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LEGGE 13 giugno 2005, n.118 - disciplina dell'impresa sociale


Delega al Governo concernente la disciplina dell'impresa sociale. (GU n. 153 del 4-7-2005)
testo in vigore dal: 19-7-2005

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga la seguente legge:

                               Art. 1.

  1.  Il Governo e' delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata  in vigore della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro  e  delle  politiche  sociali,  del  Ministro  delle attivita' produttive,  del  Ministro  della  giustizia,  del  Ministro  per  le politiche comunitarie e del Ministro dell'interno, uno o piu' decreti legislativi  recanti  una  disciplina organica, ad integrazione delle norme   dell'ordinamento   civile,  relativa  alle  imprese  sociali, intendendosi  come  imprese  sociali  le organizzazioni private senza scopo   di   lucro   che  esercitano  in  via  stabile  e  principale un'attivita'  economica  di  produzione  o  di  scambio  di beni o di servizi  di  utilita'  sociale,  diretta  a  realizzare  finalita' di interesse generale. Tale disciplina deve essere informata ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) definire,   nel   rispetto   del   quadro  normativo  e  della specificita'  propria  degli organismi di promozione sociale, nonche  della disciplina generale delle associazioni, delle fondazioni, delle societa'   e   delle   cooperative,  e  delle  norme  concernenti  la cooperazione  sociale  e gli enti ecclesiastici, il carattere sociale dell'impresa sulla base:

1)  delle  materie  di  particolare rilievo sociale in cui essa opera  la  prestazione  di  beni  e  di  servizi in favore di tutti i potenziali  fruitori,  senza  limitazione  ai  soli soci, associati o partecipi;

2) del divieto di ridistribuire, anche in modo indiretto, utili e   avanzi   di  gestione  nonche'  fondi,  riserve  o  capitale,  ad amministratori   e  a  persone  fisiche  o  giuridiche  partecipanti, collaboratori  o  dipendenti,  al  fine  di garantire in ogni caso il carattere   non   speculativo   della   partecipazione  all'attivita' dell'impresa;

3)  dell'obbligo  di  reinvestire  gli  utili  o  gli avanzi di gestione   nello   svolgimento   dell'attivita'  istituzionale  o  ad incremento del patrimonio;

4)   delle   caratteristiche  e  dei  vincoli  della  struttura proprietaria  o di controllo, escludendo la possibilita' che soggetti pubblici  o  imprese private con finalita' lucrative possano detenere il  controllo,  anche  attraverso la facolta' di nomina maggioritaria degli organi di amministrazione;

b) prevedere, in coerenza con il carattere sociale dell'impresa e compatibilmente  con la struttura dell'ente, omogenee disposizioni in ordine a:

1)  elettivita'  delle cariche sociali e relative situazioni di incompatibilita';

2)  responsabilita' degli amministratori nei confronti dei soci e dei terzi;

3) ammissione ed esclusione dei soci;

4) obbligo di redazione e di pubblicita' del bilancio economico e sociale, nonche' di previsione di forme di controllo contabile e di monitoraggio   dell'osservanza   delle  finalita'  sociali  da  parte dell'impresa;

5)  obbligo  di  devoluzione del patrimonio residuo, in caso di cessazione   dell'impresa,   ad   altra  impresa  sociale  ovvero  ad organizzazioni  non  lucrative  di  utilita'  sociale,  associazioni, comitati,  fondazioni  ed  enti  ecclesiastici,  fatto  salvo, per le cooperative  sociali, quanto previsto dalla legge 31 gennaio 1992, n 59, e successive modificazioni;

6) obbligo di iscrizione nel registro delle imprese;

7)  definizione delle procedure concorsuali applicabili in caso di insolvenza;

8)  rappresentanza  in giudizio da parte degli amministratori e responsabilita'   limitata   al   patrimonio   dell'impresa   per  le obbligazioni da questa assunte;

9) previsione di organi di controllo;

10)  forme  di  partecipazione nell'impresa anche per i diversi prestatori d'opera e per i destinatari delle attivita';

11)  una  disciplina  della  trasformazione, fusione e cessione d'azienda  in riferimento alle imprese sociali tale da preservarne la qualificazione e gli scopi e garantire la destinazione dei beni delle stesse a finalita' di interesse generale;

12)   conseguenze   sulla   qualificazione   e   la  disciplina dell'impresa  sociale, derivanti dall'inosservanza delle prescrizioni relative  ai  requisiti  dell'impresa  sociale  e dalla violazione di altre  norme  di  legge,  in  particolare  in  materia di lavoro e di sicurezza,   nonche'   della  contrattazione  collettiva,  in  quanto compatibile con le caratteristiche e la natura giuridica dell'impresa sociale;

c) attivare,  presso  il  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali,  funzioni  e servizi permanenti di monitoraggio e di ricerca necessari  alla  verifica della qualita' delle prestazioni rese dalle imprese sociali;

d) definire la disciplina dei gruppi di imprese sociali secondo i principi  di  trasparenza  e  tutela  delle  minoranze,  regolando  i conflitti  di  interesse  e  le  forme di abuso da parte dell'impresa dominante.

2. Con i decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo provvede a coordinare le disposizioni dei medesimi decreti con le disposizioni vigenti  nelle  stesse  materie  e nelle materie connesse, sentite la Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province  autonome  di Trento e di Bolzano, nonche' le rappresentanze del   terzo   settore,  ferme  restando  le  disposizioni  in  vigore concernenti   il   regime   giuridico  e  amministrativo  degli  enti riconosciuti  dalle  confessioni  religiose  con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese.

3. Dall'attuazione dei principi e dei criteri direttivi di cui alla presente  legge  non  devono  derivare  nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

4. Gli schemi dei decreti legislativi adottati ai sensi del comma 1 sono  trasmessi  alle  Camere  ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi  entro  trenta  giorni  dalla  data di trasmissione dei medesimi schemi di decreto.

5.  Entro  i trenta giorni successivi all'espressione dei pareri ai sensi  del  comma  4,  il  Governo,  ove non intenda conformarsi alle condizioni  ivi  eventualmente  formulate,  trasmette nuovamente alle Camere  i  testi,  corredati  dai  necessari  elementi integrativi di informazione,  per i pareri definitivi delle Commissioni parlamentari competenti,  che  sono  espressi  entro  trenta  giorni dalla data di trasmissione.

6. Decorsi i termini di cui ai commi 4 e 5 senza che le Commissioni abbiano  espresso  i  pareri  di  rispettiva  competenza,  i  decreti legislativi possono essere comunque emanati.

La  presente  legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 

Data a Roma, addi' 13 giugno 2005

 

CIAMPI

Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio dei Ministri

Maroni,  Ministro  del  lavoro  e delle  politiche sociali

Scajola,   Ministro   delle   attivita'  produttive

Castelli, Ministro della giustizia

La  Malfa,  Ministro  per  le politiche  comunitarie

Pisanu, Ministro dell'interno

Visto, il Guardasigilli: Castelli



 


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