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I.P.A.B. - Tra passato e futuro




Il progetto – è stato realizzato in tutta la Regione Puglia ed ha svolto le seguenti azioni:
Il Sistema Integrato degli Interventi e dei Servizi Sociali della Regione Puglia ha prodotto il suo primo Piano Triennale nel 2005, pertanto si può dire che il modello pugliese ipotizzato dalla legge quadro N° 328 del 2000 è ancora alla fase sperimentale, sia per ciò che concerne le modalità di programmazione e progettazione territoriale, che per ciò che concerne i sistemi di affidamento, monitoraggio e valutazione dei Servizi e degli Interventi previsti in fase di programmazione. In particolare, l’assenza di modalità organizzative e gestionali, nonché di Sistemi di Monitoraggio e Valutazione omogenei per tutto il territorio regionale, ha limitato l’efficienza e l’efficacia dei processi di programmazione e progettazione integrata dell’insieme dei Soggetti Pubblici e Privati chiamati dalla succitata legge a gestire il Sistema Integrato degli Interventi e dei Servizi Sociali.
In sostanza, in sede di prima applicazione dei Piani di Zona Distrettuali è emersa la necessità di definire un Sistema, condiviso ed omogeneo per tutto il Territorio Regionale, di rilevazione e valutazione dei bisogni e delle risorse, nonché di pianificazione, progettazione, monitoraggio e valutazione dei Servizi e degli Interventi che consentisse ai Comuni, alle Province, alle Regioni ed ai Soggetti Pubblici e Privati erogatori delle attività previste dagli stessi, di assolvere in pieno alle proprie funzioni, così come definite dalla legge.
La Regione Puglia ha pertanto promosso, attraverso le Misure 3.2, az. C) e 3.4, az. D), l’attivazione di percorsi che apportino contributi all’istituzione di Osservatori Zonali, Provinciali e Regionali delle Politiche Sociali, attraverso lo sviluppo e la sperimentazione di Sistemi di Rilevazione, Monitoraggio e Valutazione che supportino adeguatamente le funzioni di Programmazione e Progettazione, così come sono distribuite all’interno dei Soggetti Pubblici e Privati interessati alla applicazione della legge 328/2000.
In particolare, coerentemente alla complessità dei processi decisionali e gestionali previsti, la legge ha dedicato l’articolo 10 alla implementazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) nel Sistema integrato degli interventi e dei Servizi Sociali. Le IPAB, eredità del Sistema Socioassistenziale dei secoli trascorsi, sono Enti di diritto pubblico che assolvono, in tutto od in parte, alla finalità di prestare assistenza ai più poveri o provvedere alla loro educazione, istruzione,
avviamento al lavoro e/o miglioramento morale ed economico. Queste istituzioni originano da donazioni o lasciti di Privati Cittadini, e possono gestire patrimoni ed attività economiche anche piuttosto consistenti, purché finalizzate a raggiungere gli scopi per cui sono state istituite. Esse assunsero le caratteristiche di Enti di Diritto Pubblico con la legge N° 6972 del 1890, la quale sancì che i patrimoni ed i redditi delle IPAB dovevano essere assegnati esclusivamente a favore delle persone e dei nuclei familiari in gravi condizioni socioeconomiche. Nel 1988 la Corte Costituzionale sancì, con la sentenza N° 396, l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della legge 6972/1890, e tale assurda sentenza consentì la cessione a privati, che in qualche modo si dichiaravano rappresentanti dell’ente, di ingenti patrimoni che erano stati donati per finalità socioassistenziali, quindi di contravvenire alle volontà testamentarie dei donatori.
Il Decreto Legislativo N° 207 del 4 maggio 2001 ha stabilito, quindi, le norme necessarie a che tale enorme Patrimonio Storico, Economico e Sociale gestito da queste Istituzioni dal profilo Giuridico ambiguo potessero partecipare a pieno titolo alle attività previste dalla legge 328/2000. Tale atto era estremamente necessario in quanto le IPAB gestiscono numerose attività socioeducative e sociassistenziali, quali ricovero di minori, handicappati ed anziani, scuole materne, mense e altre iniziative a favore dei poveri, e dispongono di un patrimonio stimato nel 1999, dalla XII Commissione della Camera dei deputati, in 37.000 miliardi di lire.
La legge della Regione Puglia N° 15/2004, così come modificato dalla Legge regionale N° 15/2006, ha recepito le direttive del D. L. 207/2001 e discliplinato la trasformazione giuridica delle IPAB entro assetti compatibili sia con i lasciti testamentari che con le direttive dell’art. 10 delle Legge 328/2000, pertanto, allo stato attuale, nella Regione Puglia ben 119 IPAB devono essere integrate nel Sistema degli Interventi e dei Servizi Sociali, secondo modalità omogenee a quelle previste per tutti gli altri Soggetti Pubblici e Privati
Pertanto Progetto si propone di sviluppare e sperimentare un sistema informativo che renda leggibile ed integrabile nel Sistema degli Interventi e dei Servizi Sociali l’ingente patrimonio economico e sociale delle IPAB Pugliesi, quindi di concorrere alla attivazione della complessa rete di nodi di rilevazione che andrà a costituire l’Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali.

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