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Progetto Teatri Migranti...


titolo completo “Teatri migranti racconti di viaggi senza sogni di vacanza”
Finanziato nell'ambito del Programma Cultura (2007-2013) della Commissione Europea
partenza: novembre 2007

1. La scrittura delle trame teatrali attraverso uno scambio telematico sul blog di progetto (www.teatrimigranti.eu/blogs) che consentirà una prima migrazione, contaminazione dei pensieri e idee.

Il viaggiare dei popoli da un territorio ad un altro, in ogni epoca storica è sempre dipeso da una necessità : di cibo, di spazi e ambienti climatici piu’ favorevoli, di pace lontano dai luoghi del conflitto e della violenza, di curiosità e scoperta verso il nuovo (il non già visto), di commercio e scambio, di valorizzazione delle proprie competenze, di affermazione o di negazione della dignità umana.

Muoversi e viaggiare solo per pochi è veramente un esercizio ozioso, utilizzo passivo di un esperienza che invece coinvolge molti sensi, intelligenze, modalità comunicative e relazionali, culture.

Certe forme del viaggiare quelle piu’ doverose, sono anche le piu’ dolorose e tragiche quando sono obbligate dall’intolleranza, dalla repressione, dalla povertà, dalla condizione di subalternità.

Missioni “civilizzatrici” e sfruttamento di risorse e beni naturali da parte di nazioni e popolazioni forti sono spesso state le cause che hanno determinato tali necessità e squilibri.

L’incontro fra le culture, il loro riconoscimento e la possibilità di un loro mescolamento è di fatto un processo culturale che solo di recente ha preso consapevolezza.

La storia di Paesi quali l’Italia, il Belgio, il Portogallo – i partner nazionali che sono coinvolti nella proposta progettuale - è storia di territori piu’ volte invasi e conquistati (lusitani, romani, svevi, visigoti, arabi, francesi, spagnoli, longobardi si sono succeduti e hanno lasciato ciascuno tracce nelle culture e nelle identità nazionali di ogni paese) mutatisi, per una legge di contrappasso, a loro volta in luoghi di partenza per altre conquiste ed occupazioni.

Il colonialismo Belga in Congo, quello Portoghese in Angola, Mozambico, America e Oriente, quello Italiano nei Balcani e nel nord Africa sono alcuni esempi di ciò.

Ma il viaggiare dei popoli verso queste nazioni è stato anche il transito e l’arrivo di chi era costretto a cercare lavoro e nuove identità, scontrandosi in modo spesso traumatico con le regole, le norme e le consuetudini dei luoghi di accoglienza.

Esiste però un luogo virtuoso dell’incontro tra le culture e le persone ed è rappresentato dal teatro e dalla multimedialità telematica un altro modo di viaggiare, scambiare, comunicare con interesse ed intenzione.

L’azione progettuale è articolata nelle seguenti fasi:

2. Realizzazione di laboratori nazionali per creare gli spettacoli teatrali adottando diverse tecniche: teatro di strada, teatro di animazione, teatro di figura, installazioni animate, ecc. Le rappresentazioni teatrali saranno agili dal punto di vista delle necessità tecniche e scenografiche (tutti i costumi, trucchi, oggetti di scena, effetti speciali, musiche, dovranno essere contenuti in un “bagagliobaule”).

Inoltre le rappresentazioni saranno elaborate per essere messe in scena in spazi indicativi il tema del viaggio: stazioni, porti, aeroporti, ecc.

3. Organizzazione di tre rassegne nazionali, uno in ogni paese partner, consistenti in:

· workshop-stage internazionale riservato ai gruppi degli operatori-utenti coinvolti nella preparazione e rappresentazione degli spettacoli teatrali, con la partecipazione di formatori ed esperti del settore teatrale;

· conferenza-seminario-tavola rotonda sul tema della migrazione e dell’intercultura in collaborazione con il mondo universitario, enti culturali, associazioni locali, ecc;

· mostra fotografica con le foto scattate nel corso dei laboratori teatrali e delle rassegne nazionali da fotografi professionisti.

Obiettivo finale del progetto è di aprire una riflessione sul ruolo che l’Europa ha avuto e può avere riguardo un fenomeno mondiale destinato a modificare significativamente il concetto d’identità culturale e nazionale.

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“Migrant theatres travel tales with no dream of holidays”

Moving and travelling of populations, from one territory to the other, in any historical period, have always depended on needs: need of food, spaces and more favourable climatic environments, of peace far away from conflicts and violence, of curiosity and discovery of something new (something which has not been seen yet), of commerce and trade, of valuing one’s own skills, of assertion or denial of human dignity.

Moving and travelling for few people only is really an idle practice, a passive use of an experience that, on the contrary, involves many senses, intelligences, communicational and relational modalities, cultures.

Some forms of travelling, the most compulsory ones, are also the most painful and tragic when they are driven by intolerance, repression, poverty, submission.

“Civilizing” missions and exploitation of resources and natural goods by powerful nations, have often represented the motivations that let these needs and unbalances arise.

The meeting of cultures, their recognition and the possibility for them to mix up, is, indeed, a cultural process that, only recently, has acquired awareness.

The history of countries such as Italy, Belgium, Portugal, the three countries involved in the project, is a history of territories which have been occupied and conquered many times (Lusitanian, Romans, Swabian, Visigoth, Arabian, French, Spanish, Longobard have come one after the other and each of them have left tracks in the national cultures and identities of each country) and that have transformed themselves, for a law of retaliation, in starting points for other conquests and occupations.

The Belgian colonialism in Congo, the Portuguese one in Angola, Mozambique, America and the East, the Italian one in the Balkans and north Africa are few examples of this.

But travelling of folks to these nations has also represented the transit and arrival of those who were compelled to search for a job and new identities, colliding, often in a traumatic way, with rules, norms and habits of the arrival places.

However, there is a virtuous place where cultures and people can meet: theatre and contemporary use of different media, that represent another way of travelling, exchanging, communicating, with interest and purpose.

The project action is subdivided in the following steps:

1. Editing of theatrical plots by means of a telematic exchange on the project’s blog (www.teatrimigranti.eu/blogs) that will allow a first migration, contamination of thoughts and ideas.

2. Carrying out national workshops to create the theatrical performances adopting various techniques: street theatre, micro-theatre, theatre - animation, figure theatre, musical theatre, etc. The theatrical performances will be agile from the point of view of technical and scenographic needs (all costumes, make-up, stage objects, special effects, music, will have to be encased in a “luggage-trunk”). Furthermore, the performances will be designed to be shown in places that recall the theme of travelling: railway stations, harbours, airports, etc.

3. Organisation of three national reviews, one in each partner country, consisting in:

· international workshop–stage dedicated to the groups of workers-users involved in preparing and acting the theatrical performances, with the participation of trainers and professional experts in the theatrical sector;

· conference-seminar-round table on the theme of migration and intercultural issues that will involve academic and university actors, cultural organisations, associations of the third sector, etc.;

· photo exhibition, of pictures taken during the theatrical workshops and the national reviews by professional photographers.

The final aim of the project is to start a reflection on the role that Europe, with its history, intellectual resources, experiences, can have within the framework of a world phenomenon that is destined to modify in an increasingly meaningful way, the idea on what cultural identity of each nation may be and become.

 

www.teatrimigranti.eu/blogs

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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