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Circolare n. 73 del 27 maggio 1998


MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DIREZIONE GENERALE DELLA COOPERAZIONE
DIVISIONE IV

Roma, 27 maggio 1998

Alle Direzioni Regionali e Provinciali del Lavoro
LORO SEDI
Alle Associazioni Nazionali di rappresentanza,
assistenza e tutela del movimento cooperativo
LORO SEDI
e, p.c. Alla Divisione I SEDE

OGGETTO: scioglimento di società cooperative ai sensi dell'art. 2544 c.c. -Modifica della circolare n. 30/81 del 20.3.1981.

Con decreto del Sottosegretario di Stato in data 27 gennaio 1998, che si unisce in copia, è stato elevato a L. 2.500.000 il limite di attività da liquidare, stabilito dalla circolare n. 30/81 del 20 marzo 1981, al di sotto del quale si fa luogo allo scioglimento d'ufficio senza nomina del commissario liquidatore.
Il suddetto provvedimento si è reso opportuno in quanto il precedente limite di lire 300.000 non appariva più adeguato alla realtà odierna a causa della progressiva svalutazione monetaria intervenuta nel corso degli anni e all'incremento delle spese di procedura.
All'art. 2 del decreto medesimo viene prevista l'applicabilità del suddetto limite anche ai casi di scioglimento in atto, per i quali a suo tempo sia stata effettuata la nomina del commissario liquidatore, purché si tratti di procedure in corso da lungo tempo (almeno tre anni) senza motivi giustificativi del predetto tempo trascorso.
Nelle suddette ipotesi, ove si verifichi che le attività da liquidare, purché di natura mobiliare, non abbiano valore Superiore a lire 2.500.000, codeste Direzioni Provinciali, previa restituzione da parte della scrivente dei relativi fascicoli, provvederanno con Decreto dirigenziale alla conversione dei provvedimenti di scioglimento d'ufficio con nomina del commissario liquidatore in scioglimenti senza nomina.
È di tutta evidenza che in tali fattispecie, trattandosi di emissione di provvedimenti di conversione di decreti di scioglimento con nomina di commissario liquidatore nei cui confronti la Commissione Centrale si è già pronunciata a suo tempo, non è necessario reiterare la richiesta di parere alla Commissione stessa.
Prima di procedere allo scioglimento, codeste Direzioni Provinciali dovranno esaminare la situazione debitoria della cooperativa in ordine al contributo di revisione biennale; al riguardo, in presenza dei presupposti per lo scioglimento d'ufficio, accertati in via ispettiva, codesti Uffici non daranno inizio al recupero dei contributi stessi e potranno procedere all'emanazione del Decreto dirigenziale di scioglimento d'ufficio senza nomina del commissario liquidatore; qualora la procedura di recupero del contributo sia stata già intrapresa, a parziale modifica della circolare n. 151 del 25.5.1974, codesti Uffici dovranno attendere l'esito del recupero medesimo prima di procedere all'emanazione del relativo decreto di scioglimento.
In presenza, poi, di ulteriori e diverse passività, codesti Uffici, previa valutazione della loro reale insussistenza, ovvero della impossibilità per la procedura di farvi fronte in modo adeguato, potranno procedere all'adozione del medesimo provvedimento.
Infine, nel caso di ricorsi avanzati successivamente da titolari di crediti non ancora prescritti, codeste Direzioni Provinciali del Lavoro trasmetteranno alla scrivente il fascicolo dell'Ente interessato per procedere alla nomina del commissario liquidatore, ai sensi del 1° comma dell'art. 2 della Legge 400/1975.

Il Direttore Generale
F.to Di Iorio



 


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