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C. I. C. R. DELIBERAZIONE 19 luglio 2005 n. 1058


Raccolta del risparmio da parte di soggetti diversi dalle banche. (Deliberazione n. 1058). (GU n. 188 del 13-8-2005)

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER IL CREDITO ED IL RISPARMIO

 

Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia - TUB);

Visto  l'art. 4, comma 1, TUB che stabilisce che la Banca d'Italia, nell'esercizio  delle  funzioni di vigilanza, formula le proposte per le  deliberazioni  di  competenza del CICR previste, tra l'altro, nel titolo II del medesimo testo unico;

Visto l'art. 11 TUB che:

al   comma   1,   definisce   la  raccolta  del  risparmio  quale acquisizione  di  fondi  con  obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma;

al  comma  2,  vieta ai soggetti diversi dalle banche la raccolta del risparmio tra il pubblico;

al  comma  2-bis,  stabilisce  che  non  costituisce raccolta del risparmio   tra   il   pubblico   la   ricezione  di  fondi  connessa all'emissione di moneta elettronica;

al  comma  3, attribuisce al CICR il potere di stabilire limiti e criteri, anche con riguardo all'attivita' ed alla forma giuridica dei soggetti,  in base ai quali non costituisce raccolta di risparmio tra il pubblico quella effettuata presso specifiche categorie individuate in ragione di rapporti societari o di lavoro;

al  comma  4,  stabilisce che il divieto di cui al comma 2 non si applica alle ipotesi di raccolta specificamente indicate;

al  comma  4-bis,  attribuisce al CICR il potere di determinare i criteri  per  l'individuazione  degli  strumenti finanziari, comunque denominati, la cui emissione costituisce raccolta del risparmio;

al  comma 4-ter, attribuisce al CICR il potere di fissare, se non disciplinati   dalla  legge,  limiti  all'emissione  e,  su  proposta formulata  dalla  Banca  d'Italia  sentita  la Consob, di determinare durata   e   taglio   degli   strumenti   finanziari,  diversi  dalle obbligazioni, utilizzati per la raccolta tra il pubblico;

al  comma 4-quater, attribuisce al CICR il potere di stabilire, a fini  di  tutela  della  riserva  dell'attivita'  bancaria, criteri e limiti,  anche  in deroga a quanto previsto dal codice civile, per la raccolta  effettuata  dai  soggetti  che esercitano nei confronti del pubblico  attivita'  di  concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma;

al comma 5, prevede che sono comunque precluse, nei casi previsti dal  comma  4,  lettere c) e d), la raccolta di fondi a vista ed ogni forma di raccolta collegata all'emissione o alla gestione di mezzi di pagamento a spendibilita' generalizzata;

Visti  gli  articoli 130  e  131  TUB,  che assoggettano a sanzione penale   l'attivita'  di  raccolta  del  risparmio  tra  il  pubblico effettuata in violazione dell'art. 11 sopra citato;

Viste le disposizioni del codice civile in materia di obbligazioni, titoli  di debito e altri strumenti finanziari e, in particolare, gli articoli 2412, 2483, 2526 del codice medesimo;

Vista  la  legge  13 gennaio  1994,  n.  43, sulla disciplina delle cambiali finanziarie;

Considerato che la tutela degli investitori, sotto il profilo della trasparenza  e della correttezza dei comportamenti, e' assicurata dal decreto  legislativo  24 febbraio  1998,  n.  58,  e  dalla  relativa normativa di attuazione emanata dalla Consob;

Ravvisata  la  necessita'  di  delineare una disciplina unitaria ed organica  della raccolta del risparmio consentita ai soggetti diversi dalle  banche  e  di  prevedere,  in tale ambito, adeguate cautele in favore dei risparmiatori;

Su proposta formulata dalla Banca d'Italia ai sensi del citato art. 4,  comma 1, TUB e dalla stessa Banca d'Italia, sentita la Consob, ai sensi del citato comma 4-ter dell'art. 11 TUB;

Delibera:

 

Art. 1.

Raccolta del risparmio

1. E' raccolta del risparmio l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma.

2.  I tempi e l'entita' del rimborso possono essere condizionati da clausole   di  postergazione  o  dipendere  da  parametri  oggettivi, compresi  quelli  rapportati  all'andamento  economico dell'impresa o dell'affare in relazione ai quali i fondi sono stati acquisiti.

3.  L'obbligo  di  rimborso,  anche se escluso o non esplicitamente previsto,   si  considera  sussistente  nei  casi  in  cui  esso  sia desumibile  dalle  caratteristiche dei flussi finanziari connessi con l'operazione.

4.  Non  costituisce  rimborso  la partecipazione a una quota degli utili  netti o del patrimonio netto risultante dalla liquidazione dei beni dell'impresa o relativi all'affare in relazione ai quali i fondi sono stati acquisiti.

Art. 2.

Raccolta del risparmio tra il pubblico

1. La raccolta del risparmio tra il pubblico e' vietata ai soggetti diversi  dalle  banche,  fatto salvo quanto previsto dall'art. 11 del testo  unico  delle  leggi  in  materia  bancaria e creditizia e, con riguardo   all'emissione  di  strumenti  finanziari,  dalla  presente delibera.

2.  Non  costituisce  raccolta del risparmio tra il pubblico quella effettuata: in connessione all'emissione di moneta elettronica; presso   soci,  dipendenti  o  societa'  del  gruppo  secondo  le disposizioni della presente delibera; sulla  base  di  trattative  personalizzate con singoli soggetti, mediante contratti dai quali risulti la natura di finanziamento.

Art. 3.

Strumenti finanziari di raccolta

1.  Costituiscono strumenti finanziari di raccolta del risparmio le obbligazioni,  i  titoli  di  debito e gli altri strumenti finanziari che,  comunque denominati e a prescindere dall'eventuale attribuzione di diritti amministrativi, contengono un obbligo di rimborso ai sensi dell'art. 1.

Art. 4.

Limiti all'emissione degli strumenti finanziari di raccolta

1. L'importo complessivo delle emissioni di strumenti finanziari di raccolta  di  cui  all'art. 3, effettuate da societa' per azioni e in accomandita  per  azioni  e  da societa' cooperative, comprese quelle indicate  al  comma 2, non deve eccedere il limite previsto dall'art. 2412,  primo  comma,  del  codice  civile; alle suddette emissioni si applicano  le  deroghe  previste  dallo  stesso  articolo  del codice civile.

2. Le societa' a responsabilita' limitata e le societa' cooperative cui  si  applicano le norme sulla societa' a responsabilita' limitata emettono  strumenti  finanziari  di  raccolta  nel rispetto di quanto previsto,  rispettivamente,  dagli  articoli  2483  e 2526 del codice  civile.

Art. 5.

Caratteristiche degli strumenti finanziari di raccolta

1.  Gli strumenti finanziari di raccolta di cui all'art. 3, diversi dalle   obbligazioni,   con   esclusione  di  quelli  destinati  alla quotazione  in  mercati  regolamentati  emessi da societa' con azioni quotate  in  mercati  regolamentati, sono emessi con un taglio minimo unitario non inferiore a euro 50.000.

2.  L'identita'  del  garante  e  l'ammontare della garanzia devono essere  indicati  sugli  strumenti  finanziari  di  raccolta  di  cui all'art. 3 e sui registri a essi relativi.

Art. 6.

Raccolta presso soci

1.  Le  societa'  possono  raccogliere  risparmio  presso soci, con modalita'  diverse  dall'emissione  di  strumenti finanziari, purche' tale  facolta' sia prevista nello statuto. Resta comunque preclusa la raccolta  di  fondi  a  vista  e  ogni  forma  di  raccolta collegata all'emissione o alla gestione di mezzi di pagamento.

2.  Le  societa'  diverse  dalle  cooperative possono effettuare la raccolta di cui al comma 1 esclusivamente presso i soci che detengano almeno  il  2  per  cento del capitale sociale risultante dall'ultimo bilancio  approvato  e  siano  iscritti  nel libro soci da almeno tre mesi. Per le societa' di persone tali condizioni non sono richieste.

3. Le societa' cooperative possono effettuare la raccolta di cui al comma  1  purche'  non  abbiano  piu'  di  50 soci.  Per  le societa' cooperative  con  piu'  di  50  soci,  l'ammontare  complessivo della suddetta  raccolta  non deve eccedere il triplo del capitale sociale, della   riserva   legale   e  delle  riserve  disponibili  risultanti dall'ultimo   bilancio   approvato.  Tale  limite  viene  elevato  al quintuplo  qualora  la  raccolta  sia assistita, per almeno il 30 per cento,   da   garanzia  rilasciata  dai  soggetti  individuati  nelle istruzioni applicative della Banca d'Italia ovvero quando la societa' aderisca  a uno schema di garanzia avente le caratteristiche indicate nelle medesime istruzioni.

Art. 7.

Raccolta presso dipendenti

1.   Le   societa'  possono  raccogliere  risparmio  presso  propri dipendenti,   con   modalita'  diverse  dall'emissione  di  strumenti finanziari,  purche'  tale facolta' sia prevista nello statuto. Resta comunque  preclusa  la  raccolta  di  fondi  a vista ed ogni forma di raccolta   collegata  all'emissione  o  alla  gestione  di  mezzi  di pagamento.

2.   Per   le   societa'   diverse  dalle  cooperative  l'ammontare complessivo  della  raccolta  di  cui al comma 1 non deve eccedere il capitale   sociale,  la  riserva  legale  e  le  riserve  disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato.

3.  Per  le  societa'  cooperative  l'ammontare  complessivo  della raccolta  di  cui  al  comma 1 non deve eccedere, unitamente a quella presso  soci,  i  limiti  previsti  dal  comma  3  dell'art. 6 per le cooperative con piu' di 50 soci.

Art. 8.

Raccolta nell'ambito di gruppi

1. Le societa' possono raccogliere risparmio, con modalita' diverse dall'emissione di strumenti finanziari, presso societa' controllanti, controllate  o  collegate ai sensi dell'art. 2359 del codice civile e presso controllate da una stessa controllante.

2. La Banca d'Italia ai fini della presente disciplina definisce la nozione   di   «gruppo»  al  quale  partecipano  soggetti  di  natura cooperativa.

Art. 9.

Raccolta delle societa' finanziarie

1.  Per  le  societa'  che  svolgono  l'attivita' di concessione di finanziamenti  tra  il pubblico sotto qualsiasi forma, l'emissione di strumenti   finanziari   di   raccolta   e'   consentita   per  somma complessivamente non eccedente il capitale sociale, la riserva legale e le riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato.

2. Per le societa' di cui al comma 1, iscritte nell'elenco speciale di  cui  all'art.  107  TUB,  l'emissione  di strumenti finanziari di raccolta  e'  consentita  per somma complessivamente non eccedente il doppio  del  capitale  sociale,  della riserva legale e delle riserve disponibili  risultanti  dall'ultimo  bilancio  approvato.  La  Banca d'Italia  puo'  elevare tale limite fino al quintuplo ove le predette societa'  abbiano  azioni  quotate  in  mercati  regolamentati  e gli strumenti  finanziari  di raccolta siano destinati alla quotazione in mercati regolamentati.

3.  Per  le  societa' di cui ai commi 1 e 2, costituite in forma di societa'  a responsabilita' limitata e di societa' cooperativa cui si applicano  le  norme  sulla  societa'  a responsabilita' limitata, la raccolta di cui agli stessi commi 1 e 2 viene effettuata nel rispetto di  quanto  previsto, rispettivamente, dagli articoli 2483 e 2526 del codice civile.

4.  Alle  societa'  di  cui  ai commi 1 e 2, costituite in forma di societa'  cooperativa,  non  e'  consentita la raccolta del risparmio presso   soci  con  modalita'  diverse  dall'emissione  di  strumenti finanziari.

Art. 10.

Disposizioni transitorie

1.  La  Banca  d'Italia emana istruzioni applicative della presente delibera,  avendo riguardo, in particolare, alla tutela delle riserve di attivita' di raccolta del risparmio tra il pubblico e di attivita' bancaria.

2.  Le  disposizioni  della  presente  delibera  entrano  in vigore decorsi  quindici  giorni  dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica  italiana  delle  istruzioni applicative della Banca d'Italia.

Art. 11.

Disposizioni revocate

1.   Con   la   presente  delibera  vengono  revocate  le  seguenti disposizioni: delibera  del  CICR  del  3 marzo  1994, contenente la disciplina generale  di  attuazione  dell'art. 11 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, ad esclusione dell'art. 5, comma 1;  decreto  ministeriale 7 ottobre 1994, sulle caratteristiche delle cambiali finanziarie e dei certificati di investimento;     decreto  ministeriale  29 marzo 1995, concernente la raccolta del risparmio  tra  i  propri  dipendenti  delle  societa'  di capitali e cooperative,  ad  esclusione  dell'art.  2,  sulla  disciplina  della raccolta  tra  soci  di  organismi  costituiti  tra dipendenti di una medesima amministrazione pubblica;     delibera  CICR  3 maggio  1999,  concernente  limiti e criteri di emissione di obbligazioni da parte di societa' cooperative.   La  presente  delibera  sara'  pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 19 luglio 2005

Il presidente: Siniscalco



 


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