazione  delle  dichiarazioni  d'intento  rilasciate dagli 

            esportatori abituali;                                            

         .  solidarieta' del cessionario nel pagamento dell'Iva;             

         .  trattamento  Iva  delle prestazioni socio assistenziali da parte 

            di cooperative e loro consorzi.                                  

                                                                             

1. Disciplina Iva raccoglitori occasionali di tartufi                        

       Ai sensi   dell'articolo   1,  comma  109,  della  finanziaria  2005  i

soggetti che,  nell'esercizio  di  impresa, acquistano tartufi da raccoglitori

dilettanti ed  occasionali  non  muniti di partita Iva sono tenuti ad emettere

autofattura nei  termini  e con le modalita' di cui all'articolo 21 del D.P.R.

del 26  ottobre  1972  n.  633.  In  deroga  alle  disposizioni  del  predetto

articolo 21,  non  devono  essere indicate nel documento emesso le generalita'

del cedente.                                                                 

       I soggetti  obbligati  ad  emettere l'autofattura sono tenuti a versare

all'erario, senza  diritto  di  detrazione,  l'Iva  relativa  alle  operazioni

autofatturate.                                                               

       Da parte  sua,  il raccoglitore dilettante od occasionale non munito di

partita Iva  che  ceda  i  tartufi non e' tenuto ad assolvere alcun obbligo ai

fini dell'Iva.  Il  medesimo  raccoglitore  dovra',  tuttavia,  indicare nella

propria dichiarazione  dei  redditi, ai fini della determinazione del relativo

reddito commerciale,  l'ammontare  dei  corrispettivi  percepiti e delle spese

inerenti all'attivita'  occasionalmente  esercitata,  ai  sensi  dell'articolo

67, lettera i), del TUIR.                                                    

       La non  detraibilita'  dell'Iva esposta nelle autofatture non consente,

in relazione  alla  successiva  cessione del prodotto, di avvalersi del regime

di esenzione  di  cui  all'articolo 10, n. 27-quinquies) del D.P.R. n. 633 del

1972.                                                                        

       Come chiarito   con  circolare  n.  328  del  24  dicembre  1997  (cap.

1.1.2.), infatti,   il   citato   articolo   10,   n.   27-quinquies)  prevede

l'esenzione dall'imposta  sul  valore  aggiunto per "le cessioni che hanno per

oggetto beni  acquistati  o  importati senza il diritto alla detrazione totale

della relativa  imposta  ai  sensi degli articoli 19, 19-bis1 e 19 bis2", vale

a dire  con  esclusivo  riferimento  ad  operazioni in cui l'impossibilita' di

detrarre l'Iva  e'  fisiologica,  in quanto dipendente dall'applicazione delle

regole strutturali che disciplinano l'istituto della detrazione.             

       Nel caso  in  esame,  invece,  il  legislatore  ha voluto stabilire una

"indetraibilita' oggettiva",  senza  collocarla  nelle  ipotesi strutturali di

cui al  citato  articolo  19-bis1.  Peraltro,  a  voler  ritenere  applicabile

l'articolo 10,  n.  27-quinquies),  l'imprenditore  sarebbe  sottoposto  ad un

doppio regime  Iva,  con  applicazione,  nel  caso  di successiva cessione del

bene, dell'esenzione,  per  i tartufi acquistati da raccoglitori dilettanti od

occasionali, e   del   regime   di   imponibilita',   per   gli   acquisti  da

imprenditori, con  una  disparita' di trattamento delle operazioni di cessione

relative al  medesimo  bene  che  non  troverebbe giustificazione nella logica

strutturale del tributo.                                                     

       Si richiama   l'attenzione   sull'ulteriore   obbligo,  di  natura  non

fiscale, cui  sono  tenuti  coloro  che commercializzano i tartufi, diretto al

controllo della  provenienza  territoriale  degli stessi, a fini di tutela del

prodotto nazionale.  Il  comma  109,  del  citato articolo 1 della finanziaria

2005, impone   ai   cessionari  di  comunicare  annualmente  alle  regioni  di

appartenenza la  quantita'  del  prodotto  acquistato  e  la  sua  provenienza

territoriale. Al  momento  della  vendita,  inoltre,  gli stessi soggetti sono

tenuti a  certificare  la  provenienza  del  prodotto,  la  data di raccolta e

quella di acquisto.                                                           

                                                                             

2. Esonero  dalla  presentazione  della  dichiarazione Iva in forma telematica

per i  contribuenti  persone  fisiche  con  volume d'affari inferiore a 10.000

euro                                                                          

       La disposizione  dell'articolo  1, comma 377, della finanziaria 2005 ha

ridotto la  soglia  oltre  la  quale  diviene  obbligatorio presentare per via

telematica le  dichiarazioni  in  materia  d'imposta sui redditi, dell'imposta

regionale sulla  attivita'  produttive  e  dell'imposta  sul  valore aggiunto,

compresa quella  unificata,  di  cui  all'articolo  3,  comma 1, del D.P.R. 22

luglio 1998, n. 322.                                                          

       Per effetto  della  intervenuta  modifica,  l'articolo  3, comma 2, del

D.P.R n.  322  del  1998  citato,  prevede  ora che tutte le dichiarazioni Iva

siano presentate   per   via   telematica,   direttamente   o  attraverso  gli

intermediari abilitati,   fatta  eccezione  per  le  dichiarazioni  dovute  da

persone fisiche  che  abbiano realizzato un volume d'affari inferiore o pari a

10.000 euro. In precedenza, la soglia era fissata in lire 50 milioni.        

                                                                              

3. Comunicazioni  in  forma telematica dei dati identificativi di autoveicoli,

motoveicoli e rimorchi nuovi acquistati in ambito comunitario                

       L'articolo 1,    comma    378,   della   finanziaria   2005   introduce

disposizioni in  materia  di  acquisti  intracomunitari  di mezzi di trasporto

nuovi, disciplinati  dagli  articoli  38,  comma  4,  e  53 del D.L. 30 agosto

1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.                

       Con l'intento  di  contrastare  piu'  efficacemente  le  operazioni  di

frode effettuate  nel  settore  degli autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi

oggetto di  operazioni  comunitarie,  la disposizione in commento prevede che:

"Ai fini  dell'applicazione  dell'articolo  53,  comma 3, del decreto-legge 30

agosto 1993,  n.  331,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 29 ottobre

1993, n.   427,   i  soggetti  di  imposta  trasmettono  al  Dipartimento  dei

trasporti terrestri,  entro  il termine di quindici giorni dall'acquisto e, in

ogni caso,    prima    dell'immatricolazione,    il    numero   identificativo

intracomunitario nonche'  il  numero  di telaio degli autoveicoli, motoveicoli

e loro  rimorchi  acquistati.  Per  i  successivi  passaggi interni precedenti

l'immatricolazione il  numero  identificativo  intracomunitario  e' sostituito

dal codice  fiscale  del  fornitore.  In  mancanza delle informazioni da parte

dei soggetti    di    imposta    gli    uffici    preposti    non    procedono

all'immatricolazione. La   comunicazione  e'  altresi'  effettuata,  entro  il

termine di   quindici   giorni  dalla  vendita,  anche  in  caso  di  cessione

intracomunitaria o di esportazione dei medesimi veicoli".                     

       In attuazione  del  comma 379, che rinvia a successivi provvedimenti la

determinazione dei  contenuti  e delle modalita' delle predette comunicazioni,

e' stato   emanato   il  decreto  congiunto  del  Capo  del  Dipartimento  dei

Trasporti terrestri  e  del Direttore dell'Agenzia delle Entrate 8 giugno 2005

(pubblicato nella  G.U.  n.  154  del 5 luglio 2005), la cui entrata in vigore

e' stabilita al 1  settembre 2005.                                           

       Al riguardo,  dal  lato  soggettivo, l'articolo 1, comma 1, del decreto

8 giugno  2005  precisa  che  i  soggetti  operanti nell'esercizio di imprese,

arti e   professioni  i  quali  acquistano  autoveicoli,  motoveicoli  e  loro

rimorchi nuovi  provenienti  da Stati dell'unione europea o da quelli aderenti

allo spazio  economico  europeo  (Islanda,  Liechtenstein  e  Norvegia),  sono

tenuti a  comunicare   al  Dipartimento  dei trasporti terrestri del Ministero

delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  anche  se il cedente non e' soggetto

passivo d'imposta, i seguenti dati (articolo 2, comma 1 del decreto):        

     a.  il proprio codice fiscale e denominazione;                          

     b.  il  numero  identificativo  intracomunitario e la denominazione del 

         fornitore, ovvero   i   dati   anagrafici   del   fornitore   qualora

         quest'ultimo non   sia   in   possesso   di   numero   identificativo

         intracomunitario (per  essere  soggetto  appartenente  ad  uno  Stato

         aderente allo   spazio   economico   europeo   ovvero   non  operante

         nell'esercizio di imprese, arti e professioni);                     

     c.  il  numero  di  telaio  dell'autoveicolo,  motoveicolo  e rimorchio 

         nuovo oggetto dell'acquisto;                                         

     d.  la data dell'acquisto.                                              

       Anche i  soggetti  Iva  che  intervengono  come  cessionari in passaggi

interni -   successivi   all'acquisto  intracomunitario  -  sono  chiamati  ad

assolvere  una   formalita'  analoga  a  quella  cui  e'  tenuto  l'acquirente

comunitario, nell'eventualita'   che   all'immatricolazione  del  veicolo  non

abbiano provveduto  i  suoi  danti  causa.  L'articolo  2, comma 2, del citato

decreto evidenzia,  infatti,  che  ciascun  cessionario deve comunicare i dati

relativi al  trasferimento  dei  veicoli  se non ancora immatricolati. In tale

caso, in  sostituzione  del  numero  identificativo  intracomunitario  e della

denominazione del   fornitore,   deve   comunicare  il  codice  fiscale  e  la

denominazione del cedente nazionale.                                         

       Le nuove  disposizioni  introdotte  dalla finanziaria 2005 estendono il

divieto di  immatricolazione,  previsto dall'art. 53, comma 3, del D.L. n. 331

del 1993,  anche  ai  casi  in  cui  l'acquirente  comunitario  e i successivi

cessionari non abbiano provveduto ad effettuare le prescritte comunicazioni. 

       L'obbligo di   comunicazione  interessa  anche  i  veicoli  non  ancora

immatricolati -  oggetto  di acquisto intracomunitario (o provenienti da Stati

aderenti allo  spazio  economico  europeo)  - qualora costituiscano oggetto di

cessione intracomunitaria  o di esportazione.                                 

       Al verificarsi  dell'ultima  ipotesi rappresentata, l'articolo 2, comma

3, del decreto prevede che la comunicazione debba contenere:                 

       a) il  codice  fiscale  e  la  denominazione  (oppure  la ditta o la  

          ragione sociale)     dell'operatore     residente     tenuto    alla

          comunicazione;                                                     

       b) il  numero  di  telaio dell'autoveicolo, motoveicolo, e rimorchio  

          nuovo oggetto della cessione o della esportazione;                 

       c) la data dell'acquisto;                                             

       d) la data della cessione intracomunitaria o dell'esportazione.       

       Come chiarito  dall'articolo  1,  comma  3,  del  decreto,  qualora  le

imprese esercenti   attivita'   nel  settore  del  commercio  di  autoveicoli,

motoveicoli e  loro  rimorchi  nuovi  siano  rappresentanti  accreditate dalle

case costruttrici  presso  il  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,

le stesse  sono  tenute  a  comunicare  telematicamente al sistema informativo

centrale del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  i soli dati

tecnici dei   veicoli   da   immatricolare  (vale  a  dire  numero  di  telaio

dell'autoveicolo, motoveicolo e rimorchio nuovo nonche' data dell'acquisto). 

       I soggetti,  infine,  che  acquistano  autoveicoli,  motoveicoli e loro

rimorchi nuovi  al  di fuori dell'esercizio di imprese, arti o professioni, ai

fini dell'immatricolazione  sono  unicamente  tenuti  a  produrre  agli uffici

competenti l'attestato  di  pagamento dell'Iva sugli acquisti (tramite modello

F24), ai  sensi  dell'articolo 6 del decreto del Ministro delle finanze del 19

gennaio 1993,   oppure   la   dichiarazione   sostitutiva   di  certificazione

dell'avvenuto versamento  dell'imposta,  ai  sensi  dell'articolo  46, lettera

p), del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (articolo 1, comma 2).               

        L'articolo 3    del    decreto,    nell'indicare   le   modalita'   di

effettuazione della   comunicazione,   precisa  che  la  stessa  si  considera

eseguita al   momento  del  rilascio  della  ricevuta  da  parte  dell'ufficio

destinatario e  che  la  comunicazione deve essere effettuata, sia nel caso di

acquisto che  di  cessione intracomunitaria o di esportazione, entro 15 giorni

dall'operazione e,   comunque,   prima   della   presentazione  della  domanda

d'immatricolazione. Il  termine  di  15  giorni  decorre,  in caso di acquisto

intracomunitario, dalla   data   di   consegna  o  d'arrivo  del  veicolo  nel

territorio dello  Stato  ai  sensi  dell'articolo  39 del D.L. n. 331 del 1993

mentre, in  caso  di  cessione  intracomunitaria o di esportazione, dalla data

di consegna  o  spedizione  ai  sensi  degli articoli 6 e 8 del D.P.R. 633 del

1972.                                                                        

        L'ufficio periferico   del  Dipartimento  per  i  trasporti  terrestri

procede all'immatricolazione  degli  autoveicoli,  motoveicoli e loro rimorchi

nuovi soltanto  dopo  aver riscontrato la presenza, nell'archivio informatico,

dei dati di cui all'articolo 2, commi 1 e 2 del decreto.                     

       L'articolo 1,  comma  380,  della  finanziaria  2005 prevede che con la

convenzione prevista  dall'articolo  1, comma 1-bis, del regolamento approvato

con D.P.R.  19  settembre  2000,  n.  358, il Ministero delle infrastrutture e

dei trasporti,  l'Agenzia  delle  Entrate e l'Agenzia delle Dogane definiranno

la procedura   di   trasmissione   telematica   alle  predette  Agenzie  delle

informazioni inviate  dai  soggetti d'imposta di cui al comma 378 del medesimo

articolo.                                                                    

       Il successivo  comma  382 prevede che l'Agenzia delle entrate condivida

con la  Guardia  di  Finanza le informazioni risultanti dalle comunicazioni di

cui al comma 378.                                                            

       Dette comunicazioni,  sostituendo  i  supporti  cartacei, consentiranno

altresi' di  disporre  di informazioni utili ai fini di una proficua selezione

delle operazioni   suscettibili  di  controllo.  In  particolare,  gli  uffici

dell'Agenzia potranno  controllare  se  la Partita Iva dell'acquirente risulta

attiva o  se  e'  avvenuto  il versamento dell'imposta tramite modello F24. La

disposizione consentira',  altresi',  di  interscambiare  piu'  rapidamente le

informazioni con le autorita' fiscali estere.                                

                                                                              

4. Proroga  delle  disposizioni  sulla  indetraibilita'  dell'Iva afferente le

operazioni aventi   per   oggetto   ciclomotori,   motocicli,   autovetture  e

autoveicoli                                                                   

       Il comma  503,  modificando  l'articolo  30,  comma  4  della  legge 23

dicembre 2000,  n  388  (legge  finanziaria  2001),  ha  prorogato  sino al 31

dicembre 2005  il  regime  di indetraibilita' dell'imposta sul valore aggiunto

afferente le   operazioni   aventi   per   oggetto   ciclomotori,   motocicli,

autovetture e  autoveicoli  di  cui  alla  lettera  c), comma 1, dell'articolo

19-bis1 del D.P.R. n. 633 del 1972.                                           

       Si rammenta   che   per  l'acquisto,  l'importazione  e  l'acquisizione

mediante contratti  di  locazione finanziaria, noleggio e simili, dei suddetti

beni, e'  ammesso  in  detrazione  il  10% dell'imposta addebitata, elevato al

50% per   i   veicoli  con  propulsori  non  a  combustione  interna  (veicoli

elettrici).                                                                  

       Resta ferma  l'indetraibilita'  totale  dell'Iva  per  le operazioni di

acquisizione dei  componenti  e  ricambi,  per i servizi di impiego, custodia,

manutenzione e  riparazione,  nonche' per l'approvvigionamento di carburanti e

lubrificanti destinati ai veicoli in oggetto.                                

                                                                              

5. Comunicazione  delle  dichiarazioni  d'intento rilasciate dagli esportatori

abituali                                                                     

       Il comma   381   dell'articolo   1   della   finanziaria  2005  integra

l'articolo 1,  comma  1,  lettera  c)  del  decreto legge 29 dicembre 1983, n.

746, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  27  febbraio 1984, n. 17,

introducendo l'obbligo  per  i  cedenti  o  prestatori,  che  emettono fattura

senza applicazione  dell'imposta  sul  valore  aggiunto  nei  confronti  degli

esportatori abituali,  di  comunicare  in  via  telematica  all'Agenzia  delle

entrate, entro  il  giorno  16  del  mese  successivo,  i dati contenuti nelle

dichiarazioni d'intento ricevute.                                            

                                                                             

5.1. Gli esportatori abituali e la dichiarazione d'intento                   

       A norma   dell'articolo   8   del  d.P.R.  n.  633  del  1972,  i  c.d.

"esportatori abituali"  (ossia  i  soggetti  che  hanno  realizzato  nell'anno

solare precedente  (se  il  plafond  e'  calcolato su base annuale) ovvero nei

dodici mesi  precedenti  (plafond  su base mensile) cessioni all'esportazione,

operazioni assimilate,    servizi    internazionali,    servizi   e   cessioni

intracomunitarie in  misura  superiore  al dieci per cento del volume d'affari

del medesimo   periodo  (al  netto  delle  cessioni  di  beni  in  transito  o

depositati nei  luoghi  soggetti  a  vigilanza doganale di cui all'articolo 7,

secondo comma  del  medesimo  d.P.R.  n.  633)) possono acquistare e importare

beni e servizi senza applicazione dell'Iva.                                  

       In particolare,  il  menzionato  articolo  8  dispone  che gli acquisti

senza applicazione   dell'imposta   non  possono  superare  l'ammontare  delle

operazioni di   esportazione   e  assimilate,  operazioni  intracomunitarie  e

servizi internazionali  registrati  nel periodo di riferimento (c.d. plafond);

prima di   avvalersi   della   facolta'  di  effettuare  le  operazioni  senza

l'applicazione dell'imposta,  gli  esportatori  abituali  devono  consegnare o

inviare ai  propri  cedenti  o  prestatori una dichiarazione d'intento redatta

in conformita' al modello approvato con Decreto Ministeriale 6 dicembre 1986.

       L'obbligo di   dare   comunicazione   delle   dichiarazioni   d'intento

ricevute dagli  esportatori  abituali,  introdotto  dalla finanziaria 2005, e'

posto a  carico  dei  cedenti/prestatori  e si aggiunge agli altri adempimenti

gia' contemplati dalla normativa vigente per entrambi i soggetti.            

       Si ricorda che:                                                       

       a) ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  2, del d.l. n. 746 del 1983, la

dichiarazione d'intento   "redatta   in   duplice   esemplare,   deve   essere

progressivamente numerata  dal  dichiarante  e  dal  fornitore  o  prestatore,

annotata entro  i  quindici  giorni  successivi a quello di emissione (per gli

esportatori abituali)   o   ricevimento  (per  i  cedenti/prestatori),  in  un

apposito registro  (c.d.  "registro  delle  dichiarazioni d'intento") tenuto a

norma dell'art.   39  del  D.P.R.  26  ottobre  1972,  n.  633,  e  successive

modificazioni, e conservata a norma dello stesso articolo";                  

       b) l'articolo  2,  comma  3,  della  legge  18  febbraio  1997,  n.  28

consente di  registrare  le  predette  dichiarazioni  d'intento  "in  apposita

sezione dei  registri  di  cui agli artt. 23 (registro fatture) o 24 (registro

corrispettivi)" del d.P.R. n. 633 del 1972;                                  

       c) il  medesimo  articolo  1,  comma  2, ultimo periodo del d.l. n. 746

del 1983,   dispone   che  "gli  estremi  della  dichiarazione  devono  essere

indicati nelle  fatture  emesse  (dai  cedenti/prestatori)  in  base ad essa",

mentre ai  sensi  dell'articolo  21,  comma 6, del dPR n. 633 del 1972, per le

operazioni non    imponibili    la    fattura   "in   luogo   dell'indicazione

dell'ammontare dell'imposta,  reca  l'annotazione  che  si tratta (omissis...)

di operazione  (omissis...)  non  imponibile  (omissis...),  con l'indicazione

della relativa norma";                                                        

       d) il  cedente/prestatore,  infine,  e'  tenuto  a  riscontrare  che la

dichiarazione d'intento  sia  conforme  al  modello  approvato  con  il d.m. 6

dicembre 1986   e   che   contenga  tutte  le  indicazioni  ivi  previste.  In

particolare, posto   che   "la   dichiarazione   puo'  riguardare  anche  piu'

operazioni tra  le  stesse  parti"  (cfr.  articolo 1, comma 1, lettera c) del

d.l. n.  746  del  1983),  il  modello  deve  contenere  l'indicazione  che la

dichiarazione ha  valore  per  l'unica  operazione  ivi  indicata,  o per piu'

operazioni effettuate   nell'anno   solare   e   fino   a  concorrenza  di  un

determinato ammontare   imponibile,  ovvero  per  piu'  operazioni  effettuate

nell'anno solare entro un certo periodo di tempo.                            

                                                                             

5.2. Il contenuto della comunicazione delle dichiarazioni d'intento          

       Per effetto  del  disposto  del  comma 381 in commento "...il cedente o

prestatore deve  comunicare  all'Agenzia delle entrate, esclusivamente per via

telematica entro  il  giorno  16  del  mese successivo, i dati contenuti nella

dichiarazione ricevuta".  Il  cedente/prestatore deve rendere la comunicazione

anche se,  nonostante  il ricevimento della dichiarazione d'intento, non abbia

ancora effettuato alcuna operazione nei confronti dell'esportatore abituale. 

       La comunicazione  dei  dati  contenuti  nelle  dichiarazioni  d'intento

deve avvenire  esclusivamente  per  via  telematica,  direttamente  o  tramite

intermediari abilitati,  utilizzando  il  modello  approvato con provvedimento

del Direttore  dell'Agenzia  delle  entrate  del 14 marzo 2005 - in attuazione

del comma 385 della finanziaria 2005-.                                       

       In particolare,  nel  modello  di  comunicazione  (disponibile nei siti Internet dell'Agenzia       delle       entrate      www.agenziaentrate.gov.it http://www.agenziaentrate.gov.it/>; e  del  Ministero  dell'Economia  e  delle Finanze www.finanze.gov.it <http://www.finanze.gov.it/>;) vanno indicati:     

    1.    le  generalita'  del  soggetto  che  ha  ricevuto  le  dichiarazioni

          d'intento:                                                          

          a)per  le  persone  fisiche:  i  dati  anagrafici,  la residenza   

            anagrafica o   domicilio  fiscale,  l'eventuale  Stato  estero  di

            residenza, il  codice  Stato  estero, il numero di identificazione

            Iva nello Stato estero per i soggetti non residenti;             

          b)per  i  soggetti  diversi  dalle  persone  fisiche:  la natura   

            giuridica, la  sede  legale  o  il  domicilio  fiscale,  lo  Stato

            estero di   residenza,  il  codice  Stato  estero,  il  numero  di

            identificazione Iva   nello   Stato  estero  per  i  soggetti  non

            residenti;                                                       

    2.    l'anno  e  il  mese (periodo di riferimento) in cui le dichiarazioni

          d'intento sono state ricevute;                                     

    3.    la partita Iva del dichiarante;                                    

    4.    i    dati    relativi   al   rappresentante   che   sottoscrive   la

          comunicazione, se diverso dal dichiarante;                         

       5. i  dati  dell'intermediario  abilitato  che ha eventualmente assunto

          l'impegno alla presentazione telematica della comunicazione.       

                                                                              

       I campi  del  quadro  (DI)  destinato  a riportare i dati relativi alle

dichiarazioni d'intento,  a  loro  volta,  devono  essere  compilati  per ogni

singola dichiarazione ricevuta e devono contenere:                           

   1. i  dati  identificativi  del  cessionario  o  committente che intende  

      avvalersi della facolta' di acquistare senza imposta;                  

   2. i  numeri  progressivi attribuiti da entrambi i soggetti (esportatore  

      abituale e cedente/prestatore) alla dichiarazione emessa/ricevuta;     

   3. l'indicazione   che   la  dichiarazione  d'intento  si  riferisce  in  

      alternativa:                                                            

         a)    ad una sola operazione per l'importo indicato;                

         b)    alle   operazioni   dell'anno   solare   fino   a   concorrenza

               dell'importo indicato;                                        

         c)    alle  operazioni  comprese in un determinato periodo (che,    

               come gia' detto in precedenza, non puo' eccedere l'anno       

               solare).                                                      

       L'obbligo di   comunicare   i   dati   contenuti   nelle  dichiarazioni

d'intento ricevute  ha  effetto  dal  1   gennaio  2005,  e  pertanto il primo

termine di   comunicazione   scadeva   il   16  febbraio  2005.  Tuttavia,  il

Provvedimento di  approvazione  del  modello  di  comunicazione ha previsto al

punto 1.3.  che  "in  fase  di  prima  applicazione,  conformemente  a  quanto

disposto dall'art.  3,  comma  2,  della  legge 27 luglio 2000, n. 212, i dati

delle dichiarazioni  d'intento  ricevute  entro  il  30 aprile 2005 e relative

all'anno in  corso  possono  essere  comunicati  mediante  presentazione di un

modello entro  il  16  maggio  2005,  avendo cura, in tal caso, di indicare il

valore 4 nel campo relativo al periodo di riferimento".                      

       Come per    le    altre    dichiarazioni    e   comunicazioni   inviate

telematicamente, la  prova  della  presentazione  della  comunicazione e' data

dall'attestazione rilasciata   dall'Agenzia   delle  entrate  entro  i  cinque

giorni lavorativi successivi alla ricezione della comunicazione stessa.      

       Si ricordi   che,   anche  per  le  comunicazioni  delle  dichiarazioni

d'intento, si  considerano  tempestive  quelle  trasmesse  entro  i termini ma

scartate dal  servizio  telematico  utilizzato,  purche'  ritrasmesse  entro i

cinque giorni  successivi  a  quello  in  cui  l'Agenzia  delle  entrate abbia

comunicato il motivo dello scarto.                                           

                                                                              

5.3. La modifica della comunicazione delle dichiarazioni d'intento           

       Nell'ipotesi in    cui,   prima   della   scadenza   del   termine   di

presentazione, il   contribuente   intenda   rettificare   o   integrare   una

comunicazione gia'  presentata,  e'  possibile inviarne una nuova, completa in

tutte le sue parti, barrando la casella "correttiva nei termini".            

       Scaduto il  termine  di  presentazione non e', invece, piu' ammissibile

rettificare o  integrare  la  comunicazione  gia'  inviata  che,  pertanto, se

errata o  incompleta  sara'  soggetta  alle  sanzioni previste dai commi 383 e

384 piu' avanti illustrate.                                                  

       Se, nel  corso  del  tempo, l'esportatore abituale intende incrementare

l'ammontare del  plafond  disponibile  gia'  dichiarato  al proprio fornitore,

egli deve  inviare  una  nuova  dichiarazione  d'intento i cui dati, pertanto,

devono essere  comunicati  dal  cedente/prestatore  entro  i  termini previsti



 


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