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Corte di cassazione 12 dicembre 1995 Numero 12205


Sezione 3
- cooperative - esistenza di una struttura fittizia accertata dal giudice penale


In fatto e in diritto

Con sentenza del 12 aprile 1995 il tribunale di Catania dichiarava S.S. colpevole del reato di cui all'art. 1, ultimo comma, Legge n. 516/1982, perche`, quale esercente piccola pesca locale, aveva omesso di tenere le scritture contabili (accertato il 4 novembre 1993); e per l'effetto lo condannava alla ammenda di lire 500.000.

Osservava il tribunale che lo S. risultava socio della cooperativa a r.l. L.P., esercente piccola pesca locale e costiera; ma che la cooperativa non solo difettava del requisito mutualistico, ma soprattutto era meramente fittizia, sicche` l'attivita` di pesca era esercitata direttamente dai singoli soci, i quali, pertanto, dovevano considerarsi imprenditori individuali, come tali obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Di qui la responsabilita` dello S. per non aver tenuto tali scritture.

Avverso la sentenza ha proposto ricorso il difensore dell'imputato, deducendo violazione di legge. Sostiene che l'accertamento del requisito di mutualita` non poteva prescindere dal parere obbligatorio del Ministro del lavoro ex art. 14 del D.P.R. n. 601/1973; che la cooperativa esisteva realmente ed era funzionante; che, pertanto, nessun obbligo di tenere le scritture contabili incombeva per i soci dipendenti.

Il ricorso e` infondato e deve essere respinto.

L'art. 14 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 601 (disciplina delle agevolazioni tributarie), disciplinando le condizioni di applicabilita` delle agevolazioni tributarie per le cooperative, stabilisce come primo requisito quello della mutualita`, e precisa che le condizioni di applicabilita` delle agevolazioni sono accertate dall'Amministrazione finanziaria, sentiti il ministero del lavoro o gli altri organi di vigilanza. Pertanto - come e` evidente - il parere obbligatorio del ministero era necessario solo al fine di stabilire il diritto alle agevolazioni tributarie e, quindi, il regime fiscale della cooperativa (in tal senso e` anche Cass. Civ. Sez. II, n. 6986 del 22 dicembre 1992). Nessun rilievo, invece, quel parere aveva per il giudizio penale sulla contravvenzione formale contestata allo S.. Ne consegue che il giudice penale non aveva alcun obbligo di sospendere il procedimento in attesa che il ministero esprimesse il suo parere sul requisito di mutualita`, come pure ha sostenuto il difensore.

Invero, il tribunale di Catania, da una parte ha ritenuto insussistente il requisito della mutualita` - con un obiter dictum che e` appunto irrilevante ai fini della decisione - ma, dall'altra, soprattutto, ha ritenuto la cooperativa inesistente, ovverosia meramente fittizia. Cio` in considerazione del fatto che non aveva una sede effettiva, non aveva mai ricevuto conferimenti dai soci (requisito indispensabile per le cooperative) e non aveva mai esercitato alcuna attivita` gestionale o di coordinamento delle imbarcazioni o del personale imbarcato. In realta`, secondo il tribunale, ogni socio esplicava autonomamente la propria attivita` di pesca, gestiva autonomamente la propria imbarcazione (data fittiziamente in comodato alla cooperativa) e provvedeva personalmente all'approvvigionamento del carburante e di quant'altro necessario per l'attivita`. E questa una motivazione logica e legittima, che non puo` essere censurata in questa sede adducendo un inammissibile travisamento del fatto. Pertanto, resta definitivamente accertato che la cooperativa era meramente fittizia. Ne consegue che ogni socio, e in particolare lo S., era tenuto agli obblighi incombenti su ogni imprenditore individuale, fra cui quello della tenuta delle scritture contabili.

P.Q.M.

Corte rigetta il ricorso.



 


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