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Circolare INPS n. 20 del 25/01/1993 - lavoratori extracomunitari


OGGETTO: Cooperative di lavoro: questioni assicurative concernenti lavoratori extracomunitari.


DIREZIONE CENTRALE CONTRIBUTI

Roma, 25 gennaio 1993

Circolare n. 20.

   AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI

   AI COORDINATORI GENERALI, CENTRALI E PERIFERICI DEI RAMI PROFESSIONALI

   AI PRIMARI COORDINATORI GENERALI E PRIMARI MEDICO LEGALI

   AI DIRETTORI DEI CENTRI OPERATIVI

e, per conoscenza,

   AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE

   AI PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI

   AI PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI

OGGETTO: Cooperative di lavoro: questioni assicurative concernenti lavoratori extracomunitari.

La legge 28.2.1990, n. 39, con la quale e' stato convertito il D.L. 30.12.1989, n. 416 prevede, tra l'altro, (art. 9, comma 6) che i cittadini extracomunitari e gli apolidi regolarmente autorizzati a soggiornare nel territorio nazionale hanno la facoltà di costituire società cooperative, ovvero esserne soci, in conformità alle norme di cui agli articoli 2511 e seguenti del codice civile e alle disposizioni vigenti in materia, anche se cittadini di Paesi per i quali non sussiste la condizione di reciprocita'.

In relazione a tale previsione normativa si forniscono le seguenti precisazioni in ordine a questioni inerenti le assicurazioni sociali e la contribuzione per i cittadini extracomunitari facenti parte in qualità di soci-lavoratori delle cooperative di lavoro.

1) Versamento del contributo per il Fondo di rimpatrio dei lavoratori extracomunitari di cui all'art. 13 della legge 30.12.1986, n. 943.

L'art. 13 della legge in epigrafe ha istituito presso l'INPS un fondo con lo scopo di assicurare i necessari mezzi economici per il rimpatrio del lavoratore extracomunitario che ne sia privo, fondo alimentato da un contributo dello 0,50 per cento a carico dello stesso lavoratore extracomunitario.

Con circolare 9.2.1987 n. 827 e' stato precisato che il contributo in argomento si applica a tutti i lavoratori extracomunitari, salve le esclusioni previste dall'art. 14 della stessa legge.

Data l'assimilazione del socio-lavoratore al lavoratore dipendente che sussiste in campo previdenziale, si deve ritenere che nell'ampia accezione del termine "lavoratore" di cui all'art. 13 in argomento debba ricondursi anche la figura del socio-lavoratore delle cooperative di lavoro.

Queste, pertanto, sono tenute a porre a carico del socio extracomunitario il contributo dello 0,50% ed a versarlo all'Istituto unitamente alle altre contribuzioni previdenziali ed assistenziali dovute per lo stesso socio-lavoratore.

Il contributo in argomento deve essere commisurato alla retribuzione imponibile presa a base per la determinazione del contributo dovuto al FPLD.

2) Cooperative esercenti la pesca marittima disciplinate dalla legge 13.3.1958, n. 250.

Si e' posto il quesito se i lavoratori extracomunitari possano essere assicurati secondo le norme della legge 13.3.1958, n. 250 come soci delle cooperative esercenti la pesca marittima soggette alla disciplina dettata da tale legge.

La questione - esaminata nell'ambito della Commissione Centrale per l'assicurazione dei pescatori di cui all'art. 6 della stessa legge n. 250/1958 - va risolta negativamente.

Al riguardo, e' stato considerato che, per beneficiare delle provvidenze previste dalla legge n. 250/1958, e' necessario essere pescatori associati in cooperative o compagnie ovvero autonomi, così come previsto dall'art. 115 C.N. e cioè essere iscritti negli appositi registri della "gente di mare". Tale iscrizione richiede, tra gli altri requisiti, anche quello della cittadinanza italiana.

Peraltro, i cittadini extracomunitari - ancorché il D.L. 29.12.1989, n. 416, convertito nella legge 28.2.1990, n. 39, riconosca agli stessi la facoltà di costituirsi in società cooperative ovvero di esserne soci - non sono allo stato attuale legittimati ad essere iscritti nei registri della "gente di mare" ex art. 115 del C.N., per mancanza di specifica normativa regolamentare di attuazione della previsione di legge.

Di conseguenza i soggetti in questione non possono rientrare nel campo di applicazione della L. 250/1958 e, qualora esercitino attività di pesca marittima nell'ambito della cooperativa, devono essere assicurati come lavoratori dipendenti, restando fermi gli obblighi di legge stabiliti in materia di soggiorno sul territorio nazionale e di lavoro dei cittadini extra comunitari.

IL DIRETTORE GENERALE

F.to G. BILLIA



 


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