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Versamento contrib. 3% annuo degli utili delle società coop.ve (Decr.14/04/98)


MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DECRETO 14 aprile 1998.
Determinazione delle modalità di versamento del contributo del 3% annuo degli utili di esercizio delle società cooperative.

Vista la legge 31 gennaio 1992, n. 59, articoli 8 e 11, comma 6, che ha istituito a carico delle società cooperative e dei loro consorzi un contributo pari al 3% degli utili annuali da destinare al finanziamento di iniziative di promozione e di sviluppo della cooperazione;

Visto il decreto interministeriale datato 18 marzo 1997, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 1997, emanato di concerto tra il Ministro delle finanze, il Ministro del tesoro ed il Ministro del lavoro e della previdenza sociale con il quale si autorizzava la riscossione coattiva mediante ruoli dei contributi di cui al punto precedente, dovuti dalle società cooperative e dai loro consorzi non aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo giuridicamente riconosciute;

Considerata la necessità di fissare un termine entro cui i soggetti giuridici di cui al punto precedente debbono assolvere al versamento diretto; Decreta:

art. 1

La riscossione dei contributi dovuti dalle società cooperative e dei loro consorzi non aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza e tutela del movimento cooperativo giuridicamente riconosciute, per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, nella misura del 3% annuo degli utili di esercizio, è effettuato con versamento diretto a mezzo bollettino di c/c postale n. 11854015 intestato alla Tesoreria provinciale di Viterbo entro sessanta giorni da quello successivo all’approvazione del bilancio di esercizio.

art. 2

Decorso il termine di cui all’art. 1 troverà applicazione la procedura di riscossione coattiva mediante ruoli prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dal decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, e dal Ministro delle finanze datato 28 dicembre 1989.

Roma, 14 aprile 1988
TREU
  Allegato n. 2 La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA

Il Ministro:

(Misure in materia di sanità, pubblico impiego, istruzione, finanza regionale e locale, previdenza eassistenza)

1. Nell’ambito della ristrutturazione della rete ospedaliera di cui all’art. 2, comma 5, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, come sostituito dall’art. 1, comma 2-ter, del decreto-legge 17 maggio 1996, n. 280, convertito con modificazioni, dalla legge 18 luglio 1996, n. 382, i direttori generali delle aziende ospedaliere o delle unità sanitarie locali interessate provvedono, non oltre il 30 giugno 1997, alla riduzione del numero dei posti letto nelle singole unità operative ospedaliere che nell’ultimo triennio hanno mediamente registrato un tasso di occupazione inferiore al 75%, fatta eccezione per la terapia intensiva, la rianimazione, le malattie infettive, le attività di trapianto di organi e di midollo osseo, e nonché le unità spinali, in misura tale da assicurare il rispetto di detto tasso di occupazione, e rideterminato, conseguentemente, le dotazioni organiche anche in deroga, al solo fine della loro riduzione, a quanto stabilito dal comma 52 del presente articolo. Fino a quando non sono esperite le suddette procedure è fatto divieto, di procedere alle assunzioni di personale. Nel rispetto del tasso spedalizzazione del 160 per mille, indicato dal citato articolo 2, comma 5, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, per il 1997, i direttori generali delle aziende ospedaliere, e delle unità sanitarie locali assicurano che la riduzione prevista dal presente comma non sia inferiore del 20% del numero dei posti letto per ciascuna unità operative ospedaliere interessata.

2. Le regioni possono fissare un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 75% destinando una quota parte dei risparmi derivanti dalla conseguente riduzione dei posti letto all’assistenza domiciliare a favore di portatori di Handicap gravi, di patologie croniche – degenerative in stato avanzato o terminale nonché degli anziani non autosufficienti. Le regioni possono altresì fissare un tasso di occupazione di posti letto inferiore al 75% negli ospedali situati nelle isole minori e nelle zone montane particolarmente disagiate.

3. Le regioni, al fine di contenere le richieste di prestazione in regime di ricovero ospedaliero di lunga degenza, adottano misura al fine di razionalizzare la spesa sanitaria facendo ricorso alla prevenzione e alla assistenza domiciliare medicalmente assistita. Art. 3 (Disposizioni in materia di entrata)

1. L’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 è abrogato a far data dal 1° gennaio 1997. Da tale data, all’assegno del Presidente della Repubblica si applica lo stesso trattamento fiscale riservato all’indennità parlamentare.

2. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

(a) nell’articolo 10, comma 1, lettera b), concernente la deducibilità delle spese mediche e di assistenza specifica sostenute dai portatori di menomazioni funzionali permanenti, le parole:"per la parte che eccede £ 500.000" sono soppresse;

(b) nell’articolo 13 bis, comma 1, lettera c), concernente tra l’altro la detrazione di imposta per spese sanitarie, il primo periodo è sostituito: " le spese sanitarie, per la parte che eccede £ 250.000. Dette spese sono costituite esclusivamente dalle spese mediche, diverse da quelle indicate nell’articolo 10, comma 1, lettera b), e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere. Le spese riguardanti i mezzi necessari alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento di portatori di menomazioni funzionali permanenti si assumono integralmente";

(c) nell’articolo 16, comma 1, lettera n-bis), riguardante tra l’altro l’inapplicabilità del regime della tassazione separata alle spese sanitarie rimborsate, al secondo periodo, le parole : " lettera c), terzo e quarto periodo" sono sostituite dalle seguenti: " lettera c), quinto e sesto periodo";

(d) nell’articolo 48, comma 2, lettera b), che individua le erogazioni effettuate dal datore di lavoro al lavoratore dipendente, le parole:"anche in forma assicurativa, " sono soppresse e le parole: "di spese sanitarie previste come interamente deducibili alla lettera e), del comma 1, dell’articolo 10" sono sostituite dalle seguenti: "delle spese sanitarie di cui all’articolo 13-bis, comma 1, lettera c)".

3. Le disposizioni del comma 2 si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 1996.

4. Al Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1996, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

(a) Nell’articolo 29, comma2, che individua le attività agricole produttive di reddito agrario:

1. nella lettera a), le parole: "alla silvicoltura e alla funghicoltura" sono sostituite dalle seguenti: "e alla silvicoltura";

2. la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) l’allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto del terreno e le attività dirette alla produzione di vegetali tramite l’utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione stessa insiste;";

(b) nell’articolo 51, comma2, lettera c), che ricomprende nel reddito di impresa anche quello derivante dalle attività agricole esercitate nei limiti del reddito agrario, sono aggiunte, infine, le parole: "nonché alle società in nome collettivo e in accomandita semplice".

5. Le disposizioni del comma 4 si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 1996.

6. All’articolo 48 del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

(a) nel comma 2, lettera d), che esclude dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente, tra l’altro, le somministrazioni in mense aziendali, o equipollenti, dopo le parole:"o le prestazioni sostitutive", sono inserite le seguenti: "fino all’importo complessivo giornaliero di £10.000";

(omissis)

138. Il Governo è delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delle presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati a modificare la disciplina in materia di servizi autonomi di cassa degli uffici finanziari, secondi i seguenti principi e criteri direttivi:

(A) razionalizzare il sistema di riscossione delle imposte indirette e delle altre entrate affidando ai concessionari, della riscossione agli istituti di credito e all’Ente Poste Italiane gli adempimenti svolti in materia dai servizi di cassa degli uffici del Ministero delle finanze ed ammortizzandoli alla procedura di funzionamento del conto fiscale di cui al regolamento emanato con decreto del Ministero delle finanze 28 dicembre 1993, n. 567;

(B) apportare le conseguenti modifiche agli adempimenti posti a carico dei contribuenti, dei concessionari della riscossione, delle banche, dell’Ente Poste Italiane, e degli uffici finanziari dalla vigente normativa.

139. La convenzione stipulata il 26 novembre 1986 tra il Ministero delle finanze e Automobil Club d’Italia, concernente i servizi di riscossione e riscontro delle tasse automobilistiche e degli abbonamenti delle autoradio, approvata con decreto del Ministero delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 296 del 22 dicembre 1986, già prorogata al 31 dicembre 1996 con l’articolo 3, comma 157, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, è ulteriormente prorogata al 31 dicembre 1997.

140. Le disposizioni recate dai commi da 120 a 139 devono assicurare per il bilancio dello Stato maggiori entrate nette pari a £ 800 miliardi per l’anno 1997, a £ 1.100 miliardi per l’anno 1998 e a £ 2.200 miliardi per l’anno 1999.

141. Gli interessi per la riscossione e per il rimborso di imposte, previsti dagli articoli 9, 20, 21, 39 e 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, nelle misure del 6% annuo e del 3% semestrale, sono dovuti a decorrere dal 1° gennaio 1997, rispettivamente nelle misure del 5 e del 2,5%. Gli interessi previsti dalla legge 26 gennaio 1961, n. 29, e successive modificazioni, nella misura semestrale del 3% sono dovuto a decorrere dal 1° gennaio 1997, nella misura del 2,5%. Dalla stessa data gli interessi previsti in materia di imposta sul Valore Aggiunto nella misura del 6% annuo sono dovuti nella misura del 5%.

142. Resta fermo quanto disposto dal comma 3 dell’articolo 13 del decreto legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133.

Art. 1




 


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