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Risoluzione Agenzia delle Entrate 26/09/2005, n.129


Oggetto:
Sottoscrizione della dichiarazione dei redditi da parte dell'organo di controllo della societa' ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del D.P.R. n. 322 del 1998.


Sintesi:

La risoluzione    fornisce   chiarimenti   in   ordine   alla   individuazione dell'organo tenuto  alla  sottoscrizione delle dichiarazioni dei redditi delle societa', ai sensi dell'articolo1, comma 5, del DPR 322 del 1998.Partendo dal  dato  letterale della norma fiscale, che si riferisce all'organo di controllo,  sulla  base  delle  novita'  introdotte  dal D.Lgs. 17 febbraio 2003, n.  6  di  riforma  del  diritto societario, la risoluzione individua il predetto organo  in  quello deputato al controllo contabile/gestionale, ossia, a seconda  dei  casi e nel rispetto dell'autonomia statutaria riconosciuta dal codice civile,  il  revisore  persona  fisica,  la  societa' di revisione o il collegio sindacale. La risoluzione   fornisce  inoltre  chiarimenti  sull'ambito  di  applicazione delle sanzioni  irrogabili  al predetto organo ai sensi dell'articolo 9, comma 5, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.

 

Testo:




Con la  nota  sopradistinta e' stato chiesto il parere della scrivente in ordine  alla  corretta  individuazione  dei  soggetti che devono apporre la sottoscrizione sulla  dichiarazione  dei  redditi  delle  societa',  ai  sensi dell'articolo 1,  comma  5,  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 22

luglio 1998, n. 322, nonche' alla funzione della predetta sottoscrizione.In proposito,  si  richiama  preliminarmente il menzionato articolo 1,comma 5,  del  D.P.R.  n.  322  del 1998, ai sensi del quale "la dichiarazione delle societa'  e  degli  enti  soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche, presso  i  quali  esiste  un  organo di controllo, e' sottoscritta anche dalle  persone  fisiche  che  lo  costituiscono  o  dal presidente se si tratta di  organo  collegiale.  La  dichiarazione  priva  di sottoscrizione e' valida, salva  l'applicazione  della  sanzione di cui all'articolo 9, comma 5, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni."

In secondo   luogo,   l'istante  chiede  chiarimenti  in  ordine  alla portata delle  sanzioni  fiscali  previste  a  carico  di  chi  sottoscrive le dichiarazioni ai  sensi  dell'articolo  9, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,  n.  471,  il  quale  dispone che "I componenti degli organi di controllo delle  societa'  e degli enti soggetti all'imposta sui redditi delle persone giuridiche  che  sottoscrivono  la  dichiarazione  dei  redditi  o  la dichiarazione annuale   ai   fini   dell'imposta  sul  valore  aggiunto  senza denunciare la  mancanza  delle scritture contabili sono puniti con la sanzione amministrativa da  lire  quattro  milioni  a  lire  venti  milioni. Gli stessi soggetti, se  non  sottoscrivono tali dichiarazioni senza giustificato motivo, sono puniti  con  la  sanzione  amministrativa  da lire cinquecentomila a lire quattro milioni."

In ordine   al  primo  quesito,  si  osserva  preliminarmente  che  la locuzione "organo  di  controllo"  recata  dal citato articolo 1, comma 5, del D.P.R. n.  322  del 1998, puo' individuare indifferentemente tanto una persona fisica quanto un soggetto collettivo.

Secondo la  nozione  composita  sostenuta  dalla  prevalente dottrina, infatti, l'organo  risulta  da  due elementi costitutivi: il titolare (persona fisica che agisce per l'ente) e l'ufficio (sfera di competenza).Al fine   di   individuare   l'organo   tenuto   a   sottoscrivere  le dichiarazioni, e'  il  caso  di  precisare  che  prima del D. Lgs. 17 febbraio 2003, n.  6  (Recante  "Riforma  organica  della  disciplina delle societa' di capitali e  societa'  cooperative")  nel  modello  delle  societa' di capitali delineato dal  codice  civile,  il  collegio  sindacale  era  il  solo  organo deputato allo  svolgimento  di  funzioni  di  controllo  sociale,  di tipo sia gestionale che contabile. Il citato   D.  Lgs.  6  del  2003  e'  intervenuto  a  modificare  la struttura e  l'assetto  interni alle societa' di capitali, nonche' le funzioni ed i  compiti  degli  organi  sociali,  innanzitutto  aprendo  ampi spazi alla autonomia statutaria,  attraverso  la  possibilita'  di  scegliere  il proprio modello organizzativo  tra  sistema  tradizionale,  monista  e  dualista ed in secondo luogo  separando  il  controllo  gestionale  da  quello "strettamente" contabile, attribuendo,   in   particolare,   quest'ultimo   ad   un  revisore contabile persona fisica o ad una societa' di revisione.

In base  al  nuovo  articolo 2409-ter c.c., infatti, "il revisore o la societa' incaricata del controllo contabile:

a) verifica,  nel  corso  dell'esercizio  e con periodicita' almeno trimestrale, la  regolare  tenuta  della  contabilita'  sociale e la corretta rilevazione   nelle   scritture   contabili  dei  fatti  di gestione;

b) verifica  se  il  bilancio  di  esercizio  e,  ove  redatto,  il bilancio consolidato  corrispondono  alle risultanze delle scritture contabili e  degli  accertamenti  eseguiti  e  se sono conformi alle norme che li disciplinano; (...)".

Il collegio   sindacale   o,   in   alternativa,   il   consiglio   di sorveglianza del  sistema  dualista e il comitato per il controllo del sistema monista conservano   generici   poteri   di   vigilanza   e  controllo  (anche contabile)  ai   sensi   degli  articoli  2403,  2403  bis,  2409-terdecies  e 2409-octiesdecies.Alla luce  del  mutato  quadro  normativo, per individuare l'organo di controllo tenuto  a  sottoscrivere  la  dichiarazione  e,  quindi,  il tipo di controllo cui  il  legislatore abbia inteso riferirsi, occorre preliminarmente chiarire quale  funzione  assolve  l'apposizione  della  firma  ai  sensi  del richiamato D.  Lgs.  322  del  1998.  Al  riguardo, soccorre la risoluzione n. 82/E del  7  giugno  2001  che,  nel  precisare che "l'obbligo di espletare la formalita' della  sottoscrizione  va  necessariamente  ricondotto  alla natura dei poteri  di  controllo  esercitati  dagli  organi", faceva riferimento alla vigilanza della   gestione   contabile,   finanziaria   e  patrimoniale,  oggi devoluta al  revisore  o  alla  societa'  di  revisione ai sensi dell'articolo 2409-ter c.c.

Tenendo conto  di  tutto  cio', l'espressione "organo di controllo" di cui all'articolo  1,  comma  5,  del  D.P.R.  322  del  1998  deve  intendersi riferita, dopo  l'entrata  in  vigore  della riforma, all'organo deputato alla predetta funzione di controllo di tipo contabile/gestionale.In conclusione,   la   sottoscrizione   dovra'  essere  apposta  sulle dichiarazioni delle  societa'  dal  revisore  persona  fisica o dal presidente della societa'   di   revisione   o,   infine,  dal  presidente  del  Collegio sindacale. In   ordine   a  quest'ultima  ipotesi,  infatti,  e'  il  caso  di ricordare che  le  societa'  che  non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e  che  non  sono  tenute alla redazione del bilancio consolidato, con apposita clausola  statutaria,  possono  riservare  il  controllo contabile al predetto organo interno, ai sensi dell'articolo 2409 bis, comma 3.

Quanto al  profilo  sanzionatorio,  l'articolo 9, comma 5, del D. Lgs. 471 del  1997  individua,  in capo ai componenti dell'organo di controllo, due fattispecie punibili,    la    sottoscrizione   della   dichiarazione   "senza denunciare la  mancanza  delle  scritture contabili" e l'omessa sottoscrizione della stessa  "senza giustificato motivo".Come peraltro  gia'  chiarito  con  la  Circolare  27 gennaio 1999, n.23/E in  ordine  alla  prima ipotesi, la legge punisce una condotta commissiva (l'apposizione della  sottoscrizione)  nei  casi  di  mancanza delle scritture contabili non regolarmente denunciata.                                       

Diversa ipotesi  e'  quella  prevista  dalla seconda parte del comma 5 dell'articolo 9.   In   tale   fattispecie,   a   differenza  del  caso  prima menzionato, rilevano,   per   l'applicazione   della   sanzione,  la  condotta (omissiva) della  mancata  sottoscrizione  e  l'assenza di un motivo che renda

giustificabile il   rifiuto  di  firmare  la  dichiarazione.  Il  giustificato motivo, quale  causa  di esclusione della sanzione fiscale, non e' individuato tassativamente dal  legislatore,  ma  deve  essere  desunto dall'interprete in relazione alla  natura  ed  all'ampiezza  dei poteri dell'organo di controllo,quali, ai  sensi  dell'articolo  2409  ter  c.c.,  la vigilanza sulla regolare tenuta della  contabilita'  ed  il controllo sulla corrispondenza del bilancio alle risultanze  delle  scritture  contabili.   La punibilita', in definitiva,

e' esclusa  quando  risulta  che  la  mancata  sottoscrizione e' frutto di una precisa e  giustificata  volonta'  del  soggetto  obbligato (come, ad esempio, nei casi  in  cui i dati della dichiarazione non corrispondono alle risultanze delle scritture contabili).Ne discende  che  qualora  l'organo  di controllo abbia consapevolezza di irregolarita'  di  questo tipo nella tenuta delle scritture contabili, deve astenersi dal    sottoscrivere   la   dichiarazione.   Ne'   potrebbe   essere altrimenti, a  meno  di  svuotare  di  significato  la  firma  di  un soggetto deputato istituzionalmente  a  tutelare l'affidamento dei terzi e segnatamente dell'Amministrazione finanziaria.

Si ricordi  che,  come  precisato nella richiamata Circolare 23/E, nei casi di  mancata  sottoscrizione  della  dichiarazione da parte del componente dell'organo di  controllo,  e'  necessario  che  i  competenti uffici assumano tempestivamente le  opportune  iniziative  al fine di appurare il motivo della mancata sottoscrizione  sia  per  l'eventuale  irrogazione  della sanzione sia per intraprendere  i  controlli  del  caso  nei  confronti  della  societa'  o dell'ente.



 


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