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LEGGE REGIONALE 11-05-1993, N. 019


Nuovi interventi in materia di cooperazione. Modifiche ed integrazioni delle leggi regionali 20 novembre 1982, n. 79, recante > e 7 febbraio 1992, n. 7, recante >.

da Art 1 ad Art. 10

CAPO I

Modificazioni ed integrazioni della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79  da Art 1 ad Art. 11

CAPO II

Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 7 febbraio 1992, n. 7 Art. 12

CAPO III

Elenco regionale delle societa' di revisione Art. 13

CAPO IV

Osservatorio regionale della cooperazione Art. 14

CAPO V

Fondo mutualistico regionale per la promozione e lo sviluppo della cooperazione da Art 15 ad Art. 16

CAPO VI

Norme transitorie e finali da Art 17 ad Art. 19


CAPO I

Modificazioni ed integrazioni della legge regionale

20 novembre 1982, n. 79


Art. 1


    1. L'articolo 3 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 3

    1. E' istituito il Registro regionale delle cooperative: esso e' pubblico ed ha sede presso la Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato.

    2. Le funzioni di Conservatore del Registro regionale delle cooperative sono svolte da un dipendente, di qualifica non inferiore a funzionario, della Direzione medesima, nominato dalla Giunta regionale.

    3. Sono iscritte nel Registro regionale le cooperative ed i consorzi di cooperative che abbiano sede nel territorio della regione Friuli-Venezia Giulia, appartenenti ad una delle seguenti sezioni:

   a) consumo;

   b) produzione e lavoro;

   c) agricoltura;

   d) edilizia;

   e) trasporto;

   f) pesca;

   g) miste;

   h) cooperazione sociale;

   i) societa' di mutuo soccorso ed enti mutualistici di cui all' articolo 2512 del codice civile.

    4. L' iscrizione nel Registro regionale sostituisce ad ogni effetto giuridico quella nei registri prefettizi.

    5. La mancanza d' iscrizione nel Registro regionale esclude gli enti contemplati nella presente legge da ogni agevolazione tributaria o di qualsiasi altra natura, comprese le provvidenze previste dalla legislazione regionale nei singoli settori di attivita' delle cooperative in conformita' all' articolo 16 del DLCPS 14 dicembre 1947, n. 1577. >>.




Art. 2


    1. L'articolo 4 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79 e' sostituito dal seguente:

<< Art. 4

    1. Per ottenere l' iscrizione nel Registro regionale delle cooperative, gli enti cooperativi devono presentare domanda alla Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato, allegando i seguenti documenti:

   a) atto costitutivo e statuto sociale, autenticati dal notaio o copie conformi dell' atto costitutivo e dello statuto sociale, autenticate dal cancelliere del tribunale competente per territorio, con la certificazione della cancelleria dell' adempimento delle formalita' prescritte dagli articoli 2519 e 2537 del codice civile;

   b) elenco nominativo dei soci, con la specificazione dei soci ordinari e degli eventuali soci sovventori nonche', per le cooperative sociali di cui alla legge regionale 7 febbraio 1992, n. 7, l' elenco dei soci volontari e delle persone svantaggiate, con l' indicazione della loro attivita' professionale e domicilio, recante in calce la dichiarazione dei legali rappresentanti della societa' attestante l' ammontare del capitale sociale sottoscritto e versato e la sussistenza nei confronti di tutti i soci dei requisiti, stabiliti dalla legge e dallo statuto, per l' appartenenza alla cooperativa;

   c) elenco nominativo degli amministratori, dei sindaci ed, eventualmente, del direttore in carica, con l' indicazione dell' amministratore il quale abbia la rappresentanza dell' ente e la firma sociale;

   d) la certificazione prevista dall' articolo 10 sexies della legge 31 maggio 1965, n. 575, come introdotto dall' articolo 7 della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modificazioni, relativa agli amministratori, ai sindaci e ai direttori in carica degli enti medesimi;

   e) eventuale regolamento interno adottato dall' ente cooperativo.

    2. La Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato, accertato che per gli atti presentati sono state adempiute le formalita' prescritte dagli articoli 2519 e 2537 del Codice civile e che il numero ed i requisiti dei soci sono quelli prescritti dalla legge e dall' atto costitutivo, che l'ente riveste i caratteri della mutualita' senza fini di speculazione privata e possiede i requisiti previsti dalle leggi tributarie, sentito il parere del comitato competente di cui all' articolo 13, richiede al Conservatore l' iscrizione nel Registro regionale delle cooperative. >>.




Art. 3


    1. L'articolo 7 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 7

    1. Gli enti contemplati nella presente legge sono tenuti a comunicare alla Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato:

   a) le modificazioni dello statuto, lo scioglimento anticipato e la messa in liquidazione della societa' con le modalita' indicate nell' articolo 4, comma 1, lettera a);

   b) il rinnovo o le variazioni delle cariche sociali e l' eventuale sostituzione del direttore dell' ente;

   c) il bilancio di esercizio, in duplice copia, con allegati: relazione del consiglio di amministrazione, relazione del collegio sindacale, verbale dell' assemblea dei soci.

    2. Gli atti di cui al comma 1 devono essere trasmessi entro trenta giorni dalla data dell' avvenuto deposito nella cancelleria del tribunale competente.

    3. Gli enti cooperativi sono tenuti a trasmettere alla Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato, contestualmente al deposito degli atti di cui alla lettera c) del comma 1, anche l' eventuale regolamento interno successivamente adottato e le variazioni allo stesso, nonche' un elenco con l' indicazione del numero dei soci, suddivisi per soci ordinari, eventuali sovventori, volontari e persone svantaggiate.

    4. La certificazione di cui all' articolo 4, comma 1, lettera d), della presente legge deve essere prodotta dagli enti cooperativi anche nel caso di rinnovo o di variazioni delle cariche sociali e del direttore. >>.




Art. 4


    1. L'articolo 10 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 10

    1. E' istituita presso la Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato, la Commissione regionale per la cooperazione, organismo consultivo dell' Amministrazione regionale in materia di cooperazione.

    2. La Commissione ha i seguenti compiti:

   a) provvedere alla raccolta ed al coordinamento delle proposte, dei programmi e dei piani pluriennali interessanti il movimento cooperativo regionale, ai fini del loro inserimento nella programmazione regionale e nel piano regionale di sviluppo;

   b) esprimere parere sui progetti di legge e di regolamento in materia di cooperazione;

   c) proporre provvedimenti, inchieste, studi e iniziative in materia di cooperazione anche tenendo conto degli elementi conoscitivi forniti dall' Osservatorio regionale della cooperazione;

   d) esprimere parere su tutte le questioni per le quali sia prescritto da legge o regolamento o venga richiesto;

   e) esaminare i problemi prospettati dai Comitati di cui all' articolo 13 anche al fine di assicurare l' uniformita' di indirizzo. >>.




Art. 5


    1. L'articolo 11 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, come modificato dall'articolo 7 della legge regionale 7 febbraio 1992, n. 7, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 11

    1. La Commissione regionale per la cooperazione e' composta:

   a) dall' Assessore regionale al lavoro, cooperazione e artigianato, che la presiede;

   b) dal Direttore regionale del lavoro, cooperazione e artigianato;

   c) dal Direttore del Servizio della cooperazione;

   d) da un rappresentante effettivo ed uno supplente delle Direzioni regionali dell' agricoltura, dell' industria, del commercio e turismo, dell' edilizia e servizi tecnici, dell' Ufficio di piano, di qualifica non inferiore a funzionario;

   e) da un rappresentante effettivo ed uno supplente dell'Ente regionale per lo sviluppo dell' agricoltura (ERSA) e dell' Ente per lo sviluppo dell' artigianato (ESA) e dell' Agenzia regionale del lavoro, di qualifica non inferiore a funzionario;

   f) da sei rappresentanti effettivi e sei supplenti designati dalle tre Associazioni regionali di cooperative piu' rappresentative che risultino aderenti alle Associazioni nazionali di cui al primo comma dell' articolo 16, ripartiti nella misura di tre, due ed uno fra le citate Associazioni secondo una graduatoria formata in base al numero di societa' cooperative aderenti alle stesse;

   g) da venti componenti effettivi e venti supplenti, designati dalle tre Associazioni regionali di cooperative piu' rappresentative che risultino aderenti alle Associazioni nazionali di cui al primo comma dell' articolo 16, in rappresentanza delle cooperative di settore secondo la seguente suddivisione:

    1) 5 effettivi e 5 supplenti per il settore agricolo;

    2) 5 effettivi e 5 supplenti per il settore edilizio;

    3) 5 effettivi e 5 supplenti per il settore consumo, societa' di mutuo soccorso ed enti mutualistici di cui all' art. 2512 del codice civile;

    4) 5 effettivi e 5 supplenti per il settore produzione-lavoro, trasporto, pesca e miste.

    2. Le nomine dei componenti di cui alla lettera g) del comma 1 avvengono, nell' ambito di ciascun settore, sulla base delle segnalazioni pervenute dalle rispettive Associazioni, nel modo seguente:

   a) un componente effettivo ed un componente supplente per ciascuna delle tre associazioni cooperative;

   b) un componente effettivo ed un componente supplente per l' associazione di cooperative che al 31 dicembre dell' anno precedente abbia nell' ambito regionale il maggior numero di enti cooperativi associati;

   c) un componente effettivo ed un componente supplente per l' associazione di cooperative che al 31 dicembre dell' anno precedente abbia nell' ambito regionale il maggior numero di enti cooperativi, considerandosi, in questa ipotesi, soltanto il 50%, degli enti cooperativi aderenti per quella associazione che, in base alle disposizioni di cui alle lettere a) e b) del presente comma, abbia gia' ottenuto due componenti effettivi e due componenti supplenti.

    3. Le funzioni di presidente sono svolte, in caso di assenza dell' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato, dal Direttore regionale del lavoro, cooperazione e artigianato.

    4. Quando tratta argomenti attinenti alle cooperative sociali, la Commissione e' integrata dai seguenti componenti:

   a) un rappresentante dell' Ufficio regionale del lavoro;

   b) un rappresentante della Direzione regionale della sanita';

   c) un rappresentante della Direzione regionale dell' assistenza sociale;

   d) tre rappresentanti delle cooperative sociali designati dalle associazioni di cooperative piu' rappresentative a livello regionale;

   e) un rappresentante designato dalla Consulta regionale delle associazioni dei disabili. >>.




Art. 6


    1. L'articolo 13 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 13

    1. Nell' ambito della Commissione regionale per la cooperazione sono costituiti i seguenti Comitati per la trattazione degli affari riguardanti le societa' cooperative dei diversi settori di attivita' economica:

   a) un Comitato per le cooperative del settore agricolo;

   b) un Comitato per le cooperative del settore edilizio;

   c) un Comitato per le cooperative di consumo, societa' di mutuo soccorso ed enti mutualistici di cui all' art. 2512 del codice civile;

   d) un Comitato per le cooperative di produzione e lavoro, trasporto, pesca e miste.

    2. Spetta a ciascun Comitato, nei confronti delle cooperative appartenenti al relativo settore:

   a) esprimere parere sull' iscrizione e sulla cancellazione degli enti cooperativi nel Registro regionale;

   b) esaminare i bilanci annuali;

   c) esprimere parere sui provvedimenti previsti dagli articoli 2540, 2543, 2544 e 2545 del Codice civile;

   d) esprimere parere su tutte le iniziative di settore dell' Amministrazione regionale nei confronti delle societa' cooperative;

   e) predisporre gli atti istruttori e quant' altro occorra per i lavori della Commissione regionale per la cooperazione;

   f) esprimere, in caso di urgenza, parere nelle materie di competenza della Commissione regionale per la cooperazione. >>.


Note:

1. Articolo abrogato da art. 3, comma 5, L.R. 23/1997, a decorrere dalla data della pubblicazione nel BUR del decreto di costituzione della nuova Commissione regionale per la cooperazione prevista dall' articolo 10 della legge regionale 79/82, come sostituito dal comma 1 del medesimo articolo 3 della legge regionale 23/97.


Art. 7


    1. L'articolo 14 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 14

    1. I Comitati previsti dall'articolo 13 sono presieduti dall' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato e sono composti:

   a) dal Direttore regionale del lavoro, cooperazione e artigianato;

   b) dal Direttore del Servizio della cooperazione;

   c) da un rappresentante effettivo ed uno supplente per ciascuna delle Associazioni regionali cooperative di cui alla lettera f) del comma 1 dell' articolo 11;

   d) dai 5 rappresentanti effettivi e dai 5 rappresentanti supplenti che nella Commissione regionale per la cooperazione rappresentano le cooperative del settore interessato;

   e) dal dipendente regionale che rappresenta nella Commissione regionale per la cooperazione il settore interessato.

    2. Alle sedute dei Comitati intervengono, a pieno titolo, quando si trattino argomenti attinenti alla loro competenza:

   a) il dipendente che nella Commissione regionale per la cooperazione rappresenta l' Ufficio di piano;

   b) il rappresentante dell' ESA;

   c) il rappresentante dell' ERSA;

   d) il rappresentante dell' Agenzia regionale del lavoro.

    3. Le funzioni di presidente sono svolte, in caso di assenza dell' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato, dal Direttore regionale del lavoro, cooperazione e artigianato.

    4. Alle sedute dei Comitati, quando si trattino argomenti attinenti alle cooperative sociali intervengono, altresi', a pieno titolo:

   a) un rappresentante dell' Ufficio regionale del lavoro;

   b) un rappresentante della Direzione regionale della sanita';

   c) un rappresentante della Direzione regionale dell' assistenza sociale;

   d) tre rappresentanti delle cooperative sociali designati dalle associazioni di cooperative piu' rappresentative a livello regionale;

   e) un rappresentante designato dalla Consulta regionale delle associazioni dei disabili.

    5. Le funzioni di segreteria dei Comitati sono svolte dalla segreteria della Commissione regionale per la cooperazione. >>.


Note:

1. Articolo abrogato da art. 3, comma 6, L.R. 23/1997, a decorrere dalla data della pubblicazione nel BUR del decreto di costituzione della nuova Commissione regionale per la cooperazione prevista dall' articolo 10 della legge regionale 79/82, come sostituito dal comma 1 del medesimo articolo 3 della legge regionale 23/97.


Art. 8


    1. L'articolo 15 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 15

    1. La vigilanza si esplica attraverso la revisione ordinaria e straordinaria.

    2. La revisione ordinaria e' eseguita almeno una volta ogni due anni al fine di prestare assistenza e consiglio agli organi dell'ente cooperativo per il retto funzionamento di esso, il miglior conseguimento degli scopi statutari e mutualistici e la eliminazione di eventuali irregolarita' amministrative. Essa e' diretta ad accertare principalmente:

   a) l' osservanza delle norme legislative, regolamentari, statutarie e mutualistiche;

   b) la sussistenza dei requisiti richiesti da leggi generali e speciali ai fini delle agevolazioni pubbliche;

   c) il regolare funzionamento contabile e amministrativo dell' ente;

   d) l' esatta impostazione tecnica ed il regolare svolgimento delle attivita' sociali e mutualistiche;

   e) la consistenza patrimoniale dell' ente e lo stato delle attivita' e delle passivita'.

    3. Le revisioni straordinarie hanno luogo ogni volta che se ne presenti l' opportunita' con l' osservanza delle disposizioni stabilite per le revisioni ordinarie.

    4. Le revisioni ordinarie e straordinarie non sostituiscono quelle di carattere tecnico che eventualmente possono essere disposte dalle Amministrazioni dello Stato o degli altri Uffici regionali competenti nello specifico settore in cui opera la cooperativa. >>.




Art. 9


    1. Il secondo comma dell' articolo 16 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, cosi' come modificato dall' articolo 1 della legge regionale 27 marzo 1986, n. 11, e' sostituito dal seguente:

   << Le revisioni straordinarie, nonche' quelle ordinarie per le cooperative che non aderiscono alle Associazioni di cui al comma precedente, sono eseguite, su incarico dell' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato, da dipendenti dell' Amministrazione regionale, di qualifica non inferiore a segretario, esperti in materia o dai revisori iscritti all' Albo regionale. >>.




Art. 10


    1. L'articolo 18 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, e' sostituito dal seguente:

<< Art. 18

    1. I provvedimenti di cui agli articoli 2540, 2543, 2544 e 2545 del codice civile sono adottati dalla Giunta regionale, su proposta dell' Assessore delegato alla Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato, sentito il competente Comitato, di cui all' articolo 13.

    2. Tali provvedimenti sono trascritti dal Conservatore nel Registro regionale delle cooperative e pubblicati, a cura dell' Ufficio, nel Bollettino Ufficiale della Regione e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

    3. Essi devono inoltre essere comunicati al Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l' annotazione nello Schedario generale della cooperazione.

    4. Fuori dei casi previsti dal comma 1, nel caso di irregolarita' sanabili attestate nel verbale di revisione o rilevate d'ufficio dagli atti depositati, l' Amministrazione regionale puo' diffidare l' ente a provvedere alla loro regolarizzazione entro un termine stabilito ovvero nel termine fissato dallo stesso revisore del verbale.

    5. Qualora l' ente non ottemperi alla diffida entro il termine stabilito, puo' esserne disposta la cancellazione dal Registro regionale delle cooperative a norma dell' articolo 9. >>.




Art. 11


    1. All' articolo 25 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79 e successive modificazioni, il secondo comma e' abrogato.


CAPO II
Modificazioni ed integrazioni
alla legge regionale 7 febbraio 1992, n. 7


Art. 12


    1. All'articolo 6 della legge regionale 7 febbraio 1992, n. 7, dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente comma:

   << 1 bis. L' Albo si compone di tre sezioni: alla sezione A sono iscritte le cooperative per la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; alla sezione B sono iscritte le cooperative che svolgono attivita' finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate a rischio o in stato di emarginazione; alla sezione C, i consorzi tra cooperative di cui all' articolo 8. >>

    2. Il comma 4 dell' articolo 6 della legge regionale 7 febbraio 1992, n. 7, e' sostituito dal seguente:

   << 4. Qualora, successivamente alla costituzione della cooperativa, il numero delle persone svantaggiate scenda al di sotto della misura del trenta per cento ed il numero dei soci volontari previsti dall'articolo 3 superi la misura del cinquanta per cento, la compagine sociale e' riequilibrata entro un anno. In caso di mancato riequilibrio la cooperativa e' cancellata dall' Albo con provvedimento dell' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato. >>

    3. La rubrica dell' articolo 9 della legge regionale n. 7/1992 e' sostituita dalla seguente:

<< Interventi per favorire l' inserimento lavorativo
delle persone svantaggiate >>.

    4. All'articolo 11 della legge regionale n. 7/1992, dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente comma:

   << 1 bis. I contributi sono assegnati con priorita' alle cooperative sociali di cui all' articolo 2, comma 1, lettera b), fino al 60% delle disponibilita' finanziarie regionali. >>

    5. Il comma 1 dell' articolo 12 della legge regionale n. 7/1992 e' sostituito dal seguente:

   << 1. L' Amministrazione regionale, anche sulla base di specifiche richieste presentate dalle associazioni delle cooperative di cui alla legge regionale n. 79/1982, o da loro enti di formazione ovvero dalla Commissione integrata di cui all' articolo 7, istituisce o promuove, nell' ambito dei piani regionali di formazione professionale previsti dalla legge regionale 16 novembre 1982, n. 76, corsi di formazione professionale per gli operatori sociali, per i soci svantaggiati nonche' per amministratori e dirigenti di cooperative sociali. >>.


Note:

1. Abrogato il comma 3 da art. 4, comma 19, L.R. 3/2002, a decorrere dall'1 luglio 2002.
2. Abrogato il comma 4 da art. 4, comma 19, L.R. 3/2002, a decorrere dall'1 luglio 2002.


CAPO III
Elenco regionale delle societa' di revisione


Art. 13


    1. E' istituito presso la Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato, l'elenco regionale delle societa' di revisione per gli enti cooperativi aventi sede nella regione Friuli-Venezia Giulia.

    2. Nell'elenco sono iscritte, su domanda, le societa' di revisione che producano un certificato di iscrizione all' Albo speciale di cui all'articolo 8 del DPR 31 marzo 1975, n. 136, rilasciato dalla Commissione nazionale per le societa' e la borsa e le societa' di revisione autorizzate dal Ministero dell' industria, del commercio e dell' artigianato ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966.

    3. Alle societa' di revisione, iscritte nell' elenco regionale citato, viene riservato l'esercizio della funzione di certificazione annuale del bilancio, ai sensi dell' articolo 15 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, per le societa' cooperative e i loro consorzi che abbiano un fatturato superiore a lire ottanta miliardi o che detengano partecipazioni di controllo in societa' per azioni o che possiedano riserve indivisibili superiori a lire tre miliardi o che raccolgano prestiti o conferimenti di soci finanziatori superiori a lire tre miliardi.

    4. Le societa' cooperative e loro consorzi, di cui al comma 3, sono assoggettati anche alla revisione ordinaria annuale di cui all' articolo 15, comma 1, della legge 31 gennaio 1992, n. 59.


CAPO IV
Osservatorio regionale della cooperazione


Art. 14


    1. L' Amministrazione regionale e' autorizzata a stipulare una convenzione con il Consorzio regionale garanzia fidi - Finanziaria regionale della cooperazione - soc. coop. a rl. (FinReCo) per l' istituzione di un osservatorio regionale della cooperazione finalizzato alla realizzazione di un supporto conoscitivo per tutte le attivita' connesse allo sviluppo della cooperazione.

    2. L' attivita' di cui al comma 1 e' attuata attraverso la rilevazione e l' elaborazione dei dati acquisiti tramite l'anagrafe regionale delle cooperative, dei dati relativi ai bilanci, nonche' di altri indicatori concernenti le societa' cooperative compresi i finanziamenti ottenuti da enti pubblici.

    3. La convenzione, che deve stabilire i criteri e le modalita' di attuazione dell' attivita' di cui al comma 1, e' stipulata dall' Assessore alle finanze, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle finanze di concerto con l' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato.


CAPO V
Fondo mutualistico regionale per la promozione
e lo sviluppo della cooperazione


Art. 15


    1. In attuazione dell'articolo 11, comma 7, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, e' istituito il fondo mutualistico regionale per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

    2. Le dotazioni del fondo sono costituite da una quota degli utili annuali pari al 3 per cento delle societa' cooperative e loro consorzi, aventi sede nel territorio regionale e che non aderiscono alle associazioni regionali riconosciute ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 20 novembre 1982, n. 79 o che aderiscano ad associazioni regionali che non abbiano costituito il fondo previsto dall' articolo 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59.

    3. Deve inoltre essere devoluto al fondo di cui al comma 1 il patrimonio residuo delle cooperative di cui al comma 2 secondo le modalita' previste dall' articolo 11, comma 5, della legge 31 gennaio 1992, n. 59.

    4. Il fondo puo' altresi' essere alimentato dal conferimento di fondi ordinari della Regione.

    5. La natura, i criteri e le modalita' di utilizzo del fondo mutualistico sono disciplinate, tenendo conto di quanto previsto dall' articolo 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, con legge regionale da emanarsi entro il 31 dicembre 1993.


Note:

1. Integrata la disciplina del comma 2 da art. 5, comma 3, L.R. 28/1999
2. Integrata la disciplina del comma 3 da art. 5, comma 3, L.R. 28/1999


Art. 16


    1. Il fondo e' utilizzato con preferenza per finanziamenti relativi alla:

   a) costituzione di nuove cooperative e loro consorzi;

   b) finanziamento di programmi diretti alla innovazione tecnologica;

   c) finanziamento di programmi che comportino incremento dell' occupazione;

   d) finanziamento di corsi di formazione o riqualificazione professionale del personale dirigente, amministrativo e tecnico delle societa' cooperative e loro consorzi.

    2. Con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato, sono determinati i criteri e le modalita' delle operazioni di finanziamento.

    3. All' attuazione dei relativi interventi provvede la Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato.


Note:

1. Articolo abrogato da art. 11, comma 1, L.R. 28/1999


CAPO VI
Norme transitorie e finali


Art. 17


    1. Ogniqualvolta la legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, fa riferimento all' Assessore delegato allo sviluppo della cooperazione, tale riferimento si intende fatto all' Assessore al lavoro, cooperazione e artigianato.

    2. Ogniqualvolta la legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, fa riferimento al Servizio di sviluppo della cooperazione e di vigilanza sulle cooperative, tale riferimento si intende fatto alla Direzione regionale del lavoro, cooperazione e artigianato.

    3. Ogniqualvolta la legge regionale 20 novembre 1982, n. 79, fa riferimento ai livelli quinto, sesto, settimo, tale riferimento si intende fatto rispettivamente alle qualifiche di segretario, consigliere, funzionario.




Art. 18


Norme finanziarie

    1. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell' articolo 14 fanno carico al capitolo 8080 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1993-1995 e del bilancio per l' anno 1993, i cui stanziamenti presentano sufficiente disponibilita'.

    2. Per l' introito delle somme derivanti dall'applicazione dell'articolo 15 nello stato di previsione dell'entrata del bilancio pluriennale per gli anni 1993-1995 e del bilancio di previsione per l' anno 1993, al Titolo III - Categoria 3.4., viene istituito << per memoria >> il capitolo 876 (3.4.7.) con la denominazione << Entrate derivanti dall'applicazione dell' articolo 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59 >>.

    3. Per le finalita' previste dall' articolo 15, comma 5 nell'elenco n. 4, Fondo Globale (capitolo 8900), allegato al bilancio pluriennale per gli anni 1993-1995 ed al bilancio di previsione per l' anno 1993 viene istituita la Partita n. 6 (1.1.190.1.12.32.) con la denominazione << Interventi relativi al Fondo mutualistico regionale per la promozione e lo sviluppo della cooperazione >> e con lo stanziamento di lire 100 milioni per l' anno 1993. Conseguentemente lo stanziamento del capitolo 8900 dello stato di previsione della spesa dei bilanci medesimi e' elevato di pari importo.

    4. Al predetto onere di lire 100 milioni si provvede mediante storno dello stanziamento di pari importo in termini di competenza, dal capitolo 8840 dello stato di previsione precitato.

    5. Gli oneri relativi all'applicazione dell' articolo 9, comma 1, lettera c), della legge regionale 7 febbraio 1992, n. 7, fanno carico al capitolo 8087 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1993-1995 e del bilancio per l' anno 1993, a fronte dello stanziamento autorizzato per gli anni 1993 e 1994 dell'articolo 15, comma 2, della medesima legge regionale n. 7/1992




Art. 19


    1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.



 


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