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Circolare n. 89 del 15 aprile 1999 Direzione Centrale delle Entrate Contributive


Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Al Presidente
Ai Consiglieri di Amministrazione
Al Presidente e ai membri del Consiglio di indirizzo e vigilanza
Ai Presidenti dei Comitati amministratori di fondi, gestioni e casse
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali

Allegati 1


SOMMARIO: Chiarimenti in ordine alle cooperative sociali, ad oggetto plurimo, sui salari convenzionali e sull’obbligo assicurativo nei confronti dei presidenti di cooperativa. Legge dell'8.11.1991 n.381

OGGETTO: Chiarimenti sulle cooperative

Cooperative sociali ad oggetto plurimo.

La legge n. 381/1991, ha regolamentato le cooperative sociali intendendo per tali quelle che hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini attraverso:

·        la gestione di servizi socio sanitari;

·        lo svolgimento di attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi) finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Alle cooperative sociali si applicano, in quanto compatibili con la legge n. 381/1991, le norme del settore in cui le cooperative stesse operano.

La materia è regolata anche dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo.

Il Ministero del Lavoro, con la circolare 8/11/1996, n. 153 (all. n. 1), pur non facendo cadere la distinzione fra cooperative sociali di tipo a) e quelle di tipo b), ha ritenuto possibile definire cooperative sociali anche quelle i cui statuti prevedano il possibile e contemporaneo svolgimento di attività ricomprese sia nella lettera a) che in quella b) dell'art. 1 della legge n. 381/1991, superando la preclusione alla costituzione delle cooperative sociali ad oggetto plurimo (punto 1 della circolare n. 116 del 9/10/1992 della stesso Ministero).

Dette cooperative debbono essere iscritte nel registro prefettizio, oltre che nella sezione cui afferisce l'attività svolta, anche nella sezione cooperative sociali sia sub a) che sub b).

Devono, altresì, avere due gestioni nettamente separate, tali da consentire il controllo sulla corretta applicazione delle agevolazioni previste dalla vigente normativa sulle due diverse fattispecie e pertanto, per l'assolvimento degli adempimenti contributivi vanno, attribuiti due numeri di matricola.

Nei fatti la circolare di cui trattasi consente la costituzione di un'unica cooperativa impegnata in entrambe le attività che rimangono, però, distinte per l'applicazione delle agevolazioni concesse dalla normativa vigente.

Salari convenzionali.

La legge (art. 49 R.D.L. 4/10/1935 n. 1827 e art. 6 D.L. 14/4/1939, n. 636, nel testo modificato dalla legge 4/4/1952, n. 218), prevede la possibilità di istituire, per particolari categorie di lavoratori, apposite tabelle di salari medi cui deve riferirsi la contribuzione.

Il compito di fissare le retribuzioni medie spetta al Ministero del Lavoro, che vi provvede con decreto, sentite le competenti organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro. Gli stessi decreti possono anche fissare, sempre per determinate categorie e gruppi di lavoratori, i periodi medi di attività lavorativa.

La norma è stata successivamente confermata dall'art. 6, sub art. 2 della legge 4/4/1952, n. 218 e nell'art. 35 del T.U. sugli assegni familiari, 30/5/1955, n. 797, che costituiscono le fonti legali che legittimano i DD.MM.

Per i lavoratori soci di cooperative operanti nell'area socio assistenziale ed educativa, con decreto del Ministero del Lavoro, possono essere determinati, per provincia, il salario medio giornaliero ed il periodo di occupazione media mensile ai fini contributivi.

Sono ricompresi nell'ambito di applicazione dei decreti ministeriali in questione tutti i lavoratori soci, comprese le figure professionali (assistenti tutelari, infermieri professionali, fisioterapisti ), i quali, all'interno di una struttura (domicilio, casa di riposo, ecc.) esplicano tutte quelle mansioni, sia pure diversificate, che nel loro insieme concorrono alla erogazione di ogni genere di servizi assistenziali rivolti alle persone ivi raccolte.

Unica condizione è che, allo stato della normativa, l'attività dei lavoratori soci sia riconducibile nell'ambito del rapporto subordinato.

Si precisa che le cooperative sociali di tipo a) non rientrano nel campo di applicazione del DPR 30/4/1970 n. 602 e, pertanto, ove siano stati determinati il salario medio giornaliero ed il periodo di occupazione media mensile, non è possibile effettuare gli adempimenti contributivi sulle retribuzioni di fatto e, nel caso in cui i salari non siano stati fissati, non è possibile fare riferimento a quelli ex art. 4 del medesimo DPR.

Obbligo assicurativo nei confronti dei presidenti di cooperativa.

Nei confronti dei presidenti di cooperative la cui nomina comporta in maniera concreta e sostanziale la posizione di "lavoratori", sia per quanto attiene alla normale attività prestata per conto delle cooperative da essi rappresentate sia per quanto riguarda il trattamento economico e la ripartizione degli utili, che non devono differenziarsi da quello degli altri soci lavoratori subordinati sono state sempre applicate dall’Istituto, sulla base di direttive ministeriali, le norme relative ai lavoratori, alle medesime condizioni e limiti.

I presidenti delle società cooperative sono soggetti agli obblighi assicurativi come i lavoratori subordinati al verificarsi delle condizioni suddette e ciò costituisce eccezione rispetto ai presidenti delle altre forme societarie non cooperative.

IL DIRETTORE GENERALE

TRIZZINO  



 


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